La giudice María Tardón chiede alla Guardia Civil di chiarire se ha ricevuto avvisi prima dell'ingresso massiccio a Ceuta

DEMOCRATICO accede alla provvedimento per cui la magistrata María Tardón amplia l'indagine avviata dopo la denuncia di Iustitia Europa e richiede informazioni sul dispositivo dispiegato, i salvataggi, le vittime mortali e i possibili avvisi precedenti alla crisi

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La Corte Nazionale ha aperto una nuova linea di indagine sulla crisi migratoria di Ceuta ordinando alla Direzione Informazioni della Guardia Civil di informare espressamente se alcune delle sue unità hanno ricevuto avvisi o informazioni precedenti all'ingresso massiccio di cittadini provenienti dal Marocco nei giorni 30 e 31 luglio. La disposizione, alla quale ha avuto accesso DEMÓCRATA, rappresenta un nuovo impulso alle indagini aperte dopo la denuncia presentata da Iustitia Europa e pone l'accento su uno degli aspetti più controversi della gestione della crisi.

La risoluzione, firmata il 4 agosto dalla giudice María Tardón, titolare della Sezione di Istruzione, Piazza n. 3, del Tribunale Centrale di Istanza della Corte Nazionale, accorda di praticare nuove indagini all'interno delle Indagini Preliminari 64/2026, aperte per indagare un possibile reato contro la pace e l'indipendenza dello Stato.

Tra queste, ordina di inviare un incarico alla Direzione Informazioni della Guardia Civil affinché inviino un rapporto dettagliato sull'operazione dispiegata durante l'ingresso irregolare massiccio dal territorio marocchino.

Il dubbio degli avvisi precedenti

Tuttavia, l'aspetto di maggiore rilevanza politica e giudiziaria della disposizione è che la Corte Nazionale non considera chiusa la questione delle possibili avvisi precedenti. La giudice richiede espressamente di informare se qualche unità della Guardia Civil a Ceuta ha ricevuto, nei giorni precedenti ai fatti, comunicazioni o avvisi che permettessero di prevedere quanto accaduto. Si tratta di una linea di indagine particolarmente rilevante, poiché il Governo ha sostenuto pubblicamente che non esistevano avvisi che anticipassero la crisi.

La disposizione non conclude che quegli avvisi esistessero, ma sì evidenzia che l'organo giudiziario considera necessario verificarlo prima di scartare tale possibilità. Con questa richiesta, la Corte Nazionale cerca di determinare quali informazioni gestivano le Forze e i Corpi di Sicurezza dello Stato prima dell'ingresso massiccio, quale è stata la risposta operativa dispiegata e se l'azione sviluppata corrispondeva alle informazioni disponibili in quei momenti.

Oltre alle possibili allerte, il giudice richiede informazioni su dispositivo dispiegato dalla Guardia Civil per affrontare la crisi, le operazioni di salvataggio effettuate nelle acque territoriali spagnole e le circostanze note riguardo alle persone localizzate durante quei giorni. Richiede anche dati sulle vittime mortali, inclusa, se del caso, la causa e la data dei decessi, così come l'identificazione dei sopravvissuti rispetto ai quali si fosse raccolta informazione.

C'è stata un'azione concertata con il Marocco?

Queste indagini rispondono a diverse delle questioni sollevate da Iustitia Europa nella denuncia che ha dato origine al procedimento. La formazione politica, che agisce come denunciante nella causa sotto la direzione legale dell'avvocato Luis María Pardo, sostiene che sia necessario chiarire quali informazioni conoscessero le autorità prima dell'entrata massiva, quali misure siano state adottate per rispondere alla situazione e se i fatti possano aver obbedito a un'azione concertata dal territorio marocchino.

Dopo la conoscenza della risoluzione, Pardo ha assicurato che l'indagine "continua ad avanzare nella direzione che abbiamo indicato fin dal primo momento" e ha sottolineato che ora sarà la stessa Guardia Civil a dover informare ufficialmente sul dispositivo dispiegato, le vittime e, in particolare, sulle possibili allerte ricevute prima degli eventi.

