Il Ministero degli Affari Esteri ha intensificato i lavori nella rete consolare spagnola per rispettare l'ultimatum del Tribunale Supremo sulla cosiddetta legge dei nipoti. Il dipartimento guidato da José Manuel Albares ha ordinato agli uffici consolari di lavorare durante questo fine settimana, ha messo a disposizione personale delle ambasciate e ha autorizzato le richieste di rinforzo del personale con l'obiettivo di raccogliere l'identità dei 163.020 cittadini naturalizzati che potrebbero essere colpiti dalla sospensione cautelare del loro diritto di voto nelle elezioni generali del prossimo 29 novembre.
La decisione arriva dopo che l'Alto Tribunale ha concesso al Governo cinque giorni per consegnare la relazione nominale degli interessati, un termine che scadrà mercoledì 28 ottobre alle 15.00. Le informazioni dovranno essere inviate alla Sezione del Contenzioso-Amministrativo del Supremo, alla Commissione Elettorale Centrale e all'Ufficio del Censimento Elettorale.
Secondo quanto confermato da fonti degli Affari Esteri a Europa Press, il Ministero ha comunicato a tutti i consolati che è imprescindibile completare la documentazione entro il termine giudiziario. Inoltre, assicura che sin dai primi richiami sono stati sospesi i permessi e le vacanze del personale consolare e che è stata stabilita questa attività come prioritaria.
I consolati lavorano contro il tempo per esaminare oltre 163.000 pratiche
La principale difficoltà risiede nel identificare quali cittadini hanno ottenuto la nazionalità spagnola tramite la Legge della Memoria Democratica e quali soddisfano i requisiti stabiliti dal Supremo per poter votare.
Il tribunale ha deciso a settembre di sospendere cautelarmente il diritto di voto di determinati beneficiari della conosciuta come legge dei nipoti, a meno che non dimostrassero tramite un certificato consolare la loro condizione di discendenti di spagnoli esiliati per i motivi contemplati nella legislazione.
Gli ultimi dati trasmessi al Supremo riflettono che sono state esaminate solo 31.390 pratiche e sono stati rilasciati 91 certificati che soddisfano le condizioni richieste. Questa differenza evidenzia l'entità del lavoro pendente quando mancano poco più di cinque settimane alle elezioni.
La revisione presenta inoltre difficoltà tecniche. Secondo quanto informa El País, 16 uffici consolari concentrano più dell'80% dei casi, molti dei quali registrati in pratiche che non sono digitalizzate o che richiedono una verifica manuale. Tra le sedi con maggiore carico di lavoro figurano quelle de L'Avana, Buenos Aires, Rosario, Città del Messico e Caracas.
Lo stesso Albares ha riconosciuto questa settimana che risulterebbe "molto difficile" completare le verifiche in tempo, anche se ha difeso che il Governo stava mobilitando tutte le risorse disponibili.
La Suprema Corte minaccia multe di 1.000 euro a Bolaños e Albares
Il rafforzamento del personale si verifica dopo che la Corte Suprema ha inasprito i suoi avvertimenti ai ministri Félix Bolaños e José Manuel Albares per il ritardo nella consegna delle liste.
Nei suoi ultimi provvedimenti, la Sezione considera incomprensibile che l'Amministrazione conosca il numero esatto di nazionalizzati interessati e non abbia ancora facilitato la loro identificazione individuale. I magistrati ricordano che queste informazioni sono essenziali per determinare quali cittadini possono esercitare il voto nelle elezioni del 29N.
Se l'Esecutivo non adempie alla richiesta prima di mercoledì, il tribunale potrà imporre multe coercitive di 1.000 euro ai ministri responsabili, reiterarle finché persiste l'inadempimento e avviare azioni per valutare possibili responsabilità penali. Queste conseguenze non sarebbero automatiche, ma dipenderebbero dalle decisioni giudiziarie successive.
Cosa succede con il diritto di voto dei beneficiari della legge sui nipoti
La controversia riguarda cittadini spagnoli residenti all'estero che hanno acquisito la nazionalità mediante la disposizione aggiuntiva ottava della Legge 20/2022 sulla Memoria Democratica.
La Suprema Corte ha stabilito che, per esercitare il voto nelle elezioni generali, i soggetti interessati dovranno attestare mediante certificazione consolare di soddisfare i requisiti relativi all'esilio dei loro ascendenti. Essere iscritti nel Censimento degli Elettori Residenti Assenti (CERA) non garantisce, di per sé, che possano votare.
La situazione ha generato incertezza tra gli elettