Il Governo vede non fattibile differenziare i nazionalizzati per legge di nipoti prima delle elezioni

Il Governo sostiene davanti alla Suprema che è inviable differenziare nel CERA i nazionalizzati per legge di nipoti prima delle elezioni del 29 novembre.

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Il Governo sostiene che risulta "materialmente impossibile" che, prima delle elezioni generali anticipate del 29 novembre, si possa stabilire una distinzione tra coloro che hanno ottenuto la nazionalità tramite la 'legge dei nipoti' e quelli che l'hanno acquisita per altre vie, dopo che la Corte Suprema ha deciso di sospendere cautelarmente il voto e le nuove iscrizioni nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA), salvo nei casi di esilio accreditato.

Questa è la posizione che l'Esecutivo ha trasmesso, tramite l'Avvocatura dello Stato, nella fase di osservazioni aperta dall'alto tribunale dopo l'anticipo elettorale e prima di pronunciarsi sul merito del procedimento, secondo quanto risulta in un documento a cui ha avuto accesso Europa Press.

In quel documento, il Governo difende che "o si sospende a tutti gli spagnoli iscritti nel CERA --poiché i dati in esso contenuti sono, globalmente, quelli degli spagnoli senza alcuna distinzione-- o non si sospende a nessuno, perché risulta materialmente impossibile distinguere gli uni dagli altri nel brevissimo lasso di tempo di cui si dispone".

Sottolinea altresì che "poiché non è possibile discernere nel CERA" nei "brevi termini" previsti dalla legislazione elettorale tra i cittadini che hanno acquisito la nazionalità tramite la 'legge dei nipoti' e "quelli che sono spagnoli per altri motivi".

Inoltre, i servizi giuridici dello Stato rimproverano a Vox che il "vero scopo" della sua azione processuale è che "si elimini il diritto di voto degli spagnoli che provengono dall'esilio estero contro la costante volontà del legislatore dal 2007".

La Suprema Corte ha deciso lo scorso settembre di sospendere cautelarmente l'applicazione della 'legge dei nipoti' mentre studia il merito del ricorso, sostenendo che agiva a favore della "trasparenza" delle elezioni di fronte all'aumento del censimento e perché, a suo avviso, gli interessi generali dello Stato prevalgono sul diritto di voto di coloro che hanno recentemente acquisito la nazionalità.

Di fronte a tale risoluzione, l'Esecutivo ha presentato ricorso ritenendo che "non esiste alcun rischio derivante dalla crescita del CERA" e che tale aumento non può modificare il risultato elettorale "per pura matematica".

Nella sua scrittura, l'Avvocatura dello Stato chiede alla Sezione del Contenzioso-Amministrativo di annullare la sospensione e revocare le misure cautelari adottate, avvertendo inoltre che diversi consolati stanno avendo problemi a esaminare tutti i fascicoli entro i termini stabiliti.