Bruxelles riunisce la Commissione per le Libertà e la Giustizia

L'ampliamento delle indagini coincide, inoltre, con un momento di crescente attenzione internazionale sulla crisi di Ceuta. Questo giovedì, la Commissione per le Libertà, la Giustizia e gli Affari Interni del Parlamento Europeo discuterà la situazione registrata nella città autonoma dopo la proposta promossa dal Partito Popolare Europeo, incorporando l'episodio nell'agenda comunitaria per le sue implicazioni in materia di controllo delle frontiere, immigrazione e sicurezza.

Da Iustitia Europa considerano che questa evoluzione giudiziaria rafforzi la necessità di chiarire completamente quanto accaduto prima che possano essere tratte conclusioni politiche. L'organizzazione sostiene che, mentre l'Audiencia Nacional continua a indagare se ci sia stata un'azione concertata e se ci siano state informazioni precedenti sufficienti per anticipare la crisi, alcuni Stati membri dell'Unione Europea hanno scelto di adottare misure che, a loro avviso, trasferiscono le conseguenze dell'episodio allo Stato che ha subito la pressione migratoria.

Con la provvidenza conosciuta come DEMÓCRATA, l'indagine entra ora in una fase particolarmente sensibile. Le informazioni che invierà la Guardia Civil permetteranno all'Audiencia Nacional di determinare se esistevano elementi di intelligence o avvisi precedenti sull'ingresso massivo dalla Marocco, come è stata organizzata l'operazione di risposta e se esistono nuovi fatti che giustifichino la continuazione di un'indagine che ha già collocato la crisi di Ceuta al centro del dibattito giudiziario e politico.

 

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¿En qué estado se encuentra actualmente la tramitación parlamentaria de las propuestas sobre control fronterizo y gestión de crisis migratorias en España?

Actualmente, la pieza central en tramitación parlamentaria sobre gestión de crisis migratorias en España es el proyecto de ley derivado del Real Decreto‑ley 2/2025 sobre menores migrantes y contingencias extraordinarias, que sigue atascado en el Congreso en fase de enmiendas. Junto a ello, el PP ha registrado en julio de 2026 una proposición de ley orgánica para extender el rechazo en frontera a las entradas por mar en Ceuta y Melilla, todavía en una fase muy inicial, pendiente de que el Pleno acuerde siquiera su toma en consideración y, en su caso, la “lectura única”. Otras propuestas de mayor calado, como la reforma integral de la Ley de Extranjería impulsada por Sumar o la delegación de competencias migratorias a Cataluña, han sido rechazadas y su tramitación ha concluido. En paralelo, el Congreso y el Senado han aprobado varias mociones y proposiciones no de ley que instan al Gobierno a reforzar el control fronterizo, la cooperación con Frontex y los mecanismos de retorno, pero sin efectos normativos directos.

1. Proyecto de ley sobre contingencias migratorias y menores no acompañados

El Real Decreto‑ley 2/2025, de 18 de marzo, sobre “medidas urgentes para la garantía del interés superior de la infancia y adolescencia ante situaciones de contingencias migratorias extraordinarias”, fue aprobado por el Consejo de Ministros (referencia del Consejo) y publicado en el BOE el 19 de marzo de 2025 (BOE 19‑03‑2025). Posteriormente, el Congreso acordó su tramitación como proyecto de ley (expediente 121/000055). Según la información ejecutiva, el plazo de enmiendas se ha ido prorrogando y está ampliado hasta el 2 de septiembre de 2026, lo que significa:

  • La iniciativa sigue formalmente “viva” en el Congreso, pero anclada en la fase de enmiendas al articulado.
  • No se ha llegado todavía a ponencia ni dictamen de Comisión.
  • No ha pasado al Senado.

