La Procura di Area di Gijón ha chiesto al Tribunale di Instancia di Gijón il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio spagnolo e l’obbligo di presentarsi in tribunale ogni venerdì per dieci degli arrestati nell’operazione di polizia collegata a Núcleo Nacional, che questa mattina sono stati posti a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il Pubblico Ministero ritiene, ferma restando la possibilità che tale qualificazione possa essere modificata nel corso dell’istruttoria giudiziaria, che i fatti oggetto di indagine potrebbero rientrare nei reati di istigazione all’odio e associazione illecita.
Tra i dieci detenuti, due risiedono a Gijón e uno ad Avilés, mentre gli altri sette sono stati condotti fino alle Asturie da diversi tribunali distribuiti lungo la geografia spagnola per comparire davanti all’autorità giudiziaria.
Il dispositivo di polizia, coordinato dalla Comisaría General de Información della Policía Nacional, si è concluso con 14 arresti di appartenenti a questa organizzazione di estrema destra e dieci perquisizioni effettuate a Madrid, Asturie, Guadalajara, Valladolid, Pontevedra, Burgos e Alicante, includendo la sua sede centrale nella capitale e vari domicili privati. Tra gli arrestati figurano diversi dirigenti del vertice del movimento.
Le indagini sono state autorizzate dalla titolare del posto numero quattro di Instrucción di Gijón, in funzione di sostituzione volontaria del tribunale numero uno, a partire da un’indagine aperta dopo alcuni incidenti registrati lo scorso mese di febbraio nelle vicinanze della scuola La Inmaculada di Gijón, dove diversi giovani hanno denunciato di aver subito aggressioni.