Il ministro degli Affari Esteri dell’Iran, Abbas Araqchi, ha nuovamente trasferito questo domenica negli Stati Uniti la sua proposta di cessate il fuoco, che prevede la sua attuazione entro due giorni dalla celebrazione delle elezioni di metà mandato di martedì scorso, nelle quali il presidente statunitense, Donald Trump, ha subito un importante rovescio politico.
"Gli elettori americani hanno scelto. È il momento che la Casa Bianca faccia altrettanto. La nostra proposta di due giorni rimane: rispettate i requisiti, compreso la fine della guerra su tutti i fronti, e vedrete i risultati", ha affermato Araqchi in un messaggio diffuso attraverso i social media.
In senso contrario, il capo della diplomazia iraniana ha avvertito delle conseguenze nel caso in cui Washington scelga di continuare sulla via militare. Così, secondo Araqchi, "scegliete la guerra e vedete come i nostri combattenti, pronti all’allarme e temprati dalla battaglia, fanno piovere l’inferno", ha sottolineato.
L’iniziativa di Teheran, annunciata pubblicamente agli inizi di novembre, prevede la riapertura dello strategico stretto di Hormuz entro due giorni da quando saranno soddisfatte le condizioni fissate: revoca del blocco navale statunitense, ripresa del commercio di greggio — incluse le esportazioni iraniane — e instaurazione di un cessate il fuoco su tutti i fronti aperti.