El texto refuerza los instrumentos estatales para declarar situaciones de “contingencia migratoria extraordinaria”, articular un Plan de respuesta solidaria y reorganizar la distribución territorial de menores extranjeros no acompañados, clave en la gestión de crisis como las de Canarias, Ceuta y Melilla. Este Proyecto de Ley es, hoy, la principal vía en tramitación que afecta directamente a la gestión de crisis migratorias y al reparto entre comunidades autónomas.

2. Reformas recientes de la Ley de Extranjería (vía reglamentaria)

Aunque no son iniciativas parlamentarias, sí enmarcan el debate legislativo. El Reglamento de la Ley Orgánica 4/2000 fue aprobado por el Real Decreto 1155/2024 (BOE 20‑11‑2024) y modificado después por el Real Decreto 316/2026, de 14 de abril (BOE‑A‑2026‑8284). Esta última norma ha servido, entre otras cosas, para instrumentar la regularización extraordinaria de personas extranjeras y ajustar el sistema de acogida, pero su aprobación se ha hecho por la vía reglamentaria, no mediante ley debatida en Cortes.

3. Propuestas sobre control fronterizo: devoluciones en caliente y Ceuta/Melilla

Tras la sentencia del Tribunal Supremo de julio de 2026 que limita el rechazo en frontera a quienes superan elementos físicos de contención terrestres, el PP ha registrado una proposición de ley orgánica para modificar la disposición adicional décima de la Ley de Extranjería y extender el rechazo en frontera a las entradas irregulares por vía marítima en Ceuta y Melilla. Según el periódico Demócrata, la iniciativa se registró el 16 de julio y ha sido publicada por el Congreso, pero:

  • No consta que se haya celebrado todavía el debate de toma en consideración.
  • La propia formación popular reclama que se tramite “de forma inmediata y en lectura única”, pero esa decisión debe adoptarla primero el Pleno.

Es decir, la propuesta se encuentra en una fase muy temprana del procedimiento legislativo: registrada y publicada, pendiente de que el Pleno decida si se tramita y por qué vía. Mientras tanto, el debate político sobre esta reforma se está dando más en clave de crisis de Ceuta que en términos de avance efectivo del expediente.

4. Iniciativas ya rechazadas o concluidas

  • La Proposición de Ley de modificación de la Ley Orgánica 4/2000 registrada por el Grupo Plurinacional Sumar (122/000123), centrada precisamente en contingencias migratorias extraordinarias y redistribución de menores, fue rechazada por el Pleno del Congreso el 5 de octubre de 2024 y su tramitación concluyó (ficha de la iniciativa).
  • La Proposición de Ley Orgánica de delegación en la Comunidad Autónoma de Cataluña de competencias estatales en materia de inmigración (PSOE–Junts, 122/000172) fue rechazada el 23 de septiembre de 2025 por 177 votos frente a 173, quedando archivada (texto de rechazo).

En ambos casos se trataba de reformas estructurales con impacto en gestión de flujos, menores y control de fronteras; hoy no forman parte del “pipeline” legislativo.

5. Mociones y proposiciones no de ley sobre control fronterizo

Aunque no tienen rango de ley, varias iniciativas recientes orientan la agenda:

  • El Pleno del Congreso aprobó en marzo de 2025 una moción que instaba al Gobierno a pedir el “despliegue inmediato de efectivos de Frontex en la ruta canaria” para apoyar en la gestión de la crisis migratoria (nota del Congreso).
  • En octubre de 2025, otra moción aprobada en el Pleno instó a modificar el Código Penal y la Ley de Asilo, reforzar medios de Guardia Civil y Policía Nacional y cooperar operativamente con Frontex para combatir la inmigración irregular y las mafias (nota sobre retornos y expulsiones).
  • En el Senado, una moción del Grupo Popular sobre “presión migratoria y refuerzo urgente de medios de control fronterizo y acogida en la ciudad de Ceuta” fue aprobada definitivamente y así se publicó el 18 de mayo de 2026 (BOCG Senado).

