Le nuove autorità della Siria hanno comunicato questo martedì l'arresto del colonnello Yayha al Assad, cugino del presidente deposto Bashar al Assad, insieme ad altre tredici persone indicate per presunti crimini e abusi contro la popolazione civile durante la guerra civile siriana.
Il portavoce del Ministero dell'Interno, Nuredín al Baba, ha informato in conferenza stampa che un totale di 14 sospetti sono stati arrestati dalle Forze di Sicurezza Interna. Tra di essi figurano alti funzionari militari e dei servizi di Intelligence, ex piloti della Forza Aerea e altri presunti coinvolti in massacri e attacchi contro i civili.
Tra gli arrestati si trova Yayha al Assad, con rango di colonnello nella Sezione 105, un'unità dell'apparato di sicurezza del precedente regime, così come il generale di divisione Mohamed Deeb Afuf, comandante della 24ª Divisione e responsabile dell'Amministrazione della Difesa Aerea.
Nell'ambito di questa operazione svolta nella provincia di Homs, le forze di sicurezza hanno anche catturato Kamel Muhamad Sharif, a cui si collega il massacro di circa 500 civili —secondo la versione delle nuove autorità siriane, mentre Human Rights Watch ha documentato almeno 288 persone giustiziate— perpetrato da forze leali ad Al Assad nel quartiere di Al Tadamon, nel sud di Damasco, nel 2013.
Questo distretto è stato uno dei principali fronti di combattimento tra il Governo di Al Assad e i gruppi ribelli, che hanno mantenuto il controllo della zona tra il 2012 e il 2018. Durante quegli anni si sono verificati intensi scontri armati tra entrambe le fazioni della guerra civile siriana, incluso il citato massacro, che non è stato reso pubblico fino al 2022. Il suo principale responsabile, l'ex ufficiale di Intelligence Militare Amjad Yusef, noto anche come "il macellaio di Al Tadamon", è stato arrestato lo scorso aprile alla periferia di Hama.