Due storici denunciano che la Giunta di Extremadura ha distorto i loro studi per proteggere la Croce dei Caduti di Cáceres

César Rina e Miguel Ángel del Arco accusano il Governo di PP e Vox di utilizzare in modo "parziale" le loro ricerche per giustificare la dichiarazione del monumento franchista come Bene di Interesse Culturale. La Junta respinge le accuse e difende la validità del fascicolo.

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Gli storici César Rina e Miguel Ángel del Arco hanno denunciato che la Giunta di Extremadura, governata da PP e Vox, ha utilizzato in modo "di parte", "parziale" e "tortuoso" le loro ricerche per giustificare la protezione della Cruz de los Caídos de Cáceres, un monumento eretto durante la Guerra Civile e storicamente legato all'esaltazione del franchismo. Entrambi i ricercatori sostengono che l'Esecutivo autonomo ha distorto le loro conclusioni per sostenere il fascicolo che cerca di dichiarare la croce Bene di Interesse Culturale (BIC), un'iniziativa che si scontra con l'ordine di ritiro promosso dal Governo centrale in applicazione della Legge sulla Memoria Democratica.

Secondo quanto spiegato entrambi gli specialisti in dichiarazioni a El País, i loro lavori accademici appaiono citati nella risoluzione pubblicata dalla Giunta lo scorso 18 agosto, nonostante le loro ricerche difendano un'interpretazione contraria a quella utilizzata dall'Amministrazione. "Hanno deformato il mio lavoro", ha denunciato Del Arco, professore di Storia Contemporanea all'Università di Granada e recentemente premiato con il Premio Nazionale di Storia di Spagna. Da parte sua, Rina, professore associato di Storia Contemporanea all'UNED, ha messo in dubbio che si utilizzino i suoi studi per fondare una protezione patrimoniale che considera ingiustificata.

Gli storici accusano la Giunta di manipolare le loro conclusioni

La controversia si concentra sul contenuto del fascicolo aperto dalla Conselleria di Cultura, Turismo e Sport di Extremadura, che incorpora riferimenti ai lavori di entrambi i ricercatori per contestualizzare l'origine e le caratteristiche architettoniche del monumento. Tuttavia, gli storici ritengono che la documentazione ufficiale selezioni frammenti dei loro studi mentre omette le conclusioni che collegano direttamente la croce con l'esaltazione della dittatura franchista.

Nel caso di César Rina, autore di La costruzione della memoria franchista a Cáceres. Eroi, spazio e tempo per un nuovo Stato (1936-1941), la risoluzione autonoma sostiene che il ricercatore lamentava la perdita di documentazione, specialmente grafica, relativa al monumento. Un'affermazione che Rina respinge affermando che esistono numerose prove documentali sulla sua pianificazione, costruzione, inaugurazione e utilizzo durante il franchismo. "È radicalmente falso", ha affermato lo storico, che spiega che il suo lavoro menziona unicamente la scomparsa di un album fotografico specifico, ma non una perdita generalizzata di archivi storici.

Da parte sua, Miguel Ángel del Arco, autore di Croci di memoria e oblio. I monumenti ai caduti della guerra civile spagnola (1936-2021), mette in discussione che la Giunta utilizzi frammenti della sua ricerca per collegare le caratteristiche architettoniche della croce con il razionalismo. Secondo lo specialista, il suo studio sostiene precisamente che i monumenti franchisti erano distanti da questa corrente architettonica, rifiutata ideologicamente dal regime. Entrambi i ricercatori considerano che questa interpretazione permetta di rafforzare artificialmente il valore artistico e patrimoniale del monumento e hanno presentato allegazioni contro il fascicolo di dichiarazione come BIC.

Una croce inaugurata nel 1938 per omaggiare i vincitori della Guerra Civile

La Croce dei Caduti di Cáceres, situata nella piazza d'America, fu inaugurata a maggio del 1938, in piena Guerra Civile, dopo che il Comune decise la sua costruzione nel settembre del 1937. Il monumento fu concepito come un omaggio ai defunti del lato insorto e conteneva iscrizioni legate alla simbologia franchista, con riferimenti al sollevamento militare del 18 luglio 1936, a Francisco Franco e agli slogan utilizzati dalla dittatura. La sua inaugurazione avvenne alla presenza di Pilar Primo de Rivera, responsabile della Sezione Femminile di Falange.

