Il presidente del PP basco, Javier de Andrés, ha ribadito che la sua formazione non avrebbe "nessuna possibilità" di portare avanti un eventuale Governo in cui fosse imprescindibile il sostegno del PNV, ritenendo che i jeltzales siano "impegnati al cento per cento con il PSOE" e che "è una parte del Partito Socialista".
In un’intervista a RNE, riportata da Europa Press, De Andrés ha segnalato che è "consapevole che non possiamo contare in nessun caso sull’appoggio del PNV", sottolineando che quella via è totalmente chiusa per il Partido Popular.
In relazione al sociómetro basco, il dirigente popolare ha ammesso che l’obiettivo del suo partito è "ottenere il seggio di Gipuzkoa", circoscrizione in cui attualmente non hanno rappresentanza, e così "far sì che nei tre territori ci fosse rappresentanza del Partido Popular".
Ha ricordato che "la realtà è che Gipuzkoa, i sei deputati che invia al Congresso, tutti e sei sostengono Pedro Sánchez e quel patto con il PSOE, per cui davvero non c’è altra alternativa che quella del PP", una situazione che ha rammaricato ritenendo che lasci senza opzione altri orientamenti politici.
Critiche a Óscar Puente e al modello politico
Interrogato sulla continuità del ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Óscar Puente, e se dovesse dimettersi o essere destituito, De Andrés ha ammesso che inizia a pensare che "forse non c’è nessuno migliore del signor Puente per assumersi la responsabilità" di quel dipartimento, poiché "perché, se non lo hanno già rimosso con tutto quello che è accaduto finora, si può pensare che forse non c’è nessuno migliore in tutto il Partito Socialista".
A partire da questa riflessione, ha difeso che ciò che si richiede è "un cambiamento integrale del modello politico" e ha indicato che "c’è un’opportunità" per questo nelle prossime elezioni, dove, a suo avviso, la cittadinanza potrà esprimere il proprio rifiuto dell’attuale direzione del Governo centrale.
Abitazione e messa in discussione della proprietà privata
Per quanto riguarda i decreti sull’abitazione che l’Esecutivo intende portare avanti nella Diputación Permanente, Javier de Andrés ritiene che "mettono in discussione la proprietà privata" e ha avvertito che "non c’è niente di peggio che confidare nel sistema politico ed economico che abbiamo se si sta mettendo in discussione la proprietà privata e si addossano a un privato le conseguenze della politica sociale di un governo fallito".
Secondo quanto ha spiegato, la crisi abitativa "si deve risolvere costruendo di più, che è ciò che non si è fatto, e facilitare" le procedure amministrative, "adeguando anche il costo fiscale, che è un terzo del costo di un'abitazione". A suo giudizio, la soluzione passa per alleggerire la pressione fiscale e accelerare la promozione di nuove abitazioni.
De Andrés ha insistito sul fatto che "se si costruisce più abitazione, come risponde sempre la legge dell'offerta e della domanda, scenderanno i prezzi delle abitazioni e saranno di conseguenza più accessibili per l'insieme della cittadinanza, specialmente per tutti quei giovani che oggi si trovano senza una casa".
Rafforzare l'autorità della Ertzaintza
Infine, ha rivendicato che la Ertzaintza "e in generale l'insieme della Polizia in Spagna" necessitano "di un rafforzamento del senso dell'autorità", e ha opinato che alla Polizia basca "si è sottratta" questa considerazione.
A suo avviso, "ha perso il rispetto di una parte della popolazione, che come stiamo vedendo, agisce in un modo assolutamente ingiustificato", e ha denunciato che "sono molti i casi in cui gli stessi ertzainas corrono davanti ai 'borrokas'", qualcosa che, a suo giudizio, "non favorisce un'immagine di autorità".
In questa linea, attribuisce una "indubbia responsabilità politica" all'assessore alla Sicurezza, Bingen Zupiria, così come all'"insieme del Governo basco e allo stesso Lehendakari", ai quali attribuisce la responsabilità del deterioramento del "senso dell'autorità" della polizia in Euskadi.