Il PSOE è tornato a caricare questo venerdì, nel plenaria delle Corti dell'Aragona, contro "il deterioramento progressivo a cui ha portato il Governo di Jorge Azcón alla sanità pubblica aragonese". La deputata socialista María Rodrigo ha richiesto al consigliere della Sanità di lasciare da parte le scuse e "passare dalle giustificazioni all'adozione di misure concrete e soluzioni efficaci".
Rodrigo ha avvertito che i problemi attuali del sistema sanitario "non sono fatti isolati, ma la conseguenza di una direzione politica orientata al taglio delle risorse e all'aumento delle privatizzazioni". Nel suo intervento, ha insistito sul fatto che "governare non consiste nell'utilizzare i problemi permanentemente come giustificazione; governare consiste nel risolverli. Ogni posto non coperto, ogni visita che si riduce e ogni letto che si chiude ha nomi e cognomi: i pazienti".
La parlamentare ha centrato parte della sua critica sull'impatto delle decisioni dell'Esecutivo sulla Assistenza Primaria e sul medio rurale. Come esempio, ha ricordato quanto accaduto a Pedrola (Zaragoza), dove si è proposto di sopprimere la visita di pediatria per 55 giorni in estate, una misura che alla fine è stata rettificata dopo le proteste del Comune.
In questo senso, ha sottolineato che "non è la stessa cosa perdere una visita in una grande città che in un comune dove l'alternativa è a decine di chilometri. La sanità è anche politica territoriale, è lotta contro la spopolamento ed è uguaglianza. Il codice postale non può in nessun caso determinare la qualità dell'assistenza sanitaria che riceve un aragonese".
Critiche ai tagli e alla privatizzazione
La deputata del PSOE ha denunciato "tagli e privatizzazioni concrete" in vari punti della comunità. Ha segnalato la perdita di specialisti, come la partenza di otto oculisti tra l'Ospedale Provinciale di Zaragoza e l'Ospedale Royo Villanova dopo la riorganizzazione dei settori 1 e 2 di Zaragoza, così come l'eliminazione di programmi essenziali, tra cui il smantellamento del Programma di Assistenza al Paziente Cronico Complesso nell'Ospedale Universitario San Jorge di Huesca, "un'unità chiave per l'ottimizzazione assistenziale che evitava esami e ricoveri non necessari".
Rodrigo ha criticato anche la mancanza di pianificazione negli ospedali comarcali, citando come esempio la chiusura per un mese di un sala operatoria nell'Ospedale di Jaca, "costringendo i pazienti a spostamenti di decine di chilometri".
Allo stesso modo, ha accennato alla chiusura anticipata di letti ospedalieri, con una riduzione anticipata a giugno di circa il 17% a Zaragoza, il che, come ha spiegato, sta "provocando collassi nei pronto soccorso e attese per il ricovero". Ha aggiunto, inoltre, lo smantellamento della Direzione Generale della Salute Mentale, che comporta "perdere il coordinamento trasversale con l'istruzione e i servizi sociali in un contesto allarmante di necessità di attenzione psichiatrica e di prevenzione".
Per concludere, María Rodrigo ha chiesto al Governo dell'Aragona di rettificare la sua politica sanitaria, al fine di evitare che i cittadini siano costretti a ricorrere alla sanità privata di fronte al collasso del sistema pubblico. Ha ricordato che "il nostro obiettivo deve essere molto semplice: che qualsiasi aragonese, viva dove viva e abbia le risorse che abbia, trovi nella sanità pubblica l'attenzione di cui ha bisogno e, soprattutto, la trovi in tempo".