Per decenni, l'enclave ha ospitato atti commemorativi e omaggi legati al regime franchista. Nel 1984, il Comune di Cáceres ha eliminato le iscrizioni di esaltazione della dittatura, un intervento che la Giunta dell'Estremadura considera determinante per interpretare il suo significato attuale. La risoluzione autonoma sostiene che quella modifica ha trasformato sostanzialmente la percezione pubblica del monumento e ha permesso di disconnettere la sua valutazione patrimoniale dalla sua funzione politica originale.

Tuttavia, Rina e Del Arco rifiutano che l'eliminazione dei simboli abbia cancellato il significato storico della croce. I ricercatori ricordano che il monumento ha continuato a essere scenario di atti di omaggio al franchismo durante la Transizione e sostengono che continua a rappresentare una memoria legata ai vincitori della Guerra Civile. In questo senso, denunciano che il fascicolo autonomo omette i riferimenti delle loro ricerche alle vittime della repressione franchista e alle rivendicazioni delle associazioni memorialiste che chiedono la sua rimozione.

La Giunta dell'Estremadura nega di aver distorto gli studi

Di fronte alle accuse, la Direzione della Cultura della Giunta dell'Estremadura ha respinto che ci sia un utilizzo improprio delle ricerche. Il dipartimento autonomo sostiene che i riferimenti a Rina e Del Arco sono stati incorporati esclusivamente come fonti storiografiche per contestualizzare la cronologia, le caratteristiche formali e la funzione iniziale di questo tipo di monumenti, senza attribuire agli autori un sostegno alla loro dichiarazione come Bene di Interesse Culturale.

L'Amministrazione regionale difende che la procedura si basa su due relazioni tecniche elaborate da altri specialisti, in cui vengono esaminati i valori storici, documentali, artistici, architettonici, urbanistici e sociali della croce. Inoltre, la direttrice generale del Patrimonio Culturale, Adela Rueda, ha rivendicato la solidità tecnica del fascicolo e ha ricordato che l'apertura della procedura non implica automaticamente la dichiarazione definitiva del monumento come BIC.

La risoluzione pubblicata nel Diario Oficial de Extremadura (DOE) il 18 agosto argomenta che la croce possiede valore patrimoniale per la sua monumentalità, design geometrico, permanenza nella sua posizione originale e rilevanza all'interno del paesaggio urbano di Cáceres. La Junta sostiene, inoltre, che il suo significato attuale è compatibile con i valori costituzionali dopo la rimozione delle iscrizioni franchiste.

Il Governo centrale reclama di rimuovere la croce e si oppone alla sua protezione

La polemica si produce dopo che il Governo di Spagna ha incluso la Croce dei Caduti di Cáceres nel Catalogo di Simboli ed Elementi Contrari alla Memoria Democratica e ha ordinato la sua rimozione dallo spazio pubblico. L'Esecutivo centrale considera che il monumento continua a rappresentare un'esaltazione dei vincitori della Guerra Civile e che la sua permanenza risulta contraria ai principi stabiliti nella Legge 20/2022, di Memoria Democratica.

La Segreteria di Stato di Memoria Democratica ha anche presentato osservazioni contro l'iniziativa della Junta e mette in dubbio che il monumento riunisca i valori patrimoniali eccezionali necessari per ricevere la massima protezione autonoma. Inoltre, sostiene che la rimozione delle iscrizioni franchiste nel 1984 non ha eliminato la sua funzione commemorativa originale e avverte che l'apertura del fascicolo di protezione, successiva all'ordine statale di rimozione, potrebbe costituire una deviazione di potere.

Il procedimento ha generato posizioni contrapposte tra le organizzazioni sociali. Mentre associazioni memorialiste come ARMHEX e AMECECA reclamano la rimozione della croce, enti come Hazte Oír e Avvocati Cristiani hanno difeso la sua conservazione.

Per ora, la Croce dei Caduti di Cáceres non è stata dichiarata definitivamente Bene di Interesse Culturale. La Junta mantiene aperto il fascicolo, che accumula più di un centinaio di osservazioni e ha un termine massimo di trattazione di 16 mesi. Parallelamente, il Comune di Cáceres ha fatto ricorso davanti all'Audiencia Nacional contro l'ordine di rimozione del Governo centrale, per cui il futuro del monumento continua a dipendere dai procedimenti amministrativi e giudiziari aperti.