Asaja Córdoba ha celebrato questo lunedì il suo XVII Giorno Cinegetico-Forestale, un incontro incentrato sui protocolli di gestione contro la secca dei quercus e sulle principali richieste, sfide e obiettivi del settore cinegetico andaluso a breve e medio termine.
L'incontro ha riunito rappresentanti istituzionali e specialisti del settore forestale e cinegetico per trattare questioni che incidono direttamente sulla gestione delle aziende e sul futuro dell'attività cinegetica nella provincia, secondo quanto ha segnalato l'organizzazione in un comunicato.
All'apertura della giornata, il presidente di Asaja Córdoba, Fernando Adell, ha messo in evidenza il peso economico e sociale di questo ambito per Córdoba. "Dietro ci sono proprietari, gestori, lavoratori e famiglie che mantengono il loro legame con il territorio. Ci sono posti di lavoro, attività economica e una conoscenza del campo che dobbiamo valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni", ha indicato.
Adell ha difeso "una caccia responsabile, ordinata e compatibile con la conservazione, integrata nella gestione delle nostre aziende e monti" e ha insistito sulla necessità che coloro che assumono questi compiti dispongano di "sostegno, sicurezza giuridica e un'Amministrazione vicina, capace di ascoltare e offrire risposte pratiche".
Insieme al presidente di Asaja Córdoba hanno partecipato all'inaugurazione il vicepresidente di Caja Rural del Sur, Ricardo López-Crespo; il delegato territoriale a Córdoba della Conselleria di Sostenibilità e Ambiente della Junta de Andalucía, Daniel García-Ibarrola, e il colonnello capo della Comandancia della Guardia Civil di Córdoba, Ramón María Clemente Castrejón.
La secca dei quercus e la gestione forestale
Il blocco tecnico si è concentrato sulla secca dei quercus, con una relazione di Francisco José Ruiz Gómez, professore del Dipartimento di Ingegneria Forestale dell'Università di Córdoba (UCO). Sotto il titolo "Protocolli di gestione integrata contro la secca dei quercus: il caso di Vesta nell'alcornoque", la sua esposizione ha affrontato questo problema dal punto di vista della gestione integrata e della sua applicazione pratica nella gestione forestale.
In relazione a questa questione, Adell ha trasmesso l'inquietudine di coloro che lavorano per conservare querce, alcorni e dehesas, e ha sottolineato l'importanza di collegare la conoscenza scientifica con la gestione quotidiana delle aziende: "Abbiamo bisogno che la ricerca arrivi alle aziende e aiuti a orientare le decisioni dei loro gestori".
Ritardi e priorità del settore venatorio andaluso
La giornata è proseguita con un tavolo rotondo dedicato alle richieste, sfide e obiettivi del settore venatorio andaluso nel breve e medio termine, moderato dal coordinatore del Dipartimento Venatorio-Forestale di Asaja Córdoba, Tomás Jurado.
In questo dibattito hanno partecipato il direttore dell'Istituto Andaluso della Caccia, Juan Ortegón Calvente; José Manuel Labrador, della Federazione Andalusa di Caccia, e il tenente capo del Seprona a Córdoba, Eleuterio Otero Martín. Il tavolo ha permesso di confrontare diverse visioni sulla situazione attuale e sul futuro dell'attività venatoria, così come sulle necessità prioritarie del settore.
Tra gli obiettivi di questo forum, il presidente di Asaja Córdoba ha sottolineato di avanzare "in una gestione più efficace, in pratiche più semplici, nella collaborazione tra il settore e le istituzioni e nel riconoscimento di coloro che si prendono cura e lavorano nei nostri monti".