Il Parlamento Basco ha dato luce verde, nel plenum monografico sulla sicurezza tenutosi questo mercoledì su iniziativa del PNV e del PSE-EE, a una proposta congiunta di entrambi i partiti che censura i disordini verificatisi lo scorso lunedì a Bilbao dopo le proteste contro un atto di Vito Quiles che alla fine non si è svolto. Il testo, sostenuto da PNV, PSE-EE e Sumar, con l’astensione di EH Bildu e il voto contrario di PP e Vox, sottolinea che "il rifiuto assoluto della violenza è pienamente compatibile con il rifiuto delle pratiche comunicative degli agitatori ultras che contribuiscono al deterioramento della convivenza".
In parallelo alle iniziative concordate con il PNV, il PSE-EE ha registrato in solitario un emendamento in cui esprime la sua opposizione a "qualsiasi uso e diffusione delle informazioni di polizia che contribuisca a creare un falso legame tra emigrazione e criminalità". Questa risoluzione è passata con il sostegno di EH Bildu e Sumar, l’astensione del PNV e il rifiuto di PP e Vox, e risponde al disaccordo dei socialisti con la decisione del Dipartimento di Sicurezza, diretto dal PNV, di includere l’origine delle persone arrestate nelle note stampa della Ertzaintza.
Attraverso questa risoluzione, la Camera basca ribadisce che "l’origine nazionale o geografica di una persona non spiega né predice la commissione di reati", e chiede al "complesso" del Governo Basco di "combattere attivamente la disinformazione e i discorsi che presentano le persone migranti come una minaccia per la sicurezza, estremando le garanzie affinché la comunicazione istituzionale non diventi uno strumento al servizio di tali discorsi". Inoltre, chiede che quando l’Esecutivo "sia obbligato a fornire informazioni sull’origine delle persone", specialmente in risposta a iniziative parlamentari, "lo faccia sempre in modo integrale e contestualizzato, evitando una diffusione decontestualizzata".
Condanna dei disordini e degli "agitatori ultras"
Tra le risoluzioni concordate da PNV e PSE-EE figura quella relativa agli incidenti registrati a Bilbao durante le mobilitazioni contro l’evento convocato da Vito Quiles nella capitale biscaglina. Il Parlamento fa propria la dichiarazione della Giunta dei Portavoce del Comune di Bilbao ed esprime la sua "ferma e netta condanna" di quegli episodi violenti, "in particolare gli incendi di veicoli e contenitori, i danni arrecati al mobilio urbano e agli esercizi commerciali, così come gli attacchi contro gli agenti dell’Ertzaintza e della Polizia Municipale di Bilbao".
La risoluzione esige che i responsabili "rispondano delle loro azioni davanti alla giustizia, nel pieno rispetto delle garanzie dello Stato di diritto", e ribadisce che "il rifiuto assoluto della violenza come strumento di azione o di confronto politico è pienamente compatibile con il rifiuto, ampiamente condiviso dalla società basca, delle pratiche comunicative di agitatori ultras che contribuiscono alla polarizzazione e al deterioramento della convivenza democratica".
Il testo avverte anche della "diffusione di messaggi che alimentano il confronto, propagano bufale e discorsi d’odio o stigmatizzano determinati gruppi sociali", e respinge "le strategie di agitazione e confronto pubblico che strumentalizzano la comunicazione per approfondire la divisione sociale e politica". La Camera ribadisce che la difesa di una società democratica "richiede un impegno inequivocabile con la verità, il rispetto della pluralità e della convivenza". Questa iniziativa ha contato sul sostegno di PNV, PSE e Sumar; PP e Vox hanno votato contro ed EH Bildu ha scelto l’astensione.
Durante il dibattito, la parlamentare del PP Ainhoa Domaica ha definito "inaccettabile" che il documento dei partner di governo "equipari" — secondo le sue parole — "la violenza selvaggia di 560 incappucciati con una persona che non è neppure venuta e che è stata la scusa per mettere in moto tutta quella violenza". Un’altra risoluzione promossa da PNV e PSE raccoglie la condanna di "qualsiasi atto di molestie, segnalazione o violenza contro ertzainas, poliziotti locali, così come contro le forze e i corpi di sicurezza dello Stato".
Rafforzamento della sicurezza e protezione dei servizi pubblici
Tra le misure concordate, i gruppi che sostengono il Governo Vasco propongono l’avvio di un Programma Interistituzionale di Protezione dello Spazio Pubblico, concepito come "una strategia congiunta tra Governo Vasco, deputazioni e municipi per identificare luoghi e situazioni in cui si deteriora la convivenza e intervenire su di essi". Inoltre, un’altra delle loro proposte riafferma l’impegno della Camera con "il rafforzamento e la modernizzazione della Euskal Polizia come servizio pubblico essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini, mediante il miglioramento delle sue capacità, la vicinanza alla cittadinanza, il coordinamento di polizia e la trasparenza".
Il Parlamento chiede inoltre, attraverso un’altra risoluzione, "le modifiche legislative necessarie, negli ambiti competenti, per rafforzare la figura dell’autorità pubblica" e per migliorare "le garanzie e la protezione giuridica del personale sanitario, degli insegnanti e di altri professionisti pubblici nell’esercizio legittimo delle loro funzioni e come riferimenti del servizio pubblico".
Violenza machista e ciberdelinquenza sotto i riflettori
PNV e PSE-EE hanno concordato con EH Bildu un emendamento di transazione per intensificare la lotta contro la violenza esercitata sulle donne, "migliorando il coordinamento e la collaborazione tra Ertzaintza e polizie locali e potenziando una formazione specifica" per gli agenti. Il testo invita il Governo Vasco a rafforzare i servizi di riparazione e di assistenza integrale alle vittime di violenza machista e chiede a tutte le istituzioni basche di promuovere programmi di sicurezza urbana con prospettiva di genere, "combinando audit partecipativi, intervento urbanistico, prevenzione della violenza machista".
Jeltzales e socialisti hanno sostenuto anche un’iniziativa di Sumar che chiede al Governo Vasco un protocollo integrale di assistenza alle vittime di ciberdelinquenza, con l’obiettivo di "garantire orientamento per la denuncia, informazioni sulla protezione e il recupero di account e dati compromessi e l’invio alle corrispondenti risorse giuridiche, sociali e specializzate". Il documento dettaglia che il protocollo "presterà particolare attenzione alle truffe digitali, alla sostituzione di identità, al stalking e alla violenza sessuale digitale, così come alle esigenze dei minori e delle persone particolarmente vulnerabili".
Inoltre, entrambi i partner di governo hanno sostenuto una proposta del PP affinché l'Esecutivo regionale "rafforzi la presenza di polizia nei quartieri e nelle strade per la prevenzione e la persecuzione del reato, intensificandola nei luoghi più conflittuali come le zone della movida notturna, le aree commerciali e i punti neri in cui si concentra un gran numero di infrazioni penali".