Il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione ha confermato questo giovedì che la Spagna si trova in situazione di "allerta" per la presenza del virus Shamonda (SHAV) negli allevamenti del paese. L'avviso arriva dopo che la Francia ha comunicato la morte di un uomo con grave immunodepressione infettato da questo patogeno, in quello che sarebbe il primo caso conosciuto di infezione umana nel mondo.
Il dipartimento guidato da Luis Planas ha chiesto "calma" e ha assicurato che sta monitorando l'evoluzione della malattia in coordinamento con le comunità autonome, le autorità sanitarie e il Governo francese. Fino ad ora, il virus era stato identificato principalmente negli animali e non si considerava trasmissibile agli esseri umani.
In Spagna sono state confermate rilevazioni in allevamenti di Córdoba, Toledo, Ávila, Madrid, Girona e Cantabria, secondo l'ultimo aggiornamento del Ministero. La sorveglianza è stata intensificata dopo l'apparizione del caso umano in Francia, sebbene le autorità francesi insistano sul fatto che, per il momento, "non è stato identificato alcun rischio sanitario per la popolazione generale".
Il primo caso umano conosciuto
La morte registrata in Francia rappresenta un cambiamento nella conoscenza di questo patogeno. Secondo le informazioni trasmesse dalle autorità francesi e raccolte dall'Agricoltura, il deceduto presentava una grave immunodepressione ed era infettato dal virus Shamonda, la cui trasmissione agli esseri umani non era stata documentata fino ad ora.
Le autorità francesi hanno avviato indagini cliniche, biologiche ed epidemiologiche per chiarire le circostanze del caso. I lavori si svolgono sotto l'approccio One Health, che studia congiuntamente la salute umana, animale e ambientale.
Per il momento, non è stato stabilito che il virus rappresenti un rischio per la popolazione generale. L'Agricoltura ha segnalato che continua a essere in contatto permanente con la Francia per conoscere i risultati delle indagini e valutare eventuali cambiamenti nella situazione sanitaria.
Sei province spagnole con allevamenti colpiti
Il virus Shamonda è stato rilevato per la prima volta nel bestiame spagnolo lo scorso mese di settembre. Da allora, il Laboratorio Centrale di Veterinaria di Algete ha confermato la presenza del Shamonda tipo 1 negli allevamenti bovini di Córdoba, Toledo, Ávila e Madrid.
A questi focolai si aggiungono tre allevamenti di bovini da latte a Girona, dove il patogeno è stato identificato lo scorso 20 ottobre. In Cantabria, da parte sua, è stata confermata la presenza del virus Shamonda tipo 2.
Le rilevazioni sono avvenute tramite il sistema di sorveglianza passiva, a partire da animali che presentavano sintomi compatibili con quelli descritti in altri paesi europei. Il Ministero continuerà a studiare l'evoluzione dei casi e le caratteristiche dei virus identificati.
L'espansione non si limita alla Spagna. Il patogeno è già stato rilevato in dodici paesi europei, tra cui Francia, Portogallo, Germania, Italia, Belgio e Paesi Bassi, dopo che è stato identificato per la prima volta in Europa durante lo scorso estate.
Come si trasmette il virus Shamonda e quali sintomi provoca
Lo Shamonda è un virus emergente che colpisce principalmente il bestiame bovino, sebbene sia stato identificato anche in pecore e capre. La sua trasmissione tra animali avviene tramite le punture di piccoli insetti del genere Culicoides, conosciuti come ceratopogoni.
Gli animali infetti possono presentare febbre, diarrea, abbattimento e una diminuzione della produzione di latte. Secondo Agricoltura, la malattia di solito non provoca la morte dell'animale, ma può causare perdite produttive negli allevamenti colpiti.
Attualmente, il virus non è classificato come una malattia di dichiarazione obbligatoria nell'allevamento. Tuttavia, la sua recente espansione in Europa e l'identificazione del primo caso umano hanno portato a rafforzare il monitoraggio epidemiologico.
Il Ministero ha assicurato che la sorveglianza continuerà con particolare attenzione all'evoluzione dei focolai, alla caratterizzazione dei virus rilevati e alla loro relazione con le varianti identificate in altri paesi europei.