Il Boletín Oficial del Estado (BOE) ha diffuso questo mercoledì le 929 candidature registrate per le elezioni generali del prossimo 29 novembre. Insieme alle formazioni con rappresentanza al Congresso compaiono numerosi partiti di profilo molto diverso: operaisti, comunisti, centristi, giuristi anticorruzione, femministi, raggruppamenti di autonomi, organizzazioni di anziani e persino una candidatura di un solo membro.
Tra i veterani extraparlamentari figura il Partido Animalista Con el Medio Ambiente (PACMA), che torna a concorrere in 36 circoscrizioni con Asier Esparza come aspirante alla Presidenza del Governo. Nel 2023 ottenne 165.768 schede.
Per Un Mundo Más Justo (M+J), costituito nel 2004, ha raccolto i necessari avalli per presentarsi in una trentina di province al Congresso. Si definisce come umanista e trasversale, con l'obiettivo di combattere la povertà e le disuguaglianze, oltre a difendere i diritti umani e la giustizia sociale.
In 13 province apparirà sulle schede 'Escaños en blanco', organizzazione nata nel 2010 a Badalona che promuove il voto di protesta e propone di lasciare vuoti i seggi che ottenga nelle istituzioni. Infatti, l'unico punto del suo programma consiste nel non assumere i incarichi.
Operai, comunisti e falangisti
In tutte le circoscrizioni si presenta il Frente Obrero, che combina la difesa della classe lavoratrice con un discorso patriottico e contrario all'immigrazione. Nelle elezioni del 2023 ha raccolto 46.605 voti, lo 0,19% del totale.
Il Partido Comunista de los Trabajadores de España (PCTE), con liste in 45 province, rivendica di essere l'unico partito marxista-leninista di ambito statale e si proclama erede del Partido Comunista di Dolores Ibárruri 'Pasionaria', del Partido Comunista Obrero Español creato nel 1973 da Enrique Líster e del successivo Partido Comunista de los Pueblos de España (PCPE).
All'estremo opposto si colloca Falange Española y de las Jons, che presenta dodici candidature e porta il suo capo nazionale, Norberto Pico, come 'numero uno' al Congresso per Madrid.
Tra le nuove sigle spicca Iustitia Europa, il partito promosso nel 2023 dall'avvocato Luis María Pardo, che si definisce riformista e nato dalla società civile. Ha esercitato l'accusa popolare in cause come i casi Koldo e Leire Díez. Si presenta solo per Madrid, con Pardo a capo della lista al Congresso.
Un'altra novità, sebbene limitata ad Álava, è Justicia y Ley, iscritto appena dieci giorni fa e presieduto da Ángel María García Fernández.
A Málaga ricompare l'Agrupación de Electores José María Calvo Guerra, una lista in cui compare unicamente il suo promotore. Non è estraneo all'attività politica, poiché ha presentato iniziative al Senato contro l'aborto e la disciplina di voto nei partiti.
La contesa per il centro
Nello spazio centrista si colloca Democracia 21, appena creata dall'avvocata Miriam González, che si presenta per Madrid e Barcellona come un progetto liberale e riformista incentrato sulla rigenerazione democratica. Si presenta in coalizione con Ciudadanos e con gli indipendenti di UCIN.
Il Partido Unionista del Estado de España (PUEDE), registrato nel 2007, torna a concorrere nelle Asturie con il suo segretario generale, José Luis Zapico, alla guida. Sostengono di non collocarsi né a destra né a sinistra, ma come una "alternativa serena". Alle elezioni di tre anni fa ottennero solo 269 voti.
A Ávila si presenta il Partido Demócrata Social Jubilados Europeos (PDSJE), noto come 'yayopartido', con sede a Tarragona e iscritto nel registro dal 2018. A capeggiare la sua candidatura c'è Carmen Manchón, ex consigliera di Ciudadanos a Igualada (Barcellona).
Per Murcia si presenta Tercera Edad en Acción (3e), sia per il Congresso sia per il Senato. Iscritta nel 2018 a Madrid, questa organizzazione contro l'ageismo presenta come numero uno il suo presidente, Domingo Díaz Carrillo. Nel 2023 si erano già presentati a La Rioja e Segovia.
