Il BNG ha dato questa domenica il via alla campagna per le elezioni del prossimo 29 novembre con l’obiettivo di raggiungere “un sostegno massiccio” che permetta alla Galizia di guadagnare “più peso politico” e di porsi come “l’alternativa per la maggioranza sociale” rispetto ai partiti del “bipartitismo sistemico” che, una volta abbandonano la Comunità, soffrono la “sindrome del Padornelo” e “si dimenticano da dove vengono”.
A 21 giorni dall’apertura dei seggi elettorali, e di fronte a più di un migliaio di partecipanti che riempivano l’atrio del Multiusos Fontes do Sar, sotto il motto “Galiza, Dereitos, Vida Digna, Agora con máis Forza!”, la formazione nazionalista ha celebrato un Encontro Nazionale in cui ha invitato a concentrare il voto nel BNG per ottenere la forza necessaria con cui difendere a Madrid gli interessi della Galizia “senza chiedere permesso e senza chiedere scusa”.
Accompagnata dai capilista delle quattro province --Néstor Rego (A Coruña), Carme da Silva (Pontevedra), Olalla Rodil (Lugo) e Noa Presas (Ourense)--, la portavoce nazionale, Ana Pontón, ha aperto il suo intervento richiamando l’“amore incondizionato” del BNG per la Galizia di fronte a coloro che “in campagna proclamano che vogliono molto la Galizia” ma, quando si esigono misure come un treno di pendolari o “porre fine alla truffa della AP-9”, allora “alla Galizia non sembrano più così ‘riquiña’”.
“Senza chiedere permesso e senza chiedere scusa”, ha ribadito Pontón, i rappresentanti del Blocco nelle Cortes Generales sono pronti a ricevere “un sostegno massiccio”, difendere gli interessi del paese e “farsi rispettare”.
“Oscurità” rispetto a “speranza” nello scenario internazionale
Pontón ha inquadrato il momento politico in un contesto “complesso, confuso e preoccupante”, facendo riferimento a questioni come “il genocidio in Palestina” o al ruolo degli Stati Uniti “interferendo nelle elezioni, bombardando l’Iran o con il crudele blocco a Cuba”.
Di fronte a quella “oscura realtà”, la leader nazionalista ha rivendicato i “fari di speranza”, citando come esempio la vittoria di Lula da Silva in Brasile. “Dobbiamo continuare a sconfiggere questo vecchio imperialismo che sta causando più guerre, più ingiustizie e facendo sì che la vita delle persone sia ogni giorno più difficile e più precaria”, ha indicato, sottolineando che “le sue guerre le paga” la cittadinanza.
In questa linea, ha messo in discussione le "soflamas" di coloro che affermano che "non ci sono risorse per la dipendenza, la sanità, l’istruzione o l’abitazione", mentre "la spesa militare è stata raddoppiata di colpo". "C’è denaro per le bombe, ma non per far sì che la gente abbia una casa", ha denunciato Pontón.
Nazioni senza Stato e critica al "bipartitismo sistemico"
La portavoce del BNG ha presentato le nazioni senza Stato come la vera "alternativa" davanti a un "bipartitismo sistemico", attaccando il "disegno centralista" dello Stato e la "corruzione" che attribuisce a PP e PSOE.
"Di fronte a tutto questo, in Galizia c’è speranza, c’è una forza politica con le mani libere affinché la Galizia venga rispettata: il BNG", ha affermato, difendendo il progetto "solido, nato dal popolo e per il popolo" della formazione, e rivendicando le forze "periferiche" come "l’alternativa e la speranza di una politica nuova e diversa".
Inoltre, ha ironizzato sul fatto che i 23 deputati galiziani che si sceglieranno il 29N "dovrebbero rappresentare questo Paese", ma, a suo parere, gli eletti delle forze statali soffrono "la sindrome del Padornelo" quando attraversano il confine galiziano e "di colpo non sanno bene da dove vengono e l’unica cosa che fanno è obbedire agli ordini dei loro partiti madrileni".
