Vox ha registrato presso il Tribunale Costituzionale (TC) un atto di costituzione in cui richiede che non venga ammesso a trattazione il ricorso presentato dal Difensore del Popolo, Ángel Gabilondo, contro le decisioni della Corte Suprema sulle iscrizioni nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA).
Il Difensore del Popolo ha presentato un ricorso di protezione presso il TC contro la risoluzione della Corte Suprema che ha sospeso il diritto di voto di coloro che hanno ottenuto la nazionalità grazie alla 'legge dei nipoti', accompagnandolo con una richiesta di misure cautelarissime, come dettagliato dall'istituzione in un comunicato diffuso questo venerdì.
Vox sostiene, tuttavia, che il ricorso del Difensore del Popolo è "prematuro" ritenendo che non sia ancora esaurita la via giudiziaria ordinaria. Nell'atto, al quale ha avuto accesso Europa Press, la formazione segnala che il termine di costituzione affinché i soggetti interessati possano formulare osservazioni rimarrà aperto fino al 22 ottobre.
Inoltre, il partito sostiene che "non è stata accreditata una lesione costituzionale attuale" né è stata spiegata in modo sufficiente "la speciale rilevanza costituzionale del ricorso".
Secondo quanto riportato nel documento, il ricorso "si limita a dissentire da una ponderazione che la Terza Sezione ha fatto due volte, in modo motivato e con voto particolare", e Vox sottolinea che le decisioni adottate dalla Suprema "mirano a preservare la legalità, l'oggettività e la trasparenza del censimento elettorale, senza annullare la nazionalità spagnola né stabilire un'esclusione definitiva degli elettori interessati".
In linea con ciò, ricorda che l'Alto Tribunale ha apprezzato un "pericolo fondato, reale e serio di poter influenzare gravemente l'oggettività e la trasparenza del processo elettorale".
Di conseguenza, Vox chiede al Costituzionale di deliberare l'inammissibilità del ricorso o, in via sussidiaria, il suo rigetto, e di respingere altresì le misure cautelarissime e cautelari richieste dal Difensore del Popolo, ritenendo che "potrebbero compromettere la corretta conformazione del censimento in vista delle elezioni generali del 29 novembre".
La cosiddetta 'legge dei nipoti' fa parte della Legge di Memoria Democratica e consente di accedere alla nazionalità, tra gli altri casi, ai discendenti di spagnoli che furono costretti all'esilio durante la Guerra Civile e la dittatura franchista per motivi politici e i cui figli o nipoti persero la nazionalità a causa di tale esilio.