Ampliamento | Circa 20.000 persone marciano per il centro di Madrid in supporto a Ceuta e per chiedere elezioni immediate

Circa 20.000 persone marciano per Madrid in sostegno a Ceuta e per chiedere elezioni generali immediate e garanzie di pulizia nelle urne.

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Circa 20.000 persone, secondo i dati forniti dalla Delegazione del Governo alle 12.00, partecipano questo sabato alla seconda 'Marcia per la Dignità' a Madrid, una mobilitazione con cui si intende denunciare l'operato dell'Esecutivo nella crisi di Ceuta e chiedere la convocazione urgente di elezioni generali con la garanzia che "saranno pulite" di fronte alla "crescente sospetto che il Governo stia preparando un broglio elettorale".

La protesta, organizzata da Sociedad Civil Española (SCE), piattaforma che riunisce più di 150 associazioni civiche, si svolge senza incidenti. È iniziata alle 10.00 in Plaza de Cibeles e percorre la calle Alcalá, Gran Vía e Princesa fino a concludersi all'Arco della Vittoria, nella zona di Moncloa.

Alla marcia, scortata da un ampio dispiegamento di polizia, sono presenti il leader di Vox, Santiago Abascal, e vari dirigenti del PP, guidati dal loro segretario generale, Miguel Tellado.

I manifestanti lanciano slogan contro il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, e contro il presidente Pedro Sánchez, mentre espongono striscioni in cui chiedono le sue dimissioni immediate e la convocazione di elezioni generali di fronte a ciò che definiscono "marciume sistematico".

Abascal ha denunciato che il Governo "non ha fatto nulla" dalla massiccia arrivo di immigrati alla fine di luglio per risolvere la situazione a Ceuta, oltre a comunicare ai suoi abitanti che "devono abituarsi a una realtà strutturale".

In questa linea, il dirigente di Vox ha espresso la sua "sfiducia" verso "qualunque delle azioni" di un Esecutivo che, a suo avviso, "obbedisce agli interessi del Marocco". "Non sappiamo quanto tempo durerà la situazione. Ciò che sappiamo è che ci sono sempre più problemi a Ceuta", ha aggiunto, insistendo sul fatto che il Governo continua a "promuovere l'invasione migratoria".

Inoltre, sostiene che l'Esecutivo non sa quanti minori migranti non accompagnati ci siano realmente a Ceuta "perché non ha fatto i test di età" e perché "mentono ovunque". A suo avviso, la soluzione passa per far sì che questi bambini e adolescenti che "sono entrati irregolarmente" in Spagna siano "rimandati con i loro genitori in Marocco", un paese che, ha ricordato, ha manifestato la sua volontà che tornino.

Critiche del PP alla gestione del Governo

Il segretario generale del PP ha affermato che in Spagna non c'è un Governo serio, ma un Esecutivo impegnato a difendersi dai casi di corruzione che lo circondano e che "ha delinquido per coprire i propri reati".

A suo giudizio, nella crisi di Ceuta esiste "una responsabilità evidente" del Governo. "C'è stata una trascuratezza delle funzioni, una massima negligenza, perché sapeva cosa stava per succedere e non ha agito. E lo sapevano perché c'erano rapporti precedenti che lo avvertivano", ha sottolineato.

Contenuto del manifesto della marcia

Il manifesto letto durante la mobilitazione reclama "la convocazione immediata di elezioni generali affinché il popolo spagnolo manifesti la propria volontà liberamente". "Mettiamo fine alle urne con Pedro Sánchez e mandiamo il suo regime marcio nel cassonetto dell'oblio da cui non tornerà mai più. In gioco c'è la nostra Nazione e il nostro futuro", sostengono gli organizzatori.

Esigono anche "garanzia che le elezioni saranno pulite e che "non ci sarà adulterazione del censimento", di fronte alla "crescente sospetto che il Governo stia preparando un broglio elettorale mediante manovre tortuose", in riferimento alle nazionalizzazioni legate alla cosiddetta 'legge dei nipoti'.

In terzo luogo, propongono l'inizio "senza ulteriore indugio in Congresso della procedura prevista nell'articolo 102 della Costituzione per giudicare il presidente del Governo per tradimento e per attentato contro la sicurezza dello Stato". Questa richiesta è stata difesa da Vox nelle ultime settimane dopo la gestione della crisi di Ceuta, mentre il PP l'ha rifiutata fino ad ora, rimandando alla procedura aperta nell'Audiencia Nacional.

I promotori della marcia considerano che "i ceutini e anche i melillensi hanno bisogno di risposte contundenti e urgenti". "Ogni giorno ci danno un prezioso esempio lottando per la loro terra e per le loro famiglie con dignità e coraggio", sottolineano.

Per questo motivo, il testo reclama "l'applicazione immediata dello strumento legale pertinente per la militarizzazione della piazza e l'espulsione in Marocco di tutti gli invasori". "Per sostenerli nella loro lotta contro l'invasione della loro città, il nostro prossimo appuntamento sarà a Barcellona il 12 ottobre, Festa Nazionale e della Hispanità", aggiungono.

Antecedenti delle mobilitazioni di PP e Vox

I dirigenti del PP e di Vox hanno già partecipato il 23 maggio scorso alla prima 'Marcia per la dignità', promossa anche da Società Civile Spagnola, in cui è stata richiesta le dimissioni "immediate" del presidente del Governo per il "disastro" al quale, secondo quanto denunciato allora, sta conducendo la Spagna.

Quella giornata, la manifestazione, sotto lo slogan '¡Sánchez, dimisión ya!', è partita dalla madrilena Plaza de Colón e si è conclusa anche all'Arco di Moncloa. È stata sostenuta da circa 40.000 persone, secondo le cifre della Delegazione del Governo a Madrid.

In quella prima convocazione, Abascal ha nuovamente guidato la rappresentanza di Vox, mentre Alberto Núñez Feijóo non è intervenuto, dato che si trovava al congresso del PP alle Baleari. Al suo posto, i popolari hanno inviato la portavoce del Gruppo Popolare al Senato, che ripete la presenza alla marcia di questo sabato.

Da parte sua, sia Feijóo che Abascal hanno partecipato alla concentrazione tenutasi il 2 settembre a Cibeles, coincidente con il Giorno di Ceuta, per sostenere la città autonoma dopo l'ondata di migranti irregolari registrata nei giorni 30 e 31 luglio.