Le due principali formazioni politiche arabe in Israele, la Lista Araba Unita (Raam) e la Lista Congiunta, hanno ottenuto nelle elezioni tenutesi questo martedì in Israele un risultato senza precedenti raddoppiando quasi i loro seggi rispetto al 2022, secondo le prime proiezioni diffuse.
Raam, guidata da Mansur Abbas, e la Lista Congiunta di Ayman Odeh raggiungerebbero sette e undici seggi, rispettivamente, secondo la media delle stime dei principali canali televisivi israeliani. Insieme, sommerebbero circa 18 seggi, rispetto alla decina che entrambe le forze accumulavano fino ad ora nella Knesset.
Il notevole avanzamento dei partiti arabi si spiega con una mobilitazione senza precedenti della loro base elettorale e li colloca come attori chiave affinché il blocco guidato dall'ex capo di Stato Maggiore e figura di spicco dell'opposizione, Gadi Eisenkot, possa avere qualche possibilità di tentare di formare un Governo.
Il blocco che guida il partito Yashar, del militare in pensione, si colloca in testa in queste elezioni davanti alla coalizione guidata dal Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu, che rimane, tuttavia, la forza individuale più votata, secondo le proiezioni dei media israeliani.
Detto ciò, né il blocco di Eisenkot né quello di Netanyahu riuscirebbero a raggiungere da soli la maggioranza assoluta di 61 seggi. Secondo i sondaggi di Kan 11, Canale 12 e Canale 13, la coalizione dell'ex capo di Stato Maggiore otterrebbe 53, 52 e 53 seggi, rispettivamente. Il blocco allineato con Netanyahu, da parte sua, si fermerebbe a 50 seggi nelle tre proiezioni.