Pedro Sánchez è tornato a collocare il «no alla guerra» al centro del suo discorso politico in vista delle elezioni generali del 29 novembre. Il presidente del Governo e segretario generale del PSOE ha pubblicato sui suoi social un video con protagonista il Guernica di Pablo Picasso, una delle opere più riconosciute a livello internazionale come simbolo contro la violenza bellica, per rivendicare la posizione della Spagna di fronte a conflitti come quelli di Palestina, Ucraina e Medio Oriente.
La pubblicazione, accompagnata dallo slogan «La luce dei nostri valori», cerca di collegare la memoria storica spagnola con le posizioni internazionali difese dall'Esecutivo negli ultimi anni. Sánchez accompagna le immagini con un messaggio in cui insiste che la difesa dei diritti umani deve essere applicata in modo coerente, indipendentemente dal paese o dal conflitto.
Durante estos años, España ha defendido en el mundo el sentir de su gente: que ninguna guerra es inevitable, que ninguna vida vale menos que otra.
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) October 24, 2026
Los mismos principios. En todos los conflictos. Sin dobles raseros. pic.twitter.com/b2J1uHCYjf
"Negli ultimi anni, la Spagna ha difeso nel mondo il sentimento della sua gente: che nessuna guerra è inevitabile, che nessuna vita vale meno di un'altra. Gli stessi principi. In tutti i conflitti. Senza doppi pesi", sottolinea il presidente nel suo account ufficiale di X.
Il video si inserisce nella strategia di comunicazione digitale del PSOE in piena campagna elettorale, dopo che Sánchez ha fatto ricorso in diverse interviste pubbliche alla difesa della pace per rivendicare la sua gestione internazionale.
Il Guernica di Picasso, simbolo contro la guerra
La scelta del Guernica non è casuale. Pablo Picasso dipinse l'opera nel 1937, dopo il bombardamento della località vizcaina di Gernika durante la Guerra Civile spagnola, effettuato da forze aeree tedesche e italiane che sostenevano il lato ribelle. Il quadro fu presentato nello stesso anno nel padiglione della Repubblica spagnola all'Esposizione Internazionale di Parigi e finì per diventare un simbolo universale della sofferenza della popolazione civile durante i conflitti armati.
Attualmente esposto nel Museo Reina Sofía di Madrid, il dipinto rappresenta l'orrore della guerra attraverso figure umane e animali segnati dal dolore e dalla distruzione. Il suo utilizzo nel video consente al presidente di collegare quel episodio storico con il suo messaggio sulle vittime dei conflitti attuali.
Il ricorso a quest'opera rafforza anche un'idea che Sánchez ha ripetuto negli ultimi mesi: la difesa della pace e del diritto internazionale come elementi centrali della politica estera spagnola.
Palestina, Ucraina e Iran: la posizione internazionale che rivendica Sánchez
Il messaggio pubblicato dal presidente si collega ad alcune delle principali decisioni adottate dal suo Governo in politica estera. Una delle più rilevanti è stata il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina il 28 maggio 2024, una decisione che l'Esecutivo ha giustificato come un contributo a una soluzione pacifica basata sulla coesistenza di due Stati.
Da allora, Sánchez ha richiesto innumerevoli volte un cessate il fuoco a Gaza, la protezione della popolazione civile e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Ha anche mantenuto il sostegno spagnolo a Ucraina contro l'invasione russa, difendendo la sua sovranità e integrità territoriale.
A questi posizionamenti si è aggiunto durante il 2026 il suo rifiuto all'escalation militare in Iran, specialmente dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele e la successiva risposta iraniana. A marzo, il presidente ha recuperato pubblicamente lo slogan "No alla guerra", associato in Spagna alle mobilitazioni contro l'invasione dell'Iraq del 2003, per difendere un'uscita diplomatica dal conflitto.
Con il nuovo video, Sánchez intende presentare queste decisioni come parte di una stessa linea d'azione basata, secondo il suo stesso discorso, sulla protezione delle vite umane e sull'applicazione di criteri comuni di fronte alle guerre.
Il "no alla guerra" entra nella campagna elettorale del PSOE
La pubblicazione arriva in un momento di intensa attività politica, quando mancano poco più di cinque settimane alle elezioni generali del 29 novembre. Negli ultimi giorni, il PSOE ha rafforzato la sua comunicazione sui social media con video incentrati sul suo bilancio di governo, i diritti sociali e le sue differenze con il Partito Popolare e Vox.
Il 21 ottobre scorso, Sánchez ha già protagonizzato un'altra pubblicazione in cui rivendicava di essere "sinistro e orgoglioso", in coincidenza con la visita del presidente argentino Javier Milei in Spagna. In quell'intervento ha collegato l'identità progressista con misure come l'aumento delle pensioni, il salario minimo, i permessi familiari e la difesa del diritto all'aborto, oltre al suo rifiuto della guerra.
La politica estera diventa così un altro degli argomenti che il PSOE sta utilizzando per segnare differenze con i suoi avversari elettorali. Sánchez ha accusato in precedenza Alberto Núñez Feijóo e Santiago Abascal di mantenere posizioni troppo vicine a quelle di Donald Trump in determinati conflitti, mentre i popolari hanno messo in discussione diversi aspetti dell'azione internazionale del Governo.
Con il Guernica come protagonista, il presidente recupera ora un'immagine di forte significato storico per insistere sul suo messaggio di precampagna: la difesa della pace, della vita umana e del diritto internazionale come valori che, secondo sostiene, la Spagna deve applicare senza eccezioni né doppi standard.