Estas mociones marcan una presión política constante para reforzar el control fronterizo y la coordinación con la UE, pero su ejecución depende del Gobierno, que a su vez está legislando sobre todo vía reglamento y real decreto‑ley.

6. Regularización y gestión ordinaria de flujos

En paralelo a las reformas de control fronterizo, el debate sobre la regularización extraordinaria de migrantes y la actualización del sistema de acogida ha tenido un fuerte componente parlamentario, aunque la clave normativa ha sido reglamentaria (Real Decreto 316/2026). Demócrata recuerda que la antigua ILP de regularización quedó “paralizada” en la Cámara y que gran parte de la regulación efectiva se ha desplazado al reglamento de Extranjería y sus desarrollos (análisis de Demócrata).

En suma, a 5 de agosto de 2026 el mapa es claro: un gran proyecto de ley sobre contingencias migratorias y menores en fase de enmiendas; una nueva proposición de ley del PP sobre rechazo en frontera aún en la rampa de salida; y un conjunto de mociones, proposiciones no de ley y acuerdos del Senado ya aprobados que presionan para reforzar el control fronterizo y la coordinación en crisis, pero sin traducirse todavía en un paquete cerrado de leyes plenamente vigente.

¿Qué contenido concreto tiene el proyecto de ley que desarrolla el Real Decreto-ley 2/2025 sobre contingencias migratorias y menores? ¿En qué situación parlamentaria exacta está la proposición de ley del PP sobre devoluciones en caliente por mar en Ceuta y Melilla (número de expediente y próximos pasos previstos)? ¿Cómo se están aplicando en la práctica las mociones y proposiciones no de ley del Congreso y del Senado sobre Frontex y control fronterizo?

¿Cuáles son las competencias y funciones de la magistrada María Tardón según la Ley Orgánica del Poder Judicial y cuál ha sido su trayectoria profesional?

Según las fuentes disponibles, María Tardón es una magistrada de la Audiencia Nacional que actúa como jueza de instrucción en causas penales complejas. En aplicación de la Ley Orgánica del Poder Judicial (LOPJ) y de la Ley de Enjuiciamiento Criminal, sus funciones se centran en investigar delitos graves, acordar diligencias, medidas cautelares y elevar los asuntos a enjuiciamiento. Las noticias consultadas permiten perfilar sus competencias prácticas (qué decisiones adopta en los procedimientos) y algunos de los casos que ha asumido en los últimos años, pero no ofrecen una biografía completa ni datos detallados sobre su carrera previa. No se dispone de más información profesional o curricular en las fuentes consultadas, por lo que el retrato de su trayectoria debe ceñirse a esos elementos.

Competencias y funciones según la LOPJ y la práctica jurisdiccional

Aunque las noticias no recogen artículos concretos de la LOPJ referidos a María Tardón, sí permiten ver cómo ejerce las competencias típicas de una magistrada de la jurisdicción penal en la Audiencia Nacional. La LOPJ configura a jueces y magistrados como titulares de la potestad jurisdiccional, encargados de juzgar y hacer ejecutar lo juzgado, bajo el principio de independencia que recuerda, por ejemplo, la entrevista a Enrique Arnaldo publicada en el periódico Demócrata, donde se subraya que los jueces no dependen de ningún poder externo ni interno y solo están sometidos a la ley.

