La Corte Nazionale ha aperto una nuova linea di indagine sulla crisi migratoria di Ceuta ordinando alla Direzione Informazioni della Guardia Civil di informare espressamente se alcune delle sue unità hanno ricevuto avvisi o informazioni precedenti all'ingresso massiccio di cittadini provenienti dal Marocco nei giorni 30 e 31 luglio. La disposizione, alla quale ha avuto accesso DEMÓCRATA, rappresenta un nuovo impulso alle indagini aperte dopo la denuncia presentata da Iustitia Europa e pone l'accento su uno degli aspetti più controversi della gestione della crisi.
La risoluzione, firmata il 4 agosto dalla giudice María Tardón, titolare della Sezione di Istruzione, Piazza n. 3, del Tribunale Centrale di Istanza della Corte Nazionale, accorda di praticare nuove indagini all'interno delle Indagini Preliminari 64/2026, aperte per indagare un possibile reato contro la pace e l'indipendenza dello Stato.
Tra queste, ordina di inviare un incarico alla Direzione Informazioni della Guardia Civil affinché inviino un rapporto dettagliato sull'operazione dispiegata durante l'ingresso irregolare massiccio dal territorio marocchino.
Il dubbio degli avvisi precedenti
Tuttavia, l'aspetto di maggiore rilevanza politica e giudiziaria della disposizione è che la Corte Nazionale non considera chiusa la questione delle possibili avvisi precedenti. La giudice richiede espressamente di informare se qualche unità della Guardia Civil a Ceuta ha ricevuto, nei giorni precedenti ai fatti, comunicazioni o avvisi che permettessero di prevedere quanto accaduto. Si tratta di una linea di indagine particolarmente rilevante, poiché il Governo ha sostenuto pubblicamente che non esistevano avvisi che anticipassero la crisi.
La disposizione non conclude che quegli avvisi esistessero, ma sì evidenzia che l'organo giudiziario considera necessario verificarlo prima di scartare tale possibilità. Con questa richiesta, la Corte Nazionale cerca di determinare quali informazioni gestivano le Forze e i Corpi di Sicurezza dello Stato prima dell'ingresso massiccio, quale è stata la risposta operativa dispiegata e se l'azione sviluppata corrispondeva alle informazioni disponibili in quei momenti.
Oltre alle possibili allerte, il giudice richiede informazioni su dispositivo dispiegato dalla Guardia Civil per affrontare la crisi, le operazioni di salvataggio effettuate nelle acque territoriali spagnole e le circostanze note riguardo alle persone localizzate durante quei giorni. Richiede anche dati sulle vittime mortali, inclusa, se del caso, la causa e la data dei decessi, così come l'identificazione dei sopravvissuti rispetto ai quali si fosse raccolta informazione.
C'è stata un'azione concertata con il Marocco?
Queste indagini rispondono a diverse delle questioni sollevate da Iustitia Europa nella denuncia che ha dato origine al procedimento. La formazione politica, che agisce come denunciante nella causa sotto la direzione legale dell'avvocato Luis María Pardo, sostiene che sia necessario chiarire quali informazioni conoscessero le autorità prima dell'entrata massiva, quali misure siano state adottate per rispondere alla situazione e se i fatti possano aver obbedito a un'azione concertata dal territorio marocchino.
Dopo la conoscenza della risoluzione, Pardo ha assicurato che l'indagine "continua ad avanzare nella direzione che abbiamo indicato fin dal primo momento" e ha sottolineato che ora sarà la stessa Guardia Civil a dover informare ufficialmente sul dispositivo dispiegato, le vittime e, in particolare, sulle possibili allerte ricevute prima degli eventi.
Bruxelles riunisce la Commissione per le Libertà e la Giustizia
L'ampliamento delle indagini coincide, inoltre, con un momento di crescente attenzione internazionale sulla crisi di Ceuta. Questo giovedì, la Commissione per le Libertà, la Giustizia e gli Affari Interni del Parlamento Europeo discuterà la situazione registrata nella città autonoma dopo la proposta promossa dal Partito Popolare Europeo, incorporando l'episodio nell'agenda comunitaria per le sue implicazioni in materia di controllo delle frontiere, immigrazione e sicurezza.
Da Iustitia Europa considerano che questa evoluzione giudiziaria rafforzi la necessità di chiarire completamente quanto accaduto prima che possano essere tratte conclusioni politiche. L'organizzazione sostiene che, mentre l'Audiencia Nacional continua a indagare se ci sia stata un'azione concertata e se ci siano state informazioni precedenti sufficienti per anticipare la crisi, alcuni Stati membri dell'Unione Europea hanno scelto di adottare misure che, a loro avviso, trasferiscono le conseguenze dell'episodio allo Stato che ha subito la pressione migratoria.
Con la provvidenza conosciuta come DEMÓCRATA, l'indagine entra ora in una fase particolarmente sensibile. Le informazioni che invierà la Guardia Civil permetteranno all'Audiencia Nacional di determinare se esistevano elementi di intelligence o avvisi precedenti sull'ingresso massivo dalla Marocco, come è stata organizzata l'operazione di risposta e se esistono nuovi fatti che giustifichino la continuazione di un'indagine che ha già collocato la crisi di Ceuta al centro del dibattito giudiziario e politico.