Ampliação | Costa afferma che la situazione finanziaria delle Isole Baleari è francamente positiva e può assumere tutti i pagamenti

Antoni Costa sostiene che i conti delle Isole Baleari sono in salute, mentre l’opposizione avverte di un debito elevato, di una bassa esecuzione e della dipendenza dall’edilizia.

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Il vicepresidente e consigliere dell’Economia, delle Finanze e dell’Innovazione, Antoni Costa, ha sostenuto che la salute finanziaria delle Baleari è "francamente positiva" e che la Comunità "non ha problemi di liquidità", per cui si trova nelle condizioni di assolvere senza difficoltà i propri obblighi di pagamento.

Costa è comparso questo martedì davanti alla Commissione delle Finanze e del Bilancio del Parlament per dettagliare il Conto Generale della CAIB corrispondente all’esercizio 2025, in cui ha rimarcato che il debito vivo è andato riducendosi anno dopo anno dall’inizio della legislatura e che il grado di esecuzione del bilancio è "abbastanza buono".

Per quanto riguarda la capacità o la necessità di finanziamento, ha spiegato che la Comunità si muove in uno scenario di deficit zero o persino di avanzo, un percorso che il Govern confida di mantenere durante il 2026 e il 2027.

Dall’opposizione, il deputato del PSIB Llorenç Pou ha sottolineato che nel 2025 le entrate non finanziarie sono risultate inferiori a quelle del 2024, cosa che lo ha sorpreso in un contesto di "forte crescita" economica, favorita dall’inflazione e dall’incremento, di circa 250 milioni di euro, del denaro trasferito dal Governo centrale attraverso il sistema di finanziamento autonomico. Per questo ha chiesto quale problema "strutturale" spiegherebbe questo calo e cosa sarebbe successo senza tale ulteriore apporto dello Stato.

Pou ha accusato inoltre il rappresentante del Govern di "giocare" con gli aggiustamenti della Contabilità Nazionale e ha sostenuto che, senza questi, si sarebbe verificata una diminuzione reale del bilancio, che nel 2025 avrebbe raggiunto un "massimo storico" vicino ai 790 milioni. Come ha indicato, questa situazione si sarebbe compensata parzialmente con la "incapacità" di diverse consellerias di eseguire il bilancio del 2024, che si sarebbe trascinato nei conti del 2025.

Il deputato socialista ha segnalato anche "inefficienza" nella gestione dei fondi del Meccanismo di Ripresa e Resilienza, attivati dopo la pandemia di Covid-19, avvertendo che la sua validità sta per giungere al termine e prevedendo che l’investimento del Govern "calerà a picco". Ha richiesto inoltre una valutazione dei progetti che hanno funzionato e di quelli che non hanno funzionato.

In questo punto ha menzionato, tra gli altri esempi, la Conselleria de Empresa, Autónomos y Energía, che avrebbe avuto quasi 290 milioni di bilancio e non avrebbe disposto di circa 100; la Conselleria de Vivienda, con 124 milioni e 45 non eseguiti; la voce per la ricerca, con 43 milioni dei quali sarebbero stati utilizzati 30; oppure l’area del commercio, con 18 milioni e solo dieci stanziati. Ha anche messo in dubbio che non ci siano problemi di pagamento quando Baleares registra il periodo medio di pagamento ai fornitori più alto del Paese.

Da parte di Vox, la deputata Patricia de las Heras ha sostenuto che le riduzioni fiscali approvate in questa legislatura «funzionano» e ha indicato che, anche in successioni e donazioni, sono stati raccolti 20 milioni in più del previsto. Ha contrapposto questa politica a quella del Governo centrale, che, a suo giudizio, «aumenta le tasse, si indebita senza limiti e poi perdona il debito ai soci secessionisti per restare al potere».

Nonostante ciò, De las Heras ha mostrato la sua «preoccupazione» per l’equilibrio dei conti, ricordando che l’amministrazione della CAIB ha chiuso il 2025 con un risultato negativo di 236 milioni e un avanzo di tesoreria non influenzato di -1.600 milioni, circa 172 milioni in meno rispetto al 2024. Ha inoltre attirato l’attenzione sul debito a lungo termine della Comunità, superiore a 8.100 milioni, e sull’incremento del costo degli interessi, denaro che, ha sottolineato, «non va ad ospedali, scuole o all’abitazione».