En el caso de María Tardón, esa función general se concreta en varias competencias que se observan en resoluciones conocidas:

  • Dirección de la instrucción penal: actúa como magistrada instructora en la Audiencia Nacional, lo que implica abrir investigaciones (diligencias previas), ordenar pruebas y recabar información de fuerzas y cuerpos de seguridad.
  • Adopción de medidas cautelares personales: puede acordar la prisión provisional o la libertad de los investigados, valorando el riesgo de fuga, de destrucción de pruebas o de reiteración delictiva.
  • Control de la competencia del órgano: debe determinar si los hechos investigados corresponden o no a la competencia de la Audiencia Nacional, dejando constancia de que esta cuestión puede seguir “por resolver” en fases iniciales.
  • Relación con el Ministerio Fiscal: comunica la apertura de diligencias a la Fiscalía y actúa teniendo en cuenta sus informes, aunque sus decisiones son independientes.
  • Valoración jurídica de hechos complejos: delimita posibles delitos (por ejemplo, contra la seguridad del Estado, organización criminal, favorecimiento de la inmigración ilegal) y la eventual responsabilidad de autoridades o particulares, sobre la base de las denuncias presentadas.

Estas funciones aparecen ilustradas de forma muy clara en el auto en el que “la magistrada de la Audiencia Nacional María Tardón” abre diligencias para investigar si la crisis migratoria de Ceuta fue una “acción concertada”. Según la noticia de Demócrata, solicita a la UCRIF un informe detallado sobre la “entrada irregular masiva” de decenas de miles de personas desde Marruecos, acuerda incoar diligencias previas y pide que se remitan elementos de identificación de quienes pudieran haber participado, además de comunicar la apertura a la Fiscalía, todo ello mientras deja abierta la cuestión de la competencia penal de la Audiencia Nacional (crisis migratoria de Ceuta).

En otro asunto, la noticia de El País explica que “María Tardón, magistrada instructora de la Audiencia Nacional, ha enviado a prisión provisional” a un ex alto cargo de la ONU, Vitaly Vanshelboim, reclamado por Estados Unidos por presuntos sobornos millonarios. La jueza, con el respaldo de la Fiscalía, acuerda su ingreso en prisión al apreciar un “elevado riesgo de fuga” (caso Vanshelboim). Aquí se ve el ejercicio de la facultad de acordar prisión provisional y de cooperar en procedimientos de extradición.

Por último, el periódico Demócrata detalla que, en un caso de posible tráfico de datos, “la magistrada de la Audiencia Nacional, María Tardón, ha concedido la libertad” al youtuber Álvaro Martín (“Valyrio”), inicialmente encarcelado por su supuesta vinculación con una red dedicada al hurto y comercialización de datos, presuntamente coordinada por un ex alto cargo de Interior (caso Valyrio). Aquí se refleja la potestad de revisar medidas cautelares, sustituyendo la prisión por la libertad bajo las condiciones que establezca.

Trayectoria profesional conocida

Las fuentes analizadas permiten afirmar que María Tardón es magistrada de la Audiencia Nacional y que, al menos entre 2025 y 2026, ejerce como jueza de instrucción en asuntos penales de especial complejidad y relevancia pública:

  • En 2025 figura como magistrada instructora que dirige el procedimiento de extradición y acuerda la prisión provisional del ex alto cargo de la ONU Vitaly Vanshelboim, por presuntos delitos de soborno, fraude electrónico y blanqueo, según la noticia de El País ya citada.
  • Ese mismo año, de acuerdo con el periódico Demócrata, instruye una causa sobre hurto y tráfico de datos que afecta al youtuber Valyrio, en la que revisa la situación personal del investigado y acuerda su puesta en libertad.
  • En 2026, según otra información de Demócrata, adopta la iniciativa de abrir diligencias sobre la crisis migratoria de Ceuta, requiriendo informes policiales y analizando si la masiva entrada de migrantes puede responder a una actuación concertada con relevancia penal y competencia de la Audiencia Nacional.

Más allá de estos casos concretos, las noticias no aportan datos sobre su año de ingreso en la carrera judicial, destinos anteriores, especialización, asociación judicial o eventuales cargos de gobierno dentro de la Audiencia Nacional u otros órganos. Tampoco se han localizado, en las fuentes consultadas, acuerdos del Consejo General del Poder Judicial o notas oficiales del BOE que la mencionen expresamente. Por ello, no se dispone de más información en las fuentes consultadas sobre su trayectoria profesional previa o sobre otras responsabilidades institucionales.

