Il prezzo medio dell'elettricità nel mercato all'ingrosso scende questo sabato 5 settembre 2026 fino a 138,11 euro per megawattora. Sono 31,39 euro in meno rispetto a venerdì, quando la media ha raggiunto 169,50 euro, il che rappresenta un calo del 18,52%.
La riduzione arriva accompagnata da differenze importanti all'interno della giornata. I dati di OMIE raccolti dall'informazione economica collocano il minimo dei periodi di mercato a 2,81 euro/MWh e il massimo a 225,01 euro/MWh. Questi estremi non devono essere confusi con le medie orarie né con il prezzo finale della fornitura domestica.
Per il consumatore, la domanda non è solo quanto scende la media, ma quale tariffa ha sottoscritto e come si calcola l'importo che paga per l'energia.
Le ore centrali concentrano i prezzi all'ingrosso più bassi
Il dettaglio orario pubblicato a partire dai dati di mercato colloca i prezzi più ridotti nelle ore centrali del sabato.
Tra le 13.00 e le 14.00, la media all'ingrosso è di 3,64 euro/MWh. Dalle 14.00 alle 15.00 scende a 3,33 euro e tra le 15.00 e le 16.00 si colloca a 3,21 euro.
Queste cifre sono medie per ora. Per questo possono essere superiori al minimo di 2,81 euro registrato in un periodo più corto del mercato. Entrambi i dati descrivono la stessa giornata, ma non misurano esattamente la stessa cosa.
Perché una diminuzione del 18,5% non significa pagare il 18,5% in meno
Il prezzo all'ingrosso è uno dei componenti della fornitura, non l'importo completo della fattura. Intervengono anche concetti come la potenza contrattata, i costi regolati, la commercializzazione e le tasse applicabili.
Nel mercato libero, l'effetto dipende dal contratto. Chi ha un prezzo fisso non vedrà necessariamente una riduzione immediata perché il mercato scenda quel sabato. In una tariffa indicizzata, la relazione con le quotazioni sarà diversa.
Pertanto, la percentuale di calo del mercato non può essere trasferita direttamente alla bolletta mensile.
Il PVPC non dipende più solo dal mercato giornaliero
La tariffa regolata incorpora riferimenti dei mercati a termine per ridurre la sua esposizione alle oscillazioni giornaliere.
La riforma approvata dal Governo ha stabilito un'incorporazione progressiva di questi riferimenti fino a raggiungere un peso del 55% nel 2026 all'interno del meccanismo corrispondente di calcolo. Non significa che il 55% dell'intera fattura sia fisso.
Il sistema mantiene segnali orari per favorire il consumo nei momenti più economici.
Quale dato deve guardare ogni consumatore
Prima di riorganizzare l'uso degli elettrodomestici, è opportuno identificare la modalità contrattata. Nel PVPC, il riferimento utile è il prezzo finale di quella tariffa; nel mercato libero, le condizioni particolari del contratto.
La conclusione di questo sabato è chiara: scende la media all'ingrosso e le ore centrali presentano quotazioni molto inferiori. Il risparmio concreto di ogni famiglia dipenderà da quanto consuma, quando lo fa e come viene fatturata quella energia.