La Comunità di Madrid ha trasmesso quattro osservazioni al Consiglio di Stato contro il progetto di regio decreto del Governo centrale che fissa i requisiti di sostenibilità energetica e ambientale per i centri dati, ritenendo che comporti un’invasione di competenze e comporti un rischio per gli investimenti.
L’Esecutivo di Isabel Díaz Ayuso sostiene che la proposta sia eccessivamente recentralizzata, leda le attribuzioni autonomiche e provochi insicurezza giuridica, introducendo "incertezza" per le società e potendo compromettere l’arrivo di capitali a queste infrastrutture considerate strategiche.
L’assessore alla Digitalizzazione, Miguel López-Valverde, ha ribadito la sua richiesta al Governo di Pedro Sánchez affinché ritiri questo regio decreto, "respinto da imprese tecnologiche ed energetiche, dal settore dei centri dati e dalle comunità autonome", e si apra a negoziare una nuova norma che garantisca la sicurezza giuridica, tuteli gli investimenti e stabilisca obblighi e sanzioni proporzionati.
"Le ultime modifiche apportate dal Governo hanno lasciato un testo ancora peggiore di quello iniziale. Lungi dal correggere i suoi problemi, il nuovo Regio Decreto invade competenze autonome e genera insicurezza giuridica nel settore, mettendo a rischio investimenti strategici per la nostra regione. Non possiamo accettare una regolamentazione che imponga nuovi obblighi, anche a progetti che sono in corso", ha sottolineato l’assessore.
Secondo il Governo regionale, la bozza va oltre il fissare criteri generali di sostenibilità ed entra a disciplinare questioni come la localizzazione, l’implementazione e il funzionamento dei centri dati, incidendo su ambiti che sono di competenza autonoma, come la pianificazione territoriale, l’urbanistica, l’industria, l’ambiente e l’energia.
L’Esecutivo madrileno respinge anche che i nuovi requisiti si estendano a impianti già operativi o a progetti in fase di iter, ritenendo che potrebbero comportare "costi imprevisti, danneggiare investimenti in corso e creare disuguaglianza tra operatori".
Allo stesso modo, considera "sproporzionate" le sanzioni previste per i centri dati che non rispettino i requisiti, con maggiorazioni che potrebbero arrivare fino al 500% di determinati importi della fattura, e mette in dubbio che esista una copertura legale sufficiente per applicarle.
Allo stesso modo, rimprovera che il progetto sia stato promosso senza notifica preventiva alla Commissione Europea, nonostante incorpori obblighi che, a suo giudizio, possono incidere sull'attività degli operatori e sulla prestazione di servizi digitali.
Di fronte a questo scenario, il Governo autonómico chiede "regole chiare, sicurezza giuridica e rispetto della competenza di ciascuna Amministrazione" al fine di "attrarre investimenti e creare opportunità in un settore che è la base dell'economia digitale del nostro paese". "I centri dati sono un'infrastruttura essenziale per lo sviluppo dell'economia digitale del nostro paese", ha ribadito López-Valverde.