Italia incatena un altro fine settimana di proteste massive del Movimento 17 di Ottobre

Italia affronta un secondo fine settimana di proteste massive del Movimento 17 di Ottobre con disordini, arresti e un presunto leader arrestato.

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Questo sabato, migliaia di persone sono tornate a prendere le strade in città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bari o Palermo in una nuova giornata di mobilitazioni convocate dal Movimento 17 Ottobre, in cui, come nel fine settimana precedente, si sono registrati incidenti e scontri con la Polizia.

Torino è diventata uno dei epicentri della tensione, con gruppi di manifestanti che hanno cercato ripetutamente di rompere il cordone di polizia. In parallelo, a Roma si sono vissuti momenti di grande tensione nelle vicinanze del Colosseo.

In quella zona del centro della capitale italiana si è conclusa la manifestazione tenutasi sotto lo slogan "Italia fuori dalla guerra" e organizzata dall'Asse Antiimperialista, una marcia che si è svolta senza incidenti. Centinaia di giovani partecipano alla marcia intonando slogan contro la polizia e il Governo.

Solo a Roma, più di 200 persone sono state identificate e 63 sono state arrestate e trasferite in locali di polizia per possesso di materiale che, secondo le autorità, si adeguava alle istruzioni operative degli antisommossa.

A Torino, già a tarda sera, i partecipanti alla protesta hanno tentato di avanzare prima verso via Pietro Micca e poi verso via Garibaldi, trovandosi in entrambi i casi di fronte a forti blocchi. Alcuni manifestanti sono riusciti a raggiungere piazza della cattedrale per tentare di eludere i controlli e dirigersi verso il cuore della città, protetto da un ampio dispiegamento di polizia.

Gli agenti hanno effettuato cariche per disperdere i concentrati, che hanno risposto lanciando oggetti come bottiglie di vetro, pietre e bastoni. Poco prima, avevano già cercato di aprirsi un varco con la forza attraverso il cordone di polizia quando la marcia avanzava da piazza del Castello verso via Po.

A Torino, un totale di 302 persone sono state identificate, di cui 57 avevano precedenti penali. Sei di esse sono accusate di possesso di oggetti offensivi o di falsità nelle loro dichiarazioni.

A Milano, città sottoposta a un rigoroso controllo, una marcia spontanea è iniziata nel quartiere di Cairoli, dove circa un centinaio di manifestanti pacifici, tra cui giovani e studenti, hanno intonato slogan contro il Governo e hanno ripetuto lo slogan "Tutti siamo antifascisti".

La manifestazione è stata fermata dalla Polizia nelle vicinanze del Piccolo Teatro. "Lasciateci passare", esigevano i manifestanti, tra cui famiglie con bambini. "Tutti siamo antifascisti", "No alle armi" o "Soldi per la sanità", sono stati gli slogan più ripetuti tra bandiere palestinesi e della pace.

A Bologna si sono registrati anche momenti di tensione, con manifestanti che lanciavano pietre e petardi contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con una carica per impedire che la marcia raggiungesse la stazione centrale della città.

Identificato il presunto cervello del Movimento 17 Ottobre

Parallelamente, le autorità hanno comunicato l'arresto a Milano di un uomo di 30 anni identificato come Youssef Siher, italiano di seconda generazione.

Siher, giornalista indipendente, politologo, accademico e attivista propalestinese, è stato interrogato in questura con l'accusa di incitamento al reato.

La Polizia ha informato che sono stati effettuati più di 150 perquisizioni a Milano e Monza, così come in altre 20 città, principalmente nella regione della Lombardia, a seguito dei gravi disordini del fine settimana precedente.

Le indagini si sono concentrate su studenti universitari, anche se si sono estese a studenti delle scuole superiori, giovani e minorenni, indicati per la loro presunta partecipazione agli episodi di violenza.