Centinaia di ceutini si sono dati appuntamento questa domenica nell'esplanade Juan Carlos I, situata a circa tre chilometri dal confine con il Marocco, per iniziare da lì una marcia verso il valico di frontiera del Tarajal con l'obiettivo di difendere la spagnolità della città e reclamare la protezione del suo territorio.
La protesta è stata promossa dalla Federazione Provinciale delle Associazioni di Vicini (FPAV), che prevede di leggere un manifesto al Tarajal con lo scopo di sottolineare la necessità di salvaguardare il confine ceutino.
I dirigenti della FPAV sono arrivati al punto di partenza portando una bandiera difesa Europa che guida la comitiva. Proprio dietro, i partecipanti hanno srotolato uno striscione su cui si può leggere il motto "S.O.S Ceuta invasa".
Nell'esplanade si sono riunite più di 200 persone sventolando bandiere di Ceuta, di Spagna e d'Europa. Durante la concentrazione si sono sentiti slogan come "delegato, dimissioni" o "Tirano, canaglia, tu non sei caballa", in riferimento al delegato del Governo, la cui destituzione viene richiesta nelle mobilitazioni cittadine sin dall'inizio della crisi.
Passate le 12.00, la folla ha iniziato a camminare verso il confine, accompagnata da diversi furgoni della Polizia Nazionale e da effettivi militari. In modo simultaneo alla convocazione della FPAV, è stata organizzata alla stessa ora una concentrazione motociclistica che prevede anch'essa di confluire nell'area del Tarajal.