Il presidente e amministratore delegato della farmacutica Laboratorios Rovi, Juan López-Belmonte, è stato designato nuovo massimo responsabile di Farmaindustria per i prossimi due anni, decisione che è stata ratificata durante la celebrazione dell'Assemblea Generale Straordinaria dell'associazione.
Con questa nomina, López-Belmonte prende il posto della direttrice generale di Amgen Iberia, Fina Lladós, presidente dal 2024, e torna a guidare l'associazione imprenditoriale, un incarico che ha già ricoperto per la prima volta nell'ottobre 2020. A suo avviso, Farmaindustria è in grado di "trasformare la diversità delle aziende in forza" e di offrire una voce comune di fronte alle Amministrazioni, agli agenti sanitari, ai pazienti e all'insieme della cittadinanza.
"Il farmaco non è più solo una questione sanitaria, ma anche economica, industriale e di sicurezza", ha sottolineato, evidenziando inoltre che la pandemia "ha insegnato che avere capacità scientifiche e industriali proprie è una condizione fondamentale per l'autonomia sanitaria". Per questo motivo, ritiene che l'industria farmaceutica debba essere considerata una priorità strategica per gli Stati.
In vista delle elezioni generali del 29 novembre, ha anticipato durante l'evento, chiuso dal segretario di Stato per l'Industria, Jordi García Brustenga, la sua intenzione di trasmettere alle formazioni politiche la necessità che la prossima legislatura sia "quella della competitività biomedica", per la quale ha proposto una proposta "affinché la Spagna guidi l'Europa in salute, innovazione e autonomia strategica, basata su tre impegni per il prossimo Governo".
Il primo di questi impegni consiste nel "raggiungere un accordo di legislatura che permetta di elevare di un punto del PIL l'investimento pubblico in Sanità per convergere con i paesi europei più avanzati", uno sforzo che, secondo quanto indicato, "permetterebbe di rafforzare il personale, la tecnologia e le infrastrutture sanitarie, avanzare nella misurazione dei risultati in salute e generalizzare formule di finanziamento legate al valore".
Chiede una 'Strategia Nazionale di Accesso all'Innovazione'
Insieme a ciò, ha richiesto "una 'Strategia Nazionale di Accesso all'Innovazione' che collochi i pazienti spagnoli tra i primi in Europa nell'accesso ai nuovi farmaci". Questa iniziativa prevede di finanziare le innovazioni in meno di 180 giorni, fissare una via rapida di 90 giorni per i trattamenti prioritari e ridurre praticamente a zero le differenze tra le comunità autonome. A suo avviso, se la Spagna è già un riferimento negli studi clinici, può esserlo "anche nell'accesso reale".
In terzo luogo, ha esortato a "trasformare la ricerca biomedica e l'autonomia strategica in politiche di Stato". A tal fine, propone "consolidare la leadership spagnola negli studi clinici, promuovere l'uso secondario dei dati sanitari e dei centri di innovazione digitale, migliorare il quadro per l'investimento industriale e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento mediante riserve e capacità strategiche", con l'obiettivo di "mobilitare fino a 21.500 milioni di euro di investimento dell'industria farmaceutica tra il 2027 e il 2030, e raggiungere gli 81.000 posti di lavoro diretti alla fine di quel periodo".
"Dietro a queste proposte c'è un'idea di fondo che difendiamo da anni e che continuerò a difendere con la stessa convinzione: il farmaco non è una spesa, è un investimento", ha sottolineato López-Belmonte, che ha aggiunto che si tratta di "un investimento nella salute, nell'occupazione qualificata, nelle esportazioni e nella capacità strategica per il paese".
In questa linea, ha ricordato che "la Spagna dispone di sufficienti punti di forza per sfruttare questa opportunità", tra cui "la sua leadership europea negli studi clinici con nuovi farmaci, una rete di oltre 180 impianti di produzione e la 'Strategia dell'Industria Farmaceutica', la prima politica settoriale di queste caratteristiche sviluppata congiuntamente da vari Ministeri e dal settore". "La sfida è che la Strategia si traduca il prima possibile in misure concrete, perché la competizione per attrarre investimenti avviene in tempo reale e non aspetta i calendari politici", ha avvertito.
Finalmente, ha dedicato alcune parole di riconoscimento a Lladós, che ha guidato Farmaindustria "in un contesto molto esigente", compito che, come ha sottolineato, ha svolto "con vicinanza, serenità, capacità di ascolto e una fermezza che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce". Da parte sua, la sua predecessora ha sottolineato che "nessuna politica sanitaria avrà senso se non ha i pazienti al centro" e ha insistito sul fatto che quando si parla "di tempi, di regolamentazione, di finanziamento, di investimento o di incentivi", in realtà si sta parlando "di persone che aspettano una risposta".