La Suprema fissa 48 ore per le osservazioni sulla 'legge dei nipoti' dopo l'anticipo elettorale

La Suprema dà 48 ore alle parti per allegare sulla 'legge dei nipoti' prima di decidere, dopo l'anticipo delle elezioni generali al 29 novembre.

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La Corte Suprema ha concesso un termine massimo di 48 ore alle parti costituite affinché presentino le proprie osservazioni in relazione a quella conosciuta come 'legge dei nipoti', prima di pronunciarsi sul merito del ricorso e dopo l'anticipo delle elezioni generali annunciato questo lunedì dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, per il prossimo 29 novembre.

Secondo quanto appreso da DEMÓCRATA, la Sezione del Contenzioso Amministrativo fissa questo termine "perentorio" affinché le parti espongano ciò che ritengono opportuno, dopo che, non appena è stata resa pubblica la convocazione elettorale, Iustitia Europa e Vox hanno registrato nuovi scritti chiedendo all'alta corte di adottare misure per "garantire" che la 'legge dei nipoti' non influisca sulle elezioni, ricordando inoltre che il censimento elettorale applicabile è quello chiuso un mese prima della sospensione cautelare, che "non ammette interpretazione".

I giudici segnalano che questo margine di 48 ore è concesso con carattere preliminare alla risoluzione del ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Governo, contro la sospensione cautelare delle iscrizioni nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA) decisa dallo stesso Supremo lo scorso mese di settembre, quando ha anche messo in pausa il diritto di voto dei nazionalizzati tramite questa via, salvo nel caso di coloro che dimostrassero di avere familiari esiliati.

Inoltre, la corte precisa che le osservazioni dovranno riguardare l'appello alle persone che hanno ottenuto la nazionalità spagnola di origine ai sensi della cosiddetta 'legge dei nipoti' —una disposizione della Legge sulla Memoria Democratica rivolta ai discendenti di esiliati— e che non figurano ancora nel CERA, così come a coloro che sono già stati incorporati in detto censimento.

La Suprema ha deciso la sospensione provvisoria della 'legge dei nipoti' mentre studiava il merito del contenzioso, giustificando la propria decisione nella "trasparenza" del processo elettorale di fronte all'aumento del censimento e sottolineando che gli interessi generali dello Stato prevalgono sul diritto di voto di coloro che hanno recentemente ottenuto la nazionalità.

Nel suo ricorso contro quella risoluzione, il Governo ha difeso che "non esiste alcun rischio derivante dalla crescita del CERA" e ha sostenuto che l'applicazione di questa misura non può alterare il risultato delle elezioni "per pura matematica".