Il ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, si presenterà giovedì in una sessione straordinaria della Commissione Mista (Congresso-Senato) di Sicurezza Nazionale del Congresso per spiegare il suo lavoro come responsabile del "comando unico" nella gestione della crisi migratoria a Ceuta, con l'obiettivo di rafforzare il coordinamento tra le diverse autorità e amministrazioni coinvolte.
La decisione dell'Esecutivo è stata adottata martedì dopo la riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza Nazionale, presieduta da Pedro Sánchez, convocata dopo l'ingresso a fine luglio di oltre 80.000 migranti provenienti dal Marocco nella città autonoma.
Questa nuova autorità funzionale avrà il supporto di un organo collegiale in cui saranno rappresentati il Governo di Ceuta, guidato dal suo presidente, Juan Jesús Vivas; la Delegazione del Governo; il Centro Nazionale di Intelligence (CNI); il Dipartimento di Sicurezza Nazionale e undici ministeri con competenze nella gestione della crisi. L'Esecutivo sostiene che la situazione è passata a una "nuova fase" che richiede di intensificare il coordinamento tra le amministrazioni.
In questo nuovo scenario, il Governo ha segnato come priorità la "restituzione e rimpatrio" dei migranti che rimangono in Spagna, sia adulti che minori, garantendo il rispetto dell'ordinamento giuridico e dei diritti umani. Torres ha sottolineato martedì che tra il 90% e il 95% delle oltre 70.000 persone che sono entrate a Ceuta sono tornate in Marocco nelle prime 24 o 48 ore.
Elenco di risorse e strutture
Inoltre, il ministro dettaglierà al Congresso le risorse materiali e le strutture disponibili per affrontare la crisi, raccolte nel decreto reale di Dichiarazione delle Risorse da impiegare nella situazione di interesse per la sicurezza nazionale nella città di Ceuta, in applicazione della Legge 36/2015 di Sicurezza Nazionale.
Dopo la riunione tenutasi martedì a Ceuta tra Torres e Vivas, entrambi hanno concordato che gli spazi messi a disposizione per ospitare i migranti saranno decisi "dal consenso" e che l'elenco previsto costituisce una "proposta di massimi modificabile e flessibile".
Tra le infrastrutture contemplate ci sono polivalenti e altri locali che, secondo fonti del Ministero della Politica Territoriale, sarebbero utilizzati solo "in caso di situazione estrema", uno scenario che non considerano probabile, anche se rimane come opzione di fronte a possibili contingenze. Inoltre, l'elenco potrà essere aggiornato tramite revisioni settimanali.
Torres ha presieduto questo mercoledì la prima riunione del Comitato di Situazione incaricato della gestione della crisi, alla quale hanno partecipato Vivas, rappresentanti dei ministeri integrati nell'organo collegiale e la Delegazione del Governo. Il ministro ha sottolineato che lo scopo di questa nuova fase è recuperare il prima possibile la "normalità" precedente a Ceuta, prima dell'ingresso massiccio di migranti, e ha chiesto cooperazione a tutte le amministrazioni coinvolte.
Bolaños e il licenziamento della funzionaria che ha anticipato dati sui migranti
In quella stessa commissione mista, ma prima dell'intervento di Torres, comparirà il ministro della Presidenza e Giustizia, Félix Bolaños, per riferire sui rinforzi di personale inviati a Ceuta per trattare i fascicoli, principalmente fiscali, avvocati d'ufficio e medici legali incaricati dell'identificazione dei corpi dei migranti deceduti.
Inoltre, il PP ha richiesto la comparizione del direttore del Gabinetto della Presidenza del Governo, Diego Rubio, affinché spieghi il licenziamento della funzionaria del Dipartimento di Sicurezza Nazionale che ha diffuso i primi dati sull'ingresso illegale di migranti nella crisi di Ceuta dello scorso giovedì.
Nelle prime 24 ore dopo l'ingresso massiccio di migranti, il Governo ha evitato di offrire cifre ufficiali su quante persone avessero accesso in modo irregolare al territorio nazionale, ma il sito web della Sicurezza Nazionale si è anticipato e venerdì mattina ha pubblicato una prima stima di 49.000 persone arrivate a Ceuta in un solo giorno.
Quel messaggio del sito del DSN, diretto dalla generale Loreto Gutiérrez Hurtado e dipendente dal gabinetto della Presidenza del Governo, è stato il primo dato emerso dall'Esecutivo e ha collocato la magnitudo della crisi a un livello inedito, molto superiore a quello di maggio 2021, quando sono entrate a Ceuta circa 10.000 persone in circa 48 ore.
Successivamente, la pubblicazione è stata ritirata e, intorno alle 14 ore di quel venerdì, il Governo ha diffuso il suo primo bilancio ufficiale, in cui parlava di 50.000 persone, una cifra simile a quella anticipata nel sito della Sicurezza Nazionale.
Il Esecutivo ha ammesso che la funzionaria responsabile del sito web del Dipartimento della Sicurezza Nazionale era stata rimossa per perdita di fiducia, sostenendo che ha diffuso un'informazione "non verificata" su un argomento particolarmente sensibile.
Si prevede che il PP approfitti della presenza di Bolaños per insistere su questo argomento, poiché sospetta che la funzionaria sia stata "destituita per aver fatto bene il suo lavoro" e sostiene che il Governo "ha paura" della "verità".