A poche ore dall'apertura dei seggi elettorali negli Stati Uniti per le elezioni di medio termine, il presidente Donald Trump ha assicurato questo martedì che lo scontro con l'Iran non è "una guerra" bensì "una guerra blanda", sottolineando che da mesi non si verificano spari e che ci sono conversazioni in corso.
In un intervento telefonico nel programma del conduttore di Fox News Sean Hannity, Trump ha difeso che Washington negozia "da una posizione di totale forza", che può fermare l'offensiva "in qualsiasi momento" e che Teheran "ha molta voglia di raggiungere un accordo", sebbene abbia avvertito che i combattimenti potrebbero riprendere se non si raggiunge tale intesa.
Trump ha sostenuto la campagna di pressione qualificando di "disastro" il patto nucleare del 2015, al quale ha rimproverato di aver aperto a Teheran la "via verso l'arma atomica" mentre si consolidava come "il primo Stato sponsor del terrorismo" a scala globale. In questa linea, il presidente ha indicato che sette mesi fa ha scelto di fare "una piccola deviazione" nel suo agenda --nonostante i "buoni dati" negli Stati Uniti-- con l'obiettivo di impedire che l'Iran raggiunga capacità nucleare, uno scenario che, ha sottolineato, "non lo permetteremo".
Il dirigente ha sostenuto che le difese iraniane "sono scomparse" e che il paese dispone ormai a malapena di missili e droni né di infrastrutture per produrli, attribuendo all'operazione "Martello di Mezzanotte" del giugno 2025 la distruzione di tutto il suo potenziale atomico. Allo stesso modo, ha segnalato che potrebbe essere necessario attaccare la presunta installazione nucleare situata nella montagna Pickaxe --la cui esistenza è negata dalla Repubblica Islamica--, un'azione che, ha affermato, si potrebbe completare "in un'ora".
Controllo sul Venezuela e il petrolio mondiale
Di fronte alle critiche per l'esborso di 30.000 milioni di dollari (26.800 milioni di euro) nella guerra, ha risposto che sono "arachidi" in confronto a quanto ottenuto in Venezuela, dove, secondo il suo racconto, il conflitto "è durato molto meno di un giorno" e gli Stati Uniti vantano ora "controllo totale" e "gente propria".
Trump ha affermato che, sommando la produzione di greggio statunitense e quella venezuelana, il paese controlla più della metà delle riserve di petrolio del pianeta. Ha anche sottolineato che "si è ottenuta" la Groenlandia dopo un accordo con la Danimarca e che il suo valore ammonta a "cinque bilioni di dollari".
Nel campo diplomatico, Trump ha vantato che gli Stati Uniti sono "di nuovo rispettati in tutto il mondo", citando come esempi il re dell'Arabia Saudita e il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Inoltre, ha sostenuto che Washington supera la Cina in "superintelligenza" (SI) --il termine che la sua Amministrazione usa per riferirsi all'intelligenza artificiale-- e che il presidente cinese, Xi Jinping, gli ha fatto i complimenti in cinese per la sua gestione.
In un altro ambito, il mandatario ha rimproverato alla precedente Amministrazione di aver "regalato" abbondante equipaggiamento militare all'Ucraina senza trasferire la fattura all'Unione Europea, qualcosa che --ha assicurato-- lui sì fa.
Nella stessa linea, si è vantato di aver costretto altri paesi ad aumentare il prezzo dei medicinali mediante la "minaccia di dazi" per riuscire ad abbassarne il costo negli Stati Uniti.
In vista delle elezioni di questo martedì, Trump ha esortato i suoi simpatizzanti a "fingano" che lui figura nella scheda elettorale: "Se la nostra gente vota, vinciamo a maggioranza".
I sondaggi indicano che il Partito Repubblicano potrebbe perdere le maggioranze sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti, il che complicherebbe la capacità legislativa di Trump durante la seconda parte del suo mandato.