¿Qué causas concretas, además de los casos de Ceuta, Valyrio y Vanshelboim, ha investigado la magistrada María Tardón en la Audiencia Nacional? ¿Cómo se determina en la práctica si un asunto como la crisis migratoria de Ceuta entra en la competencia penal de la Audiencia Nacional? ¿Qué diferencias hay entre las funciones de una magistrada instructora de la Audiencia Nacional y las de un juez de instrucción ordinario en un juzgado de primera instancia e instrucción?

¿Cuántas iniciativas parlamentarias sobre la crisis migratoria de Ceuta se han presentado y debatido en el Congreso de los Diputados durante la actual legislatura?

Con la información parlamentaria disponible no es posible ofrecer una cifra exacta y completa de cuántas iniciativas del Congreso sobre la crisis migratoria de Ceuta se han presentado y debatido en la actual XV Legislatura. Las búsquedas que se han podido explotar están centradas en iniciativas legislativas (proyectos y proposiciones de ley) y no abarcan, de forma sistemática, preguntas, PNL, interpelaciones o comparecencias. Aun así, sí se identifican al menos varias iniciativas legislativas de alcance general sobre inmigración y menores migrantes que mencionan expresamente a Ceuta como territorio especialmente afectado. Para un conteo exhaustivo de “todas” las iniciativas (incluyendo control al Gobierno) sería imprescindible un tratamiento integral de la base de datos del Congreso que no se refleja en las fuentes consultadas.

Alcance de la información disponible

Las búsquedas parlamentarias a las que se ha tenido acceso:

  • Están limitadas a iniciativas de tipo legislativo (proyectos y proposiciones de ley).
  • No proporcionan un recuento global de preguntas escritas, orales, PNL, mociones, interpelaciones o comparecencias específicamente centradas en la crisis migratoria de Ceuta o en los sucesos de mayo de 2021.
  • Ofrecen, eso sí, varios textos legislativos donde Ceuta aparece de forma explícita en el contexto de la presión migratoria, sobre todo en relación con menores migrantes no acompañados y el impacto territorial desigual.

Por tanto, la respuesta solo puede cuantificar, de forma aproximada, el número de grandes iniciativas legislativas vinculadas a esta materia, no el conjunto de la actividad de control.

Principales iniciativas legislativas que afectan a Ceuta

1. Reforma de la Ley de Extranjería (LO 4/2000) – Proposición de Ley

En la XV Legislatura se ha presentado la Proposición de Ley de modificación de la Ley Orgánica 4/2000, sobre derechos y libertades de los extranjeros en España y su integración social, impulsada conjuntamente por el Grupo Socialista y SUMAR (expediente 122/000123). Su ficha puede consultarse en la página del Congreso (detalle de la iniciativa) y su texto completo en el BOCG correspondiente.

En su exposición de motivos se indica que la presión migratoria afecta con especial intensidad a territorios como Canarias y la Ciudad de Ceuta, y menciona expresamente el incremento de menores extranjeros no acompañados y los acuerdos para su traslado desde Canarias y Ceuta a otras comunidades. Es una iniciativa de alcance estructural, más amplia que la crisis de mayo de 2021, pero que encuadra normativamente la situación migratoria recurrente en Ceuta.

Esta proposición de ley fue admitida a trámite y debatida en Pleno para su toma en consideración, y según la información disponible fue finalmente rechazada, concluyendo su tramitación.

2. Proyecto de Ley procedente del Real Decreto-ley 2/2025

Otra pieza clave es el Proyecto de Ley por el que se aprueban medidas urgentes para la garantía del interés superior de la infancia y adolescencia ante situaciones de contingencias migratorias extraordinarias, procedente del Real Decreto‑ley 2/2025 (expediente 121/000055). Su ficha figura en la web (detalle del proyecto de ley) y el texto en el BOCG.

