I pensionati provenienti da diverse comunità autonome si sono concentrati questo sabato a Madrid per reclamare pensioni sufficienti, aumenti salariali e un accesso reale alla casa accessibile. La protesta, organizzata dalla Coordinadora Estatal por la Defensa del Sistema Público de Pensiones (Coespe), ha visto anche la presenza del sindacato degli inquilini.
Secondo i dati della Delegazione del Governo a Madrid, alla marcia hanno partecipato 25.000 persone, mentre le organizzazioni convocatrici hanno elevato il numero di partecipanti fino a 50.000.
Tra le principali richieste c'è un aumento del 6% delle pensioni per il 2027, insieme alla difesa del sistema pubblico di pensioni e all'opposizione a qualsiasi avanzamento verso la sua privatizzazione.
Nella mobilitazione ha partecipato anche la Confederazione dei Sindacati degli Inquilini, che sottolinea l'importanza di articolare una risposta congiunta di pensionati e lavoratori di fronte all'aumento del costo della vita e alle crescenti difficoltà per accedere a una casa.
L'organizzazione ha avvertito che l'aumento generalizzato dei prezzi sta "divorando i redditi di milioni di persone" e ha richiesto aumenti di pensioni e salari che permettano di recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi anni.
Inoltre, ha sottolineato che la crisi della casa colpisce anche le persone anziane, in particolare coloro che vivono in affitto o sostengono economicamente i familiari. Per questo motivo, insiste sul fatto che le difficoltà per arrivare a fine mese non rispondono a uno scontro tra generazioni, ma richiedono politiche che garantiscano condizioni di vita dignitose per l'intera popolazione.
Il portavoce statale di Coespe, Damián Rodríguez, ha manifestato la sua preoccupazione per il futuro del sistema pensionistico dopo le elezioni generali del prossimo 29 novembre. "Le pensioni ogni giorno sono minori rispetto al costo della vita e si nota nelle nostre case", ha sottolineato.
Sotto slogan e striscioni a difesa delle pensioni pubbliche, i partecipanti hanno mostrato messaggi come "Aumento di salari e pensioni con IPC reale" e "Blindare le pensioni pubbliche", reclamando così la protezione del sistema pubblico e il recupero del potere d'acquisto perso.
I manifestanti hanno chiesto inoltre misure concrete che garantiscano la sostenibilità del sistema pubblico delle pensioni e hanno esigito che le prestazioni minime siano pari al salario minimo interprofessionale (SMI) e si adeguino al costo reale della vita.
Allo stesso modo, hanno reclamato l'avvio immediato di un'auditoria pubblica del sistema, ritenendo che esistano "molte pensioni di miseria", e hanno chiamato l'insieme dei partiti con rappresentanza parlamentare a blindare le pensioni pubbliche, a poco più di un mese dalla data elettorale del 29 novembre.