A questo punto, ha citato figure come l’ex presidente della Xunta Alberto Núñez Feijóo, Miguel Tellado o Ana de Bande, chiedendosi "quante volte hanno parlato della Galizia". "Meno male che abbiamo Néstor e Carme a rappresentarci con dignità", ha sottolineato, valorizzando il lavoro realizzato dai deputati del BNG nelle Cortes Generales durante la legislatura.
Per questo, ha ribadito che queste elezioni generali "servono a fare in modo che la Galizia abbia più peso politico", continuando a contare con "voce propria, ma più forte" e, in sostanza, affinché il Paese "guadagnerà solo con più forza del BNG".
"Usciremo per tutte, per rompere i soffitti e diremo loro che falliscono nei loro sondaggi. Voi siete il nostro algoritmo, abbiamo bisogno che combattiate sul territorio, nelle reti, che lottiamo per ogni voto affinché il prossimo 29 novembre possiamo dire: qui c’è un BNG inarrestabile e senza limiti per difendere la Galizia", ha concluso Pontón, tra gli applausi dei militanti e dei simpatizzanti che affollavano il padiglione compostelano.
"Cambiamo il copione" e fermare il fascismo
L’atto, condotto dai candidati per Pontevedra Roberto Pascual e María Obelleiro, lo ha aperto un’ora prima la sindaca di Santiago e padrona di casa, Goretti Sanmartín, che ha sottolineato che il voto al BNG è quello che permetterà di «fermare il fascismo» e «migliorare la vita» dei galiziani.
Successivamente è intervenuta la numero 1 per Ourense, Noa Presas, che ha chiamato a bandire l’idea di «impossibili» e ad affrontare una campagna che potrebbe culminare con lei come prima deputata ourensana del Blocco a Madrid. «Non siamo uno spray di brillantina, siamo lavoro e dignità», ha rimarcato.
La candidata per Lugo, Olalla Rodil, ha fatto ricorso a un paragone calcistico nel rievocare la vittoria del Deportivo de A Coruña contro il Real Madrid nella finale della Coppa del Re del 2002. «Scendiamo per vincere tutto, perché in queste elezioni, così come nel Centenariazo, ci giochiamo più di una partita», ha segnalato, ricordando i «più di 50 anni» senza rappresentanza del BNG di Lugo nel Congresso, cosa che, ha detto, ha lasciato la provincia «assolutamente appesantita dalle decisioni dello Stato».
«Rispettiamo i nostri impegni» e appello al voto utile
Successivamente, la capolista per Pontevedra, Carme da Silva, ha invitato a convertire «tutta l’energia» dell’incontro in «più forza per la Galizia» e nell’avvio di «politiche trasformative al servizio delle maggioranze sociali». Facendo riferimento all’aumento della spesa militare nell’ultima legislatura, ha difeso di destinare quelle risorse «nelle case» e non «a continuare ad alimentare il mostro della guerra».
Infine, il candidato per A Coruña, Néstor Rego, ha ammesso che la campagna che prende avvio sarà «decisiva», ma si affronta «con la soddisfazione del lavoro svolto» in una legislatura in cui, ha rivendicato, il BNG «ha rispettato i suoi impegni».
«Ogni voto per il BNG è un deputato in meno per il blocco reazionario che vuole tornare indietro», ha sottolineato Rego, che ha anche messo in discussione il ruolo dei parlamentari galiziani come Miguel Tellado o Ana Vázquez al Congresso.
Per questo, ha chiesto di votare «con convinzione», richiamando al «voto utile» e a un BNG che difende «salari, pensioni e migliori servizi pubblici» contro un PP che, ha detto, «li rende precari e li privatizza». «Nessuno che voglia avanzare nei diritti e difendere questo paese può restare a casa», ha concluso, invitando inoltre a sostenere lo sciopero generale dell’11 novembre.
"Se trasferiamo la mobilitazione dei lavoratori alle urne, se trasferiamo l'esemplare mobilitazione della gioventù galiziana in difesa dei suoi diritti, dell'abitazione e contro il fascismo, abbiate la certezza che lo riusciremo a ottenere", ha assicurato.