Il Senato aprirà le sue porte al pubblico negli ultimi due giorni della campagna elettorale

Il Senato aprirà le sue porte al pubblico il 26 e 27 novembre, in coincidenza con la fine della campagna, per mostrare le sue sale storiche e la sua biblioteca.

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Il Senato ha programmato i suoi tradizionali giorni annuali di porte aperte per il giovedì 26 e il venerdì 27 novembre, date che coincideranno con gli ultimi due giorni della campagna per le elezioni generali previste per domenica 29 novembre.

In entrambe le giornate, l’orario sarà continuato, dalle 10.00 alle 19.00. In quel periodo, i cittadini che si recheranno alla Camera Alta potranno visitare spazi poco abituali nelle trasmissioni dei dibattiti, come la biblioteca in stile neogotico o un trono dell’epoca della regina Elisabetta II, che fu anche utilizzato dai monarchi Amadeo di Savoia, Alfonso XII, Alfonso XII e dal dittatore Francisco Franco.

Niente più che entrare, i visitatori accedano all’Antico Salone delle Sedute, uno dei luoghi più emblematici dell’edificio, al quale si giunge dopo che il presidente del Senato, Pedro Rollán, porta a termine la tradizionale apertura della "Porta del Re", un accesso riservato a occasioni come queste.

Successivamente, il pubblico seguirà un itinerario stabilito che conduce a diverse dipendenze, tra cui gli Uffici d’Onore della Presidenza, la sala delle Conferenze, le sale Manuel Broseta Pont e Manuel Giménez Abad e la biblioteca, per concludere la visita uscendo da Calle Bailén.

La storia del trono del Senato

Nella sala delle Conferenze, conosciuta anche come sala dei Passi Perduti, l’istituzione esporrà ancora una volta il trono del Senato, una poltrona di stile neobarocco realizzata in legno intagliato e dorato. In questa stanza si conservano inoltre quattro dipinti di grande formato, tra i quali figura "la resa di Granada", tra le altre opere.

Non si sa se la poltrona-trono del Senato sia stata acquistata o consegnata in deposito. In origine si contava su due poltrone, ma a partire dal 1844 non ci sono più riferimenti alla seconda, per cui fino a oggi ne è arrivata soltanto una. Questo seggio fu utilizzato da Isabel II, Amadeo di Savoia, Alfonso XII, Alfonso XII e dal dittatore "Franciso Franco".

Fin dai suoi inizi, la Camera Alta ritenne necessario disporre di un trono nella sala delle sedute per ospitare il seggio dei monarchi quando si recavano all’apertura o alla chiusura delle Cortes. La delicata situazione economica dell’istituzione in quel periodo obbligò a chiedere in diverse occasioni alla regina María Cristina de Borbón la concessione di un baldacchino e di una poltrona per questo fine.

L’ultimo a usarlo fu il dittatore Francisco Franco, poiché durante il suo regime il Senato ospitò la sede del Consejo Nacional. Sebbene posteriormente, sullo schienale, fossero ricamate le Armas de Juan Carlos, in sostituzione del simbolo del vincitore, il re emerito non vi si sedette mai.

La biblioteca, gioiello neogotico ispirato al Parlamento britannico

Tra gli spazi accessibili in queste giornate figura anche la biblioteca del Senato, uno dei luoghi che più interesse ha suscitato nelle precedenti edizioni.

La Sala di Lettura, costruita nel 1882, è considerata una delle principali gemme architettoniche della Camera Alta. La biblioteca, dallo spiccato stile neogotico, raccoglie più di 340.000 volumi, distribuiti tra un fondo storico e un altro moderno.

Il Fondo Storico conta circa 105.000 opere, i cui pezzi più rilevanti sono stati messi a disposizione del pubblico mediante la loro digitalizzazione e la diffusione nella pagina web del Senato. Il fondo moderno, dal canto suo, supera i 235.000 volumi.

Il progetto della biblioteca del Senato corrisponde all’architetto alicantino Emilio Rodríguez Ayuso e prende come riferimento la biblioteca costruita in precedenza per il Parlamento britannico. Molti dei visitatori che sono passati per questa sala richiamano la sua somiglianza con la biblioteca della saga "Harry Potter".

Per accedere al Senato durante queste giornate sarà necessario presentare il Documento Nacional de Identidad, il passaporto o la carta di soggiorno. L’ingresso all’edificio è stato predisposto con rampe per garantire l’accessibilità alle strutture.