Il PP accusa gli Esteri di disobbedire al Supremo con la legge sui nipoti in un burofax

Il PP accusa gli Esteri di disobbedire al Supremo per la legge sui nipoti e avverte di possibili responsabilità penali per alti dirigenti e funzionari.

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Il PP sostiene che è "palese" che il Ministero degli Esteri mantiene "una condotta passiva e ostruzionista" orientata alla "disobbedienza effettiva" della risoluzione della Corte Suprema che ordinò di sospendere il voto dei nazionalizzati per la nota come 'legge dei nipoti'. Inoltre, avverte le autorità e i funzionari che ignorare quanto concordato dall'alto tribunale potrebbe comportare multe e pene detentive da sei a 24 mesi.

Così figura nel burofax, al quale ha avuto accesso Europa Press, inviato dal segretario generale del PP, Miguel Tellado, alla direttrice generale degli Spagnoli all'Estero e degli Affari Consolari, Carolina de Manueles Álvarez. In quel documento le richiede formalmente che "con carattere immediato e urgente" dia un adempimento "reale ed effettivo" a quanto ordinato negli atti della Corte Suprema del 10 settembre e 12 ottobre sulla 'legge dei nipoti'.

Questo martedì, la vice segretaria di Coordinamento Settoriale del PP, Alma Ezcurra, ha già denunciato che il Governo è da più di un mese che non fa pervenire all'Ufficio del Censimento "neppure un solo dato", nonostante i due atti emessi dai magistrati, e ha richiesto che si adempia "immediatamente a quanto ordinato dal Supremo". "Avvisiamo che in caso di inadempimento chiederemo tutte e dico tutte le responsabilità di chi di dovere, anche quelle penali", ha avvisato.

Il PP punta a possibili responsabilità penali di alti funzionari

Nel suo burofax, il PP sottolinea che la "condotta passiva e ostruzionista" del Governo "può comportare responsabilità penali personali" sia per la direttrice degli Spagnoli all'Estero sia per "i suoi superiori gerarchici", tra cui il ministro José Manuel Albares, che "potrebbero aver ordinato o incoraggiato questa condotta" della direttrice generale e "anche degli inferiori gerarchici" che "stessero collaborando in questa disobbedienza".

Ricorda inoltre che l'articolo 118 della Costituzione stabilisce l'obbligo di rispettare le risoluzioni definitive di giudici e tribunali e di prestare la collaborazione richiesta da questi nel procedimento e nell'esecuzione di quanto risolto.

Secondo quanto dettagliato, le misure cautelari adottate dalla Corte Suprema in relazione alla 'legge dei nipoti' sono eseguibili dalla loro notifica e sono diventate definitive dopo il rigetto dell'unico ricorso presentato contro di esse. Aggiunge che, una volta scaduti i termini di adempimento, il tribunale potrà "imporre multe coercitive da 150 a 1.500 euro alle autorità, funzionari o agenti che non rispettano i requisiti del giudice" e "dedurre il pertinente testimonianza di privati per esigere la responsabilità penale che potrebbe spettare".

In ambito penale, prosegue il PP, vengono sanzionate anche le autorità e i dipendenti pubblici che si rifiutano di eseguire le risoluzioni giudiziarie. Allo stesso modo, ricorda che la Legge sul Regime Elettorale Generale (LOREG) punisce l'operato dei funzionari che violano "le norme legalmente stabilite per la formazione, conservazione e esposizione al pubblico del censimento elettorale", con pene di "sei mesi a due anni di reclusione e multa da sei a ventiquattro mesi".

Requisiti concreti del PP agli Esteri

Per tutto ciò, il PP richiede in modo esplicito alla direttrice generale degli Spagnoli all'Estero e degli Affari Consolari che, "con carattere immediato e urgente, compia tutte le azioni che siano di sua competenza per dare adempimento reale ed effettivo a quanto disposto dai provvedimenti della Corte Suprema".

In primo luogo, le chiede di trasmettere all'Ufficio del Censimento Elettorale i dati necessari per effettuare il dettaglio di tutte le persone iscritte nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA) che hanno ottenuto la nazionalità spagnola in virtù della disposizione aggiuntiva ottava della Legge sulla Memoria Democratica, "distinguendo i fascicoli che provengono dall'applicazione diretta dei casi di esilio e quelli avviati e approvati ai sensi dell'istruzione successiva".

In secondo luogo, la esorta a ordinare ai responsabili dei registri consolari l'emissione delle certificazioni che attestino la condizione di discendente di esiliato, "riferite al 1 agosto 2026 e senza applicazione della presunzione dell'Istruzione del 25 ottobre 2022, riguardo alle persone che l'abbiano attestata, e affinché comunichi all'Ufficio del Censimento Elettorale, prima dell'inizio dell'invio della documentazione elettorale, l'elenco delle certificazioni emesse".

In terzo luogo, reclama che si ordini ai responsabili dei registri consolari che hanno trattato pratiche di nazionalità "la pubblicazione nella bacheca di ogni ufficio consolare della parte dispositiva" del decreto del 12 ottobre della Corte Suprema, "con l'avvertenza che lo stesso decreto ordina", e che "attesti la data in cui tale pubblicazione è stata effettuata in ciascuna di esse".

Avviso sulle possibili conseguenze penali

Il PP indica che le azioni richieste "dovranno essere state realizzate" e comunicate per iscritto "prima del giorno 23 ottobre 2026". Ricorda che la Legge Organica del Regime Elettorale Generale obbliga le Delegazioni Provinciali dell'Ufficio del Censimento Elettorale a inviare d'ufficio la documentazione elettorale a tutti gli iscritti nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti a partire dal 24 ottobre.

"Se a quella data l'Ufficio del Censimento Elettorale non dispone dei dati che solo quella Direzione Generale può fornirle, la documentazione sarà inviata indistintamente ai 163.020 elettori i cui effetti elettorali sono sospesi, e il mancato rispetto delle misure cautelari diventerà irreparabile per le elezioni del 29 novembre 2026", segnala.

Il PP ribadisce che "la passività, resistenza, scusa o ostruzione delle autorità e dei funzionari" può derivare in "la loro responsabilità personale, inclusa quella penale, la quale sarà richiesta dal Partito Popolare davanti agli organi e istanze competenti".

Risposta di Albares: accusa il PP di fare il "ridicolo"

Questo mercoledì, un giorno dopo l'invio del burofax, il ministro Albares ha reclamato al PP di smettere di "inseguire" e "intimidire" i consolati e il personale del Servizio Esterno, assicurando che sta facendo il "ridicolo" con la sua minaccia di portarli davanti ai tribunali. A suo avviso, ciò che intende il PP è "coprire" le sue proposte elettorali, come il taglio delle pensioni.

In un'intervista su "TVE", raccolta da Europa Press, Albares ha accusato il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, di mentire affermando che i consolati non stavano rispettando l'esigenza della Corte Suprema di verificare chi ha acquisito la nazionalità ai sensi della disposizione aggiuntiva della Legge di Memoria Democratica e discende da esiliati per poter votare nelle elezioni del 29 novembre.