La parlamentare si è soffermata anche sull’aumento della spesa per il personale, che si è collocata intorno ai 2.400 milioni di euro, l’11% in più, mentre la raccolta tributaria è cresciuta del 4,6%. Ha attribuito questo incremento a sentenze giudiziarie e a miglioramenti nei servizi di istruzione e sanità, anche se ha concentrato le sue critiche sulle retribuzioni di alti incarichi e del personale a tempo determinato.

Il portavoce di MÉS per Mallorca, Lluís Apesteguia, ha ammesso che l’Amministrazione ha difficoltà a eseguire i propri bilanci e ha chiesto una «riflessione profonda», sebbene abbia citato il caso dell’ordinamento e della promozione turistica, dove si sarebbe eseguito il 104% di quanto preventivato. In contrasto, ha indicato che la Conselleria de Vivienda, Territorio y Movilidad avrebbe eseguito solo circa il 60%, il che, a suo giudizio, dimostra che «o si preventivano troppo soldi o si esegue molto poco».

Apesteguia ha collegato questa diagnosi a una critica alle misure di semplificazione amministrativa del Govern, che, secondo quanto ha indicato, «non hanno aiutato» a migliorare l’esecuzione della spesa. Ha inoltre messo il focus sulle entrate della CAIB derivanti dall’imposta sulle trasmissioni patrimoniali e sugli atti giuridici documentati, che hanno superato di 100 milioni la previsione iniziale, cosa che ha collegato alle «cifre astronomiche» pagate per le abitazioni multimilionarie acquistate da non residenti.

Il portavoce ecosovranista ha avvertito che uno su otto euro che versa la Comunità proviene dal mercato immobiliare e ha lanciato l’allarme sul fatto che, se un giorno dovesse scoppiare la bolla, le Isole Baleari potrebbero affrontare «problemi di entrate».

Da Més per Menorca, il deputato Josep Castells ha ribadito che, anche se si proietta un’immagine «sana» delle finanze autonòmiche, non si può ignorare il debito storico che trascina la Comunità, che appesantisce l’avanzo e obbliga a continuare a finanziarla. Ha inoltre rimproverato a Costa di «vantarsi» di aver ridotto il debito di 500 milioni negli ultimi anni quando lo si è fatto in un contesto di prosperità «molto marcata», circostanza che, a suo parere, avrebbe dovuto essere sfruttata per ridurlo ancora di più.

Nella sua replica, Costa ha negato che la diminuzione delle entrate non finanziarie sia dovuta agli aggiustamenti della Contabilità nazionale e l’ha attribuita alla liquidazione definitiva del sistema di finanziamento autonomico, che alla fine non consegna quanto previsto: un problema strutturale che ha definito di «prima grandezza». Per quanto riguarda gli aggiustamenti contabili, ha sostenuto che sono «giustificati» dall’Intervención General de la Administración del Estado e rispondono alla traduzione tra esecuzione del bilancio e competenza, spesso legata ad esercizi precedenti.

Sui fondi europei, il conseller ha assicurato che i progetti si manterranno con risorse proprie, fondi Feder o il fattore di insularità, e ha citato come esempio la «buona gestione» della Conselleria de Empresa, Autónomos y Energía, che avrebbe ottenuto un volume elevato di fondi per la transizione energetica.

In relazione al pagamento ai fornitori, ha indicato l’IbSalut come principale responsabile e ha insistito sul fatto che «non è un problema di liquidità», bensì di esecuzione del bilancio e di appalto, ricordando che sono stati attivati meccanismi straordinari per saldare le fatture pendenti.

Costa ha riconosciuto allo stesso modo che i non residenti versano una "somma significativa" nell’imposta di trasferimenti patrimoniali, risorse che "si riversano in servizi per i residenti", anche se ha chiesto prudenza in vista della possibilità di una crisi simile a quella del 2010, che potrebbe introdurre "difficoltà" nella riscossione della CAIB.