La Policía Nacional ha sgomberato durante la notte di questo martedì la Acampada de la Puerta del Sol de Madrid, installata dallo scorso 26 settembre per rivendicare il diritto alla casa. L’operazione, svolta in coordinamento con la Policía Municipal, ha posto fine a più di cinque settimane di protesta nel centro della capitale.
L’intervento ha provocato versioni contrastanti tra la Delegación del Gobierno e i partecipanti all’accampamento. In un comunicato, l’istituzione ha spiegato che inizialmente ha protetto il diritto di riunione ritenendo che esistesse una finalità rivendicativa comune. Tuttavia, sostiene che, dopo più di un mese di protesta, le circostanze erano cambiate: le principali organizzazioni partecipanti si erano ritirate e una parte importante delle persone che pernottavano nella piazza erano persone senza fissa dimora e collettivi vulnerabili.
Dalla Delegación si allude anche a diversi fatti presumibilmente delittuosi e incidenti registrati all’interno e nell’area dell’accampamento, comunicati dalla Jefatura Superior de Policía de Madrid. Secondo la loro versione, queste circostanze hanno generato un rischio per persone e beni che giustificava l’intervento.
Assicurano, inoltre, che lo sgombero è stato il risultato di un processo graduale e di varie comunicazioni precedenti con gli accampati. Il 26 ottobre, l’allora delegato del Governo, Francisco Martín, ha inviato un primo scritto in cui riteneva che fosse trascorso un tempo ragionevole per trasferire le rivendicazioni della protesta. Tre giorni dopo, il 29 ottobre, ha inviato un secondo sollecito per chiedere lo smantellamento dell’accampamento.
Secondo la cronologia fornita dalla Delegación, il 30 ottobre gli interlocutori dell’accampamento hanno comunicato lo scioglimento di tutte le commissioni organizzative e la fine della rivendicazione iniziale. Nonostante ciò, un gruppo di partecipanti è rimasto nella piazza e ha rifiutato di abbandonarla.
Di fronte a questa situazione e ai rapporti della polizia sugli incidenti registrati nell’area, la delegata ha emesso un atto per chiedere il ripristino della normalità mediante le azioni necessarie, con criteri di proporzionalità e opportunità e prestando particolare attenzione alle persone vulnerabili.
Gli accampati denunciano colpi e uso di spray al pepe
L’organizzazione della Acampada 26S ha denunciato che l’intervento della polizia è stato violento e che gli agenti hanno utilizzato gas peperoncino contro i partecipanti. Ha anche affermato che diverse persone sono rimaste ferite durante lo sgombero.
La Delegazione del Governo sostiene che l’azione si sia svolta senza violenza, anche se il suo comunicato non fa riferimento esplicito alle denunce sull’uso di gas o alle cariche della polizia.
Lo sgombero si è verificato dopo che il Tribunal Superior de Justicia de Madrid aveva respinto lo scorso 7 ottobre la misura cautelare richiesta dalla Comunità di Madrid per sciogliere l’accampamento. Il tribunale non ravvisò allora i requisiti legali per considerare che la Delegazione del Governo fosse incorsa in inattività.
La risoluzione giudiziaria faceva riferimento alla richiesta presentata dal Governo regionale in quel momento. L’intervento di questa notte risponde alla decisione successiva della Delegazione del Governo, che fonda la propria azione sul cambiamento delle circostanze e sugli incidenti comunicati dalla Polizia.