Herzog chiede di negoziare con mente e cuore aperti per evitare un altro appuntamento con le urne in Israele

Herzog aprirà questa settimana consultazioni con tutti i partiti in Israele per forgiare accordi ed evitare una nuova convocazione elettorale nella Knesset.

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Il presidente di Israele, Isaac Herzog, ha annunciato questo domenica che nel corso di questa settimana inizierà le consultazioni con le formazioni con rappresentanza nella Knesset, il Parlamento israeliano, con l’obiettivo di analizzare lo scenario politico dopo le elezioni celebrate lo scorso martedì ed esplorare accordi che impediscano una nuova chiamata alle urne.

Herzog ha dettagliato che il prossimo mercoledì riceverà dalle mani del presidente del Comitato Elettorale Centrale, Noam Sohkberg, i risultati ufficiali delle elezioni e che, a partire da quel momento, avvierà il giro di contatti nella Residenza Presidenziale. Ha sottolineato che le porte dell’istituzione rimarranno aperte a tutti i partiti e gruppi parlamentari senza eccezione.

"Spero che i rappresentanti vengano con la mente aperta e, oggi aggiungo, con il cuore aperto", ha affermato il capo dello Stato, che ha chiesto alle diverse forze politiche di recarsi ai colloqui con disponibilità ad ascoltare, scambiare proposte e avanzare soluzioni creative che permettano di evitare che Israele debba affrontare un’altra convocazione elettorale.

Il presidente ha ribadito che la campagna è già storia e che i suoi risultati configurano una "realtà" che i dirigenti devono accettare, dopo aver mantenuto posizioni molto elevate durante la contesa.

"È arrivato il momento di chiedere a tutti i nostri leader di smettere di arrampicarsi e di affrontare questa realtà", ha sottolineato, ricorrendo alla metafora di una scala per illustrare il ruolo delle consultazioni: "Cercheremo di collocare scale affinché i nostri dirigenti possano scendere e confrontarsi con questa realtà in modo ponderato e prudente".

Le dichiarazioni di Herzog avvengono dopo che si è conosciuto il conteggio definitivo delle elezioni di martedì in Israele, che ha ratificato il Likud del primo ministro, Benjamin Netanyahu, come la lista più votata, ma ha lasciato sia il suo blocco sia quello dell’opposizione guidata da Gadi Eisenkot molto lontani dalla maggioranza assoluta di 61 seggi nella Knesset, secondo gli ultimi dati della Commissione Elettorale Centrale. Questo equilibrio preannuncia giornate, se non settimane, di negoziati per cercare di impedire che i cittadini israeliani debbano tornare a votare a breve termine.

In questo scenario, il blocco dell’opposizione ha iniziato già questo giovedì i propri contatti interni per coordinare le posizioni in vista dei colloqui che si svolgeranno nei prossimi giorni.