Aragón-Teruel Existe ha denunciato il modello centralizzato che applica il Governo d'Aragona nello svolgimento dei concorsi per la pubblica amministrazione autonoma e ha mostrato il suo rifiuto all’esigenza di un minimo di cento candidati affinché una prova possa essere organizzata in modo decentrato. Questa soglia, ha avvertito, lascia in modo ricorrente fuori dalle province di Teruel e Huesca, con un impatto particolarmente grave su Teruel. Per questo, la formazione ha nuovamente rilanciato: "Che viaggino gli esami, non le persone".
Di fronte a questo scenario, Aragón-Teruel Existe ha presentato nelle Cortes una Proposición No de Ley (PNL) e ha inoltre depositato una domanda parlamentare rivolta al consigliere di Hacienda, Interior y Administración Pública, Roberto Bermúdez de Castro, affinché spieghi la posizione dell’Esecutivo.
L’annuncio lo ha fatto questo mercoledì, in conferenza stampa, il portavoce di Aragón-Teruel Existe, Tomás Guitarte, che ha criticato la "mancanza di volontà" del Governo autonomico di correggere questa situazione e adattare il sistema dei concorsi alla realtà territoriale aragonese.
"Abbiamo un Governo autonomico che, sulla carta, parla della necessità della vertebrazione territoriale, della lotta contro lo spopolamento e dell’uguaglianza di opportunità, ma che, quando viene il momento della verità, è incapace di decentrarvi la propria attività", ha indicato.
Guitarte ha dettagliato che l’origine del problema si trova nella base 3.3 dei bandi, che stabilisce che solo quando ci siano più di cento candidati ammessi si potrà svolgere l’esame a Huesca o Teruel. "Se ce ne sono 99, allora all’oppositore spetta arrangiarsi per farsi l’esame lontano dalla propria provincia", ha deplorato, sottolineando il divario che questo comporta per coloro che risiedono fuori dalla capitale aragonese.
Secondo i dati forniti dalla formazione, questa clausola riguarda 60 processi selettivi che sommano un totale di 1.053 posti dei Cuerpos Superiores, Técnicos y Ejecutivos. Come esempio, Guitarte ha citato il bando per i Lavoratori Sociali, in cui 88 persone hanno scelto Teruel come sede d’esame e, nonostante ciò, si sono viste obbligate a spostarsi per oltre 180 chilometri fino a Zaragoza per effettuare un test di appena un’ora e mezza.
Il portavoce ha aggiunto che questo vincolo non solo ha ripercussioni sul primo esercizio, ma anche sui secondi esami, sulle letture di prova e sui processi di promozione interna dei dipendenti pubblici assegnati nelle province, che allo stesso modo sono costretti ad assumere trasferimenti e costi aggiuntivi.
A suo giudizio, "l’uguaglianza non consiste solo nel fare lo stesso esame; consiste nel non porre barriere geografiche né economiche a chi non vive nel capoluogo", ha affermato, insistendo sul fatto che l’attuale modello penalizza coloro che scelgono di risiedere e preparare i loro concorsi nel medio rurale.
Difficoltà tecniche
Il portavoce di Aragón-Teruel Existe ha respinto che vi siano impedimenti tecnici per organizzare le prove in modo decentrato e ha ricordato che sia l’Istruzione sia il Servicio Aragonés de Salud organizzano già esami nelle tre province. Ha inoltre indicato che l’Istituto Aragonese di Amministrazione Pubblica ha organizzato prove simultanee nel 2021 e che esistono Delegaciones Territoriales con infrastrutture e personale qualificato a Huesca e Teruel.
"Non c’è un problema logistico né tecnico, quello che c’è è mancanza di volontà politica e negligenza", ha affermato, anticipando che chiederà al consigliere di Hacienda, Interior y Administración Pública di chiarire se intende eliminare questo requisito, così come una Proposición no de Ley che ne propone l’eliminazione immediata, anche nelle convocazioni in corso quando sarà giuridicamente possibile.
La proposta registrata mira a garantire che le prove si svolgano in modo simultaneo a Zaragoza, Huesca e Teruel, lasciando nelle mani del candidato la scelta della sede, e a consentire che le letture degli esami possano essere effettuate in modo telematico tramite videoconferenza.
Parimenti, propone di utilizzare le Delegaciones Territoriales come sedi ufficiali d’esame e di abilitare sottosedi locali nei comarche di Alcañiz, Barbastro e Calatayud per le convocazioni con un gran numero di partecipanti. Inoltre, reclama che le prove non comincino prima delle 10.00 ore, al fine di evitare che coloro che vivono in piccoli comuni e dipendono dai trasporti pubblici siano obbligati a viaggiare la vigilia e a sostenere il costo di una notte di alloggio.
"Una comunità autonoma non può combattere lo spopolamento mentre la sua stessa Amministrazione punisce coloro che decidono di vivere e fare domanda di concorso nel medio rurale", ha avvertito Guitarte, per concludere: "Che viaggino i documenti e gli esami, non le persone".