Il portavoce di Esquerra Republicana (ERC) al Congresso, Gabriel Rufián, sostiene che la documentazione declassificata dal Governo sulla crisi di Ceuta conferma che il Centro Nazionale di Intelligence (CNI) "va contro" l'Esecutivo presieduto da Pedro Sánchez.
Rufián si è espresso così nei corridoi del Congresso, rispondendo alla domanda se tali rapporti supportano la versione della ministra della Difesa, Margarita Robles, secondo cui il CNI aveva rilevato in anticipo e comunicato movimenti che potevano derivare in un'entrata massiccia a Ceuta.
Secondo l'opinione del dirigente di ERC, ciò che realmente mette in evidenza quei documenti è che "c'è una parte dello Stato che va contro il Governo, in questo caso, il CNI". A suo avviso, "Il Governo non controlla una parte del suo Stato... Governa sì, ma non comanda".
Piu tardi, in un'intervista a "Hora 25" di Cadena Ser, il deputato di ERC Francesc Marc Álvaro ha valutato che "la policrisi" di Ceuta si colloca "a un livello superiore a tutti i pasticci" legati a "Cerdán, Ábalos, il fratello (di Sánchez), la moglie o persino Zapatero".
Secondo quanto spiegato, "Influisce sul cuore del Governo e sulla sua specificità, che è la gestione di ciò che è più sensibile", alludendo alle frontiere, alle persone --"sia i migranti che i cittadini di Ceuta"-- e alla reputazione europea. Allo stesso tempo, ha espresso l'inquietudine del suo gruppo parlamentare per "il discontrollo, sia gestionale che narrativo, dei membri del gabinetto".