La regolamentazione del biometano in Spagna avanza a colpi di decreto

Il Esecutivo centrale promuove quote obbligatorie e un marchio di eccellenza per il biometano, mentre il Congresso e il Senato rimangono ai margini del dibattito normativo.

2 minuti

Planta de biometano ASTERION

Planta de biometano ASTERION

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

Il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica ha sul tavolo un progetto di Real Decreto che obbligherebbe i commercianti ad incorporare quote minime e crescenti di biometano nelle loro vendite di gas naturale: dallo 0,5% nel 2028 fino al 6% nel 2035, un percorso con cui il Governo si aspetta di mobilitare circa 10 TWh di gas rinnovabile. Rimangono esclusi dal computo la generazione elettrica, i territori insulari e il trasporto.

Il testo, che inoltre introduce meccanismi per facilitare la connessione degli impianti alla rete gasista e per combattere le frodi, ha completato la sua fase di audizione pubblica l'11 giugno scorso e si trova ora in analisi interna delle osservazioni, in attesa del suo passaggio al Consiglio dei Ministri.

voglio influenzare:

Se desideri ricevere via email i processi di partecipazione pubblica sui progetti normativi che vengono lanciati dai ministeri, iscriviti a 'Voglio Influenzare', la newsletter che Demócrata invia ogni martedì e venerdì con le consultazioni e le audizioni pubbliche avviate negli ultimi giorni.

Parallelamente, l'Esecutivo sviluppa il mandato del Real Decreto-legge 7/2026, noto come scudo anticrisi e approvato all'interno del piano di risposta alla crisi del Medio Oriente, per creare un marchio di eccellenza sociale, territoriale e ambientale che priorizzi i progetti di biometano meglio valutati. La consultazione preliminare sui suoi criteri si è chiusa il 10 maggio, e un progetto di Real Decreto per sovvenzionare l'Associazione Spagnola di Normalizzazione (UNE), incaricata di fissare lo standard, rimane in audizione pubblica fino al 7 agosto.

Di fronte all'operato del Governo, né il Congresso né il Senato stanno attualmente trattando una legge specifica sul biometano. L'unica iniziativa legislativa che ha qualche relazione è la proposta di legge che modifica il regime di commercio dei diritti di emissione (promossa dal PSOE e Sumar), e affetta solo indirettamente il settore.

Le autonomie, divise tra freno e impulso

Il focus autonomico più intenso è in Navarra, dove il Parlamento forale ha sostenuto una moratoria su nuovi impianti di biogas e biometano, di fronte ai dubbi sulla disponibilità di rifiuti zootecnici e le risorse contro progetti concreti, e ha richiesto al Governo forale un piano integrale con criteri territoriali e ambientali. L'Esecutivo navarrese difende ora di prolungare quella moratoria fino alla fine del 2028 mentre prepara un proprio quadro normativo, ancora senza testo definito.

In Castilla-La Mancha, il Governo regionale elabora un Piano Regionale del Biometano che aspira a sollevare la moratoria sulle macrofattorie, supportato da un potenziale stimato di 8,1 TWh annuali. Andalucía discute nel suo Parlamento una proposta non di legge sulla pianificazione territoriale degli impianti di biogas e biometano, in parallelo al lavoro dell'Alleanza Andaluza del Biogas. Galicia, da parte sua, ha fissato nella sua Agenda Energetica l'obiettivo che il 20% del consumo di gas provenga da fonti rinnovabili nel 2030, sebbene senza una norma specifica di biometano in fase di elaborazione.

Il settore, rappresentato da associazioni come Sedigás, AEBIG o APPA Renovables, concorda nel richiedere regole chiare e stabili e una procedura più agile per sfruttare un potenziale che colloca la Spagna tra i paesi con maggiore capacità di produzione di biometano in Europa.

Ciao, sono Fren. Come posso aiutarti?