Nella Comunità Valenciana e a Tenerife si potrà votare per il Partido Autónomos, nato per migliorare le condizioni dei lavoratori autonomi e degli imprenditori. Chiedono di depoliticizzare l'amministrazione e una fiscalità più equa.
Il femminismo antitrans
Feministas al Congreso (PFAC) fa irruzione ad Álava e Vizcaya, con la sua presidente, Pilar Aguilar Carrasco, docente che fu incarcerata durante il franchismo, come capolista. Difendono il femminismo classico, contrario alla legge trans e favorevole a vietare la prostituzione e la pornografia.
A Tenerife si presenta Feminism8 (F8), guidato da Nuria Morales Delgado e con Rosa María González Saenz Casas, presidente del partito, come numero due. La formazione si è registrata a Madrid nel 2018 dopo il boom delle mobilitazioni dell'8M e punta su un femminismo "trasversale".
In questa occasione non compare lo storico Partido Feminista, che nel 2023 portò come candidata per Madrid Lidia Falcón, veterana attivista della transizione espulsa da Izquierda Unida nel 2020 per mettere in discussione le identità trans.
Accanto a loro compaiono varie liste strettamente provinciali, come Alternativa Malagueña a Málaga; Unión Cartaginense a Murcia, che propone di dividere la provincia in tre; l’aggregazione Formentera Viva, guidata dall’ex presidente del Consell Llorenç Córdoba e incentrata sul nuovo seggio dell’isola; o Izquierda por Almería (IPAL), che si fece già notare nel 2024 presentandosi a Lugo alle regionali galiziane.
Nella provincia di Valencia si contenderanno tre progetti locali: Valencia Unida, guidata da Vicente González-Lizondo, figlio dell’ex deputato di Unió Valenciana degli anni ottanta; Agenda Valenciana, promossa dal giurista José Ramón Chirivella; e la coalizione Renacer/Renàixer, con Miguel Ramón Martí alla guida.
Indipendentisti, sovranisti e leonesisti
In Catalogna si presenta la piattaforma indipendentista Alhora, promossa dall’exconsellera Clara Ponsatí, antica dirigente di Junts con Carles Puigdemont. Il suo obiettivo è espellere dal territorio qualsiasi presenza dello Stato, sotto lo slogan Fora Espanya, e generare conflitto nel Congresso. Si presenta anche Convergents, partito centrista sovranista dell’exconseller Germà Gordó nel Govern di Artur Mas, che si presenta solo per Tarragona, dove conta due municipalità e dieci consiglieri, dopo non essere riuscito a ottenere appoggi a Barcellona.
Nelle Canarie irrompono due nuove opzioni sovraniste: Drago Canarias, fondato dall’ex deputato di Podemos Alberto Rodríguez, che ha rifiutato di integrarsi nella coalizione di Frente Amplio e Podemos, e Liberación Canaria, che rivendica una propria fiscalità per l’arcipelago e il controllo delle sue acque.
In Navarra debutta Eguzkilore, costituito nel 2023 per promuovere la democrazia diretta, la protezione dell’infanzia, l’uscita della Spagna dalla NATO e la soppressione del poligono militare delle Bardenas Reales. A Zaragoza e Huesca debutta la Federación de Independientes de Aragón (FIA), che pone il focus sulla difesa degli interessi di lavoratori e autonomi.
In Castilla y León si presentano due formazioni che rivendicano una comunità autonoma propria per León, Zamora e Salamanca: lo storico Partido Regionalista del País Leonés (PREPAL) e il Proyecto Alantre, di impronta progressista ed ecologista, che figura solo nella provincia di León. Con una proposta diversa si presenta il Partido Nacionalista de Castilla y León-Unión Reformista Ciudadana (PANCAL-URCi), che rivendica più autogoverno per le nove province della comunità.
In Extremadura si confronteranno Nuevo Extremeñismo, di sinistra e sovranista, e Juntos por Extremadura, di profilo regionalista, che hanno registrato liste nelle due circoscrizioni della regione sia per il Congresso sia per il Senato.