Rodríguez Ibarra critica il PSOE di Sánchez: "È un partito senza sostanza, senza peso, malandato e rattrappito"

L’expreesidente dell’Estremadura chiede un dibattito sul futuro dei socialisti e chiede che il partito riconosca errori come la Legge d’Amnistia, il finanziamento speciale per la Catalogna e la legge del «solo sì è sì»

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Il storico dirigente socialista Juan Carlos Rodríguez Ibarra ha di nuovo messo in discussione la direzione attuale del PSOE. L’ex presidente della Giunta di Estremadura ritiene che il partito stia attraversando un momento di debolezza e lo definisce «un partito senza sostanza, senza peso, gracile e rattrappito», in confronto con il socialismo degli anni ottanta, che descrive come un’organizzazione «spugnosa, aperta e dove trovava sede una buona parte della società».

Le dichiarazioni compaiono nel suo nuovo libro, Sacando Pecho, presentato questa settimana a Madrid e pubblicato dalla casa editrice Almuzara. Nelle sue memorie politiche, Rodríguez Ibarra ripercorre i suoi 24 anni alla guida del Governo dell’Estremadura e analizza la situazione attuale del PSOE, partito in cui continua a militare.

L’ex dirigente chiede un dibattito interno sul futuro della formazione dopo gli ultimi risultati elettorali autonomici. Tuttavia precisa che la sua proposta per facilitare un nuovo slancio del partito «non è contro Sánchez, ma contro la sua politica».

La Legge di Amnistia e il finanziamento catalano, tra gli errori che indica

Rodríguez Ibarra ritiene che il PSOE debba riconoscere alcune decisioni che, a suo giudizio, furono sbagliate. Tra queste cita la Legge di Amnistia, il finanziamento singolare per la Catalogna e il sostegno alla legge del 'solo sì è sì'.

L’ex presidente dell’Estremadura sostiene che i socialisti hanno «l’obbligo» di ammettere quegli errori e garantire che non sono disposti a ripeterli. Difende inoltre che il partito debba concentrarsi nel contribuire alla ripresa del paese ed evitare che le sue decisioni rispondano soltanto a interessi di natura organica.

In questo senso critica la strategia di contrapposizione dei dirigenti socialisti attuali. «Ci sono due modi di stare in politica: allenarsi per collaborare o allenarsi per lo scontro. I dirigenti socialisti attuali hanno scelto la seconda opzione», afferma nel libro.

Propone di pretendere cinque anni di contributi per accedere a un incarico istituzionale

Nelle sue memorie, Rodríguez Ibarra propone anche cambiamenti ai requisiti per svolgere responsabilità politiche. In particolare, propone che nessuno possa accedere a un incarico istituzionale senza aver prima dimostrato un’attività professionale e un minimo di cinque anni di contributi versati alla Sicurezza Sociale.

«Chi aspira a dedicare parte della propria vita alla politica professionale deve dimostrare di essere riuscito a guadagnarsi da vivere al di fuori della politica», argomenta.

Inoltre, l’ex storico dirigente socialista difende il sistema bipartitico contro il multipartitismo attuale, ritenendo che si sia rivelato più vantaggioso per gli interessi dei cittadini e per il controllo democratico.

Rivendica la Costituzione e propone di riformare il Senato

Rodríguez Ibarra si pronuncia anche sul quadro costituzionale. Sebbene rivendichi la validità della Costituzione del 1978, ritiene che debba essere adattata ai cambiamenti sociali e politici. Tra le sue proposte c’è trasformare il Senato in una «vera camera di rappresentanza territoriale» e inserire un capitolo specifico sulla società virtuale.

Le riflessioni dell’ex presidente dell’Estremadura si aggiungono alle sue precedenti critiche alla direzione del PSOE e alla strategia politica di Pedro Sánchez. In questa occasione, le sue posizioni sono raccolte in Sacando Pecho, un libro in cui unisce il ripercorrere la sua traiettoria istituzionale a proposte sul futuro del suo partito e del sistema politico spagnolo.