Sindacati della Spagna e altri sei paesi dell’UE preparano proteste a novembre per il rincaro del costo della vita

Sindacati e movimenti di sette paesi dell’UE coordineranno proteste a novembre in diverse città europee contro l’aumento del costo della vita.

fotonoticia 20261103175408 1920

fotonoticia 20261103175408 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

Ultimo aggiornamento

1 minuto

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 2 de noviembre de 2026 · 16 institutos

  • PP30,5 %
  • PSOE27,4 %
  • Vox19,1 %
  • Frente Amplio6,4 %
  • ERC2,4 %
  • Podemos2,4 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Organizzazioni sindacali e sociali di Francia, Regno Unito, Belgio, Grecia, Spagna, Portogallo e Italia hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per promuovere proteste coordinate tra il 20 e il 22 novembre contro l’aumento del costo della vita.

L’incontro ha avuto luogo questo martedì a Parigi (Francia), su iniziativa della Confederación de Sindicato de Inquilinas, e ha riunito collettivi per il diritto all’abitazione, sindacati dei lavoratori e movimenti climatici.

Nel testo concordato, le organizzazioni denunciano l’escalation «sfrenata» del costo della vita, «con un’abitazione inaccessibile e dei beni alimentari di base e un trasporto sempre più cari», e avvertono del «ritorno dell’austerità, legata alle esigenze dei creditori del debito pubblico e alla corsa agli armamenti». Inoltre, si impegnano a trasformare la solidarietà in «una pratica quotidiana e uno strumento di organizzazione».

Le proteste si articoleranno attorno a un programma comune che chiede di garantire il diritto all’abitazione e di abbassare il prezzo dell’abitazione, degli alimenti e dell’energia, oltre ad aumentare salari e pensioni e rafforzare i servizi pubblici. Inoltre, difendono il diritto al lavoro e la regolarizzazione per eliminare le «barriere razziste», applicare una maggiore fiscalità alle grandi fortune e porre fine sia al riarmo sia all’uso di combustibili fossili.