Così la sinistra e la destra cercano di controllare il Senato: le candidature congiunte entrano in gioco

Il sistema di elezione del Senato favorisce la concentrazione del voto: nella maggior parte delle province vengono eletti quattro senatori e ogni elettore può segnare fino a tre candidati

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È il Senato, ma, al momento di arrivare al collegio elettorale, l'importanza che il votante dà al Senato è notevolmente inferiore a quella che riceve il Congresso. Non è così tra i partiti, che sanno cosa c'è in gioco. Per questo, la disputa per avere il suo controllo ha aperto una nuova via di negoziazione in vista delle elezioni generali del 29 novembre. La sinistra ha cominciato a esplorare candidature congiunte per concentrare il voto e sfidare il Partito Popolare per la maggioranza di questa Camera. In parallelo, PP e Vox potrebbero studiare una strategia simile in determinate province se i loro rivali si presentano uniti.

Vozpópuli pubblica questo mercoledì che le direzioni nazionali del PP e Vox esplorano la possibilità di presentare liste congiunte al Senato nelle circoscrizioni dove il coordinamento potrebbe facilitare l'ottenimento di seggi. Secondo questo mezzo, l'opzione sarebbe condizionata al fatto che la sinistra chiudesse le proprie candidature unitarie e non comporterebbe necessariamente un accordo generalizzato per tutto il territorio.

La sinistra già negozia candidature congiunte al Senato

Il PSOE e i partiti che compongono il Fronte Ampio si sono riuniti domenica 11 ottobre per studiare la possibilità di concorrere insieme al Senato. L'incontro ha servito per aprire le conversazioni, anche se le formazioni non hanno annunciato un accordo definitivo né hanno dettagliato in quali province potrebbe applicarsi la formula.

I socialisti hanno riconosciuto che studiano diverse alternative per le elezioni del 29 novembre, con l'intenzione di evitare che il PP mantenga la sua maggioranza assoluta nella Camera Alta. La direzione del PSOE considera che la frammentazione del voto progressista possa facilitare che la destra ottenga più seggi di quanti ne otterrebbe se le candidature fossero coordinate.

La negoziazione si svolge mentre il Fronte Ampio, formato da Sinistra Unita, Movimento Sumar, Más Madrid e Comuns, termina di definire la sua struttura e le sue liste per il Congresso. La possibilità di condividere candidature al Senato apre una via di cooperazione distinta dalla composizione delle liste al Congresso, dove ogni organizzazione mantiene le proprie priorità e negoziazioni.

Il calendario elettorale aggiunge pressione alle conversazioni. Venerdì 16 ottobre è la data limite per comunicare alla Commissione Elettorale l'intenzione di partecipare in coalizione. Fino ad allora, i partiti dovranno determinare se l'accordo si limita ad alcune circoscrizioni o se raggiunge un ambito territoriale più ampio.

Come si elegge il Senato e perché importano le liste congiunte

Il Senato è la Camera di rappresentanza territoriale e combina senatori eletti direttamente alle urne con altri designati dai parlamenti autonomici. Nella maggior parte delle province si eleggono quattro senatori; le circoscrizioni insulari, Ceuta e Melilla hanno regole specifiche. La composizione totale attuale è di 266 membri.

A differenza delle elezioni al Congresso, in cui la distribuzione dei seggi avviene tramite liste chiuse e un sistema proporzionale per circoscrizioni, nelle elezioni al Senato, il voto è individuale per ogni candidato. Nelle province peninsulari, ogni elettore può segnare fino a tre nomi e vengono eletti i candidati più votati fino a completare i quattro posti assegnati.

Questo sistema può favorire le candidature capaci di concentrare consensi. Se diversi partiti ideologicamente vicini presentano candidati separatamente, i loro voti possono essere distribuiti tra diverse liste, mentre una candidatura coordinata può raccogliere più consensi per i suoi aspiranti. L'alleanza non garantisce di ottenere più seggi, ma consente di progettare una strategia comune per competere per essi.

La coordinazione ha anche un componente politico. Il Senato partecipa alla trattazione legislativa, può porre il veto o introdurre emendamenti a progetti di legge — anche se il Congresso può sollevare il veto nei termini previsti dalla Costituzione — e svolge funzioni specifiche in questioni territoriali. Una maggioranza ampia consente a un partito o blocco di dirigere la Presidenza, promuovere iniziative e controllare l'attività parlamentare della Camera.

La composizione del Senato risulta particolarmente rilevante per il rinnovamento della Corte Costituzionale. Quattro dei suoi dodici magistrati sono proposti dalla Camera Alta, e l'elezione richiede una maggioranza di tre quinti. Con i 266 senatori che compongono attualmente la Camera, quella proporzione equivale a 160 voti. Raggiungerla darebbe al blocco che riunisse quella maggioranza la capacità di approvare quelle proposte senza necessitare di supporti esterni, anche se la procedura di rinnovamento è soggetta ai requisiti legali corrispondenti.

La lotta per il Senato non si riduce, quindi, a sommare seggi per ottenere una maggioranza assoluta. Le candidature congiunte possono essere uno strumento per migliorare la rappresentanza di ogni blocco e condizionare decisioni istituzionali che richiedono maggioranze rafforzate. L'incognita ora è se le negoziazioni confermate della sinistra si tradurranno in accordi concreti e se PP e Vox finiranno per rispondere con una coordinazione elettorale propria.