Ampliamento | Il sindaco di Fuenlabrada difende che solo una vittoria del PSOE porrà fine alla crispazione

Javier Ayala sostiene che solo una vittoria del PSOE il 29 novembre porrà fine alla crispazione e chiama alla mobilitazione di giovani e anziani.

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Il sindaco di Fuenlabrada, Javier Ayala, ha difeso questo sabato che la chiusura della fase di tensione politica in Spagna non si otterrà con un semplice avvicendamento nell'Esecutivo, come propone il PP, ma con una vittoria del PSOE alle urne il prossimo 29 novembre, e ha fatto un appello specifico alla partecipazione di giovani e anziani.

Ayala ha lanciato questo messaggio durante il suo intervento al comizio successivo al Comitato Federale del PSOE, organo che questo sabato ha validato in modo definitivo le candidature con cui i socialisti parteciperanno alle elezioni generali anticipate.

"Quello che bisogna fare è batterli, batterli alle urne. Se li battiamo, noi non andremo a creare tensione nell'ambiente politico. Questo possiamo assicuralo", ha sottolineato il sindaco fuenlabreño, che ha chiesto una campagna "allegra" basata su "sorrisi" e con una forte presenza su Tiktok per connettersi con l'elettorato più giovane.

Il sindaco ha condiviso inoltre un aneddoto sulle ultime Feste di Fuenlabrada, dove si avvicinavano soprattutto due tipi di gruppi: da un lato, giovani che gli chiedevano che il presidente del Governo, Pedro Sánchez, rimanesse al comando dell'Esecutivo; dall'altro, pensionati preoccupati per il futuro delle loro prestazioni, un tema che ha centrato buona parte del discorso recente di PP e Vox.

"Pedro, la vittoria ce la daranno gli anziani, quelli di mezza età, i giovani. Tutti devono andare a votare perché a noi non ne manca nessuno. Noi vogliamo che votino tutti, questo sì, che votino per noi, ovviamente", ha aggiunto Ayala, insistendo sulla necessità di una ampia mobilitazione progressista.

Il sindaco ha rivendicato anche il ruolo di Fuenlabrada, comune che ha avuto governi socialisti dalla ripresa della democrazia, come esempio di città di "valori" e con la "forza della gente" che nasce dallo sforzo quotidiano e dal lavoro.

In questo contesto, ha presentato la campagna come una confrontazione di modelli politici: da un lato, coloro che "lavorano affinché alla gente vada meglio"; dall'altro, le destre, che ha collocato alle antipodi di quel progetto.

Per illustrare questo contrasto, ha chiesto al pubblico di immaginare due scenari per il 30 novembre: uno con il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, con i "piedi sopra il tavolo e un sigaro" accanto al presidente degli Stati Uniti, Stati Uniti, e "mettendo il 5% per spese militari"; e un altro con Pedro Sánchez "applicando buon senso" in un contesto internazionale "che è come è". "Abbiamo bisogno di buon senso, Pedro, e solo tu puoi farlo", ha concluso Javier Ayala.

APPELLO AI GIOVANI

In quel richiamo al voto giovane ha insistito la segretaria generale delle Giovanili Socialiste di Spagna, Aránzazu Figueroa, che ha chiesto di estirpare la "rassegnazione" ricordando che "il futuro non è scritto".

"Il futuro possiamo scriverlo con le nostre stesse mani, perché quando ci organizziamo, quando scendiamo in strada e, soprattutto, quando facciamo esplodere le urne di voti di progresso, siamo di più", ha affermato, mentre ha lamentato l'esaurimento di un'intera generazione che non riesce a emanciparsi o che vive facendo "piani che non arrivano mai".

Per questo, ha reclamato che la gioventù "trasformi la speranza in forza" e che quell'energia si traduca in una "maggioranza progressista ampia" capace di "assicurare presente e futuro".

All'inizio del suo intervento, Figueroa ha voluto anche mostrare il suo sostegno allo sciopero indefinito nell'istruzione pubblica madrilena e ha esteso il suo supporto "a tutti gli accampati e le accampate in Puerta del Sol e in tutte e ciascuna delle città di questo paese per difendere un diritto così basilare e fondamentale come il diritto alla casa".