Il Giudice di Prima Istanza e Istruzione n.º 6 di Ceuta ha deciso di aprire indagini preliminari a seguito di una querela presentata da Hazte Oír in relazione al presunto distribuzione di artefatti utilizzati dai migranti. In un procedimento separato, lo stesso organo giudiziario ha ammesso un'altra querela dell'associazione contro il delegato del Governo, Miguel Ángel Pérez Triano, e l'ha incorporata a delle indagini che erano già in corso.
Riguardo a Pérez Triano, il tribunale ha deciso di accumulare la querela di Hazte Oír alle Indagini Preliminari 473/2026, che si trovavano in fase di trattazione dopo l'azione legale promossa da Manos Limpias.
L'organo giudiziario ha riconosciuto all'associazione la condizione di accusa popolare in questo procedimento, in cui si analizzano le azioni delle autorità durante l'ingresso massivo di migranti registrato a Ceuta alla fine di luglio.
Nella sua querela, si attribuiscono in modo indiziario a Pérez Triano presunti reati di abuso d'ufficio, omissione del dovere di perseguire reati, diniego di soccorso e omicidio e lesioni per imprudenza grave in commissione per omissione.
Hazte Oír estende inoltre l'azione penale ad altre autorità e dipendenti pubblici che potrebbero avere responsabilità nei fatti indagati.
L'associazione ha richiesto la pratica di diverse indagini per chiarire le decisioni adottate durante quella crisi e garantire la conservazione della documentazione e delle comunicazioni ufficiali collegate a quegli eventi.
Spetterà ora al Ministero Pubblico pronunciarsi sulle indagini richieste da Hazte Oír.
Investigazione sulla distribuzione di artefatti
In un procedimento distinto, lo stesso tribunale ha deciso di avviare indagini preliminari per chiarire il presunto distribuzione di artefatti ai migranti durante gli incidenti registrati nella città nelle ultime settimane.
Il decreto, datato questo giovedì, rileva che i fatti presentano tratti che permettono di presumere la possibile commissione di un presunto reato di disordini pubblici, tra gli altri.
L'indagine si dirige a concretizzare la natura e il contesto dei fatti, così come l'identità delle persone che potrebbero aver intervenuto. Hazte Oír richiede che si determini chi ha acquistato, fabbricato, trasportato, immagazzinato, fornito o distribuito i dispositivi e in che modo sono arrivati a Ceuta.
L'associazione chiede inoltre che si indaghi se ci sia stata coordinazione o stimolo dei comportamenti violenti e se siano intervenute persone legate a organizzazioni che operano nella città.
L'ente reclama inoltre l'emissione di rapporti di polizia e peritali, l'identificazione dei possibili responsabili e la preservazione di registrazioni e documenti. Contro le risoluzioni emesse in queste cause è possibile presentare i ricorsi previsti nella Legge di Procedura Penale.