El proyecto aborda las contingencias migratorias extraordinarias y, de nuevo, se refiere de forma expresa a Canarias y a las Ciudades de Ceuta y Melilla como territorios particularmente afectados en la recepción de personas migrantes, en especial menores no acompañados. Cita, por ejemplo, los traslados de menores desde Canarias y Ceuta acordados en la Conferencia Sectorial de Infancia y Adolescencia.

Este texto ha sido debatido en el Pleno para la convalidación del Real Decreto-ley y posteriormente se está tramitando como proyecto de ley en comisión, con ampliación sucesiva de plazos de enmiendas. Es, por tanto, una iniciativa presentada y debatida que incide directamente en la gestión de la crisis migratoria en Ceuta (sobre todo en su vertiente de menores).

3. Proposición de Ley de Vox sobre padrón e inmigración ilegal

También en esta legislatura figura la Proposición de Ley de modificación de la Ley 7/1985, Reguladora de las Bases del Régimen Local, con el fin de modificar el padrón municipal en los casos de ocupación y de inmigración ilegal, presentada por Vox (expediente 122/000039). Su ficha está disponible en la web del Congreso (detalle de la proposición) y el rechazo en el BOCG.

Su enfoque es más general (ocupación e inmigración irregular y su reflejo en el padrón), sin centrarse en Ceuta, aunque se inserta en el debate político sobre la gestión de la inmigración. Fue debatida en Pleno en la sesión de toma en consideración y rechazada, por lo que también forma parte de las iniciativas debatidas de este bloque temático, aun sin ser específica sobre Ceuta.

4. Iniciativas sobre asilo y protección internacional

Se ha identificado además una Proposición de Ley sobre acceso al derecho de asilo y solicitudes de protección internacional en embajadas y consulados (expediente 122/000071), presentada por el Grupo Plurinacional SUMAR. Su ficha puede verse en la web (detalle de la proposición de asilo) y su texto en el BOCG. Aborda el acceso seguro a la protección internacional frente a rutas irregulares y menciona crisis migratorias en zonas de afluencia como Canarias y el Mediterráneo, pero no se recoge en las fuentes consultadas una referencia directa a Ceuta ni a los hechos de mayo de 2021.

Existe una versión anterior de esa misma iniciativa (expediente 122/000049), que fue finalmente retirada, tal y como consta en el BOCG.

Conclusión sobre el número de iniciativas

A la vista de todo lo anterior, se puede afirmar que:

  • En la XV Legislatura hay al menos dos grandes iniciativas legislativas debatidas (la reforma de la LO 4/2000 y el proyecto derivado del RDL 2/2025) que mencionan explícitamente a Ceuta en el contexto de contingencias migratorias y menores migrantes.
  • Se suman otras proposiciones de ley sobre inmigración y asilo (como la de Vox sobre padrón y la de SUMAR sobre asilo) que forman parte del marco general de debate, aunque no siempre se centran específicamente en la “crisis migratoria de Ceuta” de mayo de 2021.
  • No se dispone, con las fuentes consultadas, de un número total de iniciativas de control (preguntas, PNL, comparecencias, interpelaciones) relativas a la crisis migratoria de Ceuta ni de su desglose entre presentadas y debatidas.

Por tanto, cualquier cifra global que incluyera todas las modalidades de iniciativa sería especulativa y no puede ofrecerse con rigor a partir de la información disponible.

¿Qué contenido concreto introduce el proyecto de ley derivado del Real Decreto-ley 2/2025 en relación con los menores migrantes llegados a Ceuta? ¿Qué grupos votaron a favor y en contra de la proposición de ley de reforma de la Ley de Extranjería que mencionaba a Ceuta? ¿Qué mecanismos de reparto de menores migrantes desde Ceuta hacia otras comunidades autónomas se han debatido en el Congreso?

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