Nvidia ha avviato un’indagine indipendente sulle informazioni che collocano il suo fondatore e amministratore delegato, Jensen Huang, come bersaglio di un’operazione di intelligence straniera. L’annuncio, reso questo domenica 8 novembre, arriva dopo che il Financial Times ha pubblicato che le autorità statunitensi ritengono che abbia intrattenuto una relazione sentimentale con una dirigente presumibilmente reclutata dalla Cina.
Huang ha riconosciuto una relazione extramatrimoniale e ha chiesto scusa alla sua famiglia. L’ammissione di quella relazione personale e i sospetti di spionaggio costituiscono due elementi distint: riconoscere la prima non conferma le attività attribuite alla donna né dimostra che il dirigente conoscesse un’eventuale operazione.
Che cosa ha pubblicato il Financial Times
Secondo il Financial Times, funzionari statunitensi hanno elaborato un documento basato su informazioni di intelligence che descriveva una relazione sentimentale tra Huang e Alice Huang, una dirigente collegata a Megaspeed, azienda con sede a Singapore e cliente di Nvidia.
Il giornale attribuisce ai servizi di intelligence statunitensi la valutazione secondo cui la dirigente sarebbe stata reclutata dal Ministero della Sicurezza dello Stato cinese.
Le informazioni mettono sotto esame sia l’accesso a dati sulla compagnia sia i possibili tentativi di influenzare decisioni relative ai suoi chip. L’identità della dirigente e la sua presunta attività sono apparse anche in indagini giornalistiche di altri media statunitensi.
Huang ammette l’infedeltà e chiede scusa
Nel messaggio rivolto all’azienda raccolto da elDiario.es, Huang riconosce di essere stato "infedele" a sua moglie e di averle causato danni, così come ai suoi figli. "Non c’è alcuna scusa per quello che ho fatto, sono profondamente pentito", afferma.
Axios ha inoltre riferito dell’ammissione a partire da una bozza di email destinata ai dipendenti. Il mezzo riporta che il responsabile della comunicazione per le politiche pubbliche di Nvidia, John Rizzo, sostiene che l’indagine non interromperà le operazioni e che Huang continuerà a svolgere le sue funzioni di amministratore delegato.
Che cosa indagherà il consiglio di Nvidia
Il consiglio ha annunciato una revisione indipendente e ha indicato che esaminerà le informazioni disponibili. Secondo la risposta aziendale raccolta da elDiario.es, Huang sostiene l’indagine e si è impegnato a collaborare.
La società afferma che, per il momento, non ha motivi per credere che siano stati compromessi segreti di Nvidia o la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Reuters ha raccolto questa posizione dal consiglio. L’avvio dell’indagine non equivale, quindi, a una conferma di fughe di informazioni.
Anche il Congresso statunitense chiede spiegazioni
La vicenda era già arrivata al Congresso prima dell’annuncio di questa domenica. Reuters ha riferito di una lettera datata 4 novembre in cui tre funzionari repubblicani chiedevano a Huang un incontro a porte chiuse per il 18.
La richiesta era firmata da Brian Mast, presidente della Commissione per gli Affari Esteri; John Moolenaar, responsabile della commissione sulla Cina; ed Eric Crawford, presidente della Commissione per l’Intelligence. I legislatori chiedevano spiegazioni sui loro contatti con Alice Huang e sui protocolli di Nvidia contro lo spionaggio straniero.
In risposta a tali domande, Nvidia ha difeso che il suo amministratore delegato si riunisce con migliaia di dirigenti di società clienti e che questi ricevono informazioni commerciali ordinarie, non segreti sensibili. La richiesta parlamentare fissava il 18 novembre come data proposta; l’informazione consultata non attesta che l’incontro sia stato confermato.