La Tavola Tecnica di Esperti creata per far fronte alla piaga di Thrips parvispinus, che colpisce ormai quasi tutti i serre di peperone della provincia di Almería, sta valutando misure più drastiche per ridurre la presenza di questo insetto. Tra queste figura la possibile introduzione di un arresto biologico nei mesi estivi e l’obbligatorietà di applicare il controllo biologico sia in primavera sia in estate.
Secondo quanto ha comunicato la Giunta in una nota, queste iniziative «continuano in fase di analisi», in modo che la loro attuazione definitiva «dipenderà dalla valutazione della sua efficacia, dei vantaggi e degli inconvenienti e dalle decisioni che prenderanno i rappresentanti dello stesso settore».
L’Amministrazione andalusa ha ribadito la necessità di identificare «quanto prima» la presenza del tripide e di applicare una strategia di lotta integrata «che combini diversi strumenti di prevenzione e controllo».
Tra le raccomandazioni tecniche prospettate spiccano la sorveglianza costante delle colture, l’impiego di fauna ausiliaria, la regolazione delle condizioni climatiche all’interno delle serre e l’uso di prodotti fitosanitari che siano compatibili con i programmi di controllo biologico.
Su proposta della Tavola di Esperti, la Giunta ha trasmesso al Ministero dell’Agricoltura una richiesta per autorizzare in via eccezionale determinate sostanze attive, come lo spirotetramat. Nonostante ciò, la richiesta è stata respinta «nonostante ci siano paesi in cui è sì autorizzato».
In questa linea, dal Governo andaluso hanno espresso il loro malcontento per questo diniego e per la scarsità di sostanze disponibili per combattere la piaga a causa dei processi di revisione in corso.
La Delegazione Territoriale dell’Agricoltura ad Almería ha già effettuato oltre 900 ispezioni in aziende agricole con l’obiettivo di verificare il rispetto dei protocolli stabiliti prima dell’avvio della campagna. Parallelamente, sono stati avviati circa 300 fascicoli sanzionatori per pratiche inadeguate nelle colture e per arrancamenti eseguiti male, interventi che hanno contribuito all’espansione dell’insetto.
«Non possiamo permettere che una cattiva pratica in un’azienda faccia finire per danneggiare lo sforzo e l’investimento degli agricoltori delle aziende confinanti», ha indicato la delegata territoriale dell’Agricoltura, Aránzazu Martín, che ha anticipato che si manterranno e rafforzeranno i controlli per assicurare condizioni fitosanitarie corrette nel campo almeriense.
"Rilevante ripercussione" nelle coltivazioni
Il segretario generale dell’Agricoltura, Manuel Gómez, accompagnato dalla delegata e dal sindaco di El Ejido, Julia Ibáñez, ha visitato un’azienda agricola colpita dal trips, che "sta avendo una rilevante ripercussione nelle coltivazioni agricole della provincia".
Gómez ha messo in valore il lavoro dei tecnici della Delegazione Territoriale, che operano in modo coordinato con i rappresentanti del settore e gli esperti di sanità vegetale di fronte a una situazione che, a parole di Martín, richiede "il coinvolgimento di tutti".
Da parte sua, la sindaca ha sottolineato che "il parvispinus è una delle principali preoccupazioni del settore questa campagna per la sua incidenza, soprattutto nel peperone, anche se si sta già estendendo ad altre colture, provocando importanti perdite economiche e imponendo l’estirpazione di numerose piantagioni".
"È assolutamente intollerabile che, di fronte a una situazione così grave, il Governo di Spagna respinga l’autorizzazione eccezionale della sostanza attiva richiesta dalla Junta de Andalucía e dallo stesso settore. Non possiamo permettere che i nostri agricoltori continuino a perdere i loro raccolti mentre il Governo nega loro strumenti per combattere questa piaga. Esigiamo che rettifichi in modo urgente". ha opinato la prima cittadina.
Il Tavolo Tecnico di Esperti in Sanità Vegetale continuerà nelle prossime settimane a sviluppare e definire le diverse linee d’azione proposte per migliorare il controllo della piaga. Nelle riunioni partecipano rappresentanti di Coexphal, Ecohal, le organizzazioni agricole Asaja, COAG e UPA, aziende e cooperative agricole, ingegneri agronomi e ingegneri tecnici agricoli, sementieri, produttori di fitosanitari, produttori, commercianti di questi prodotti e specialisti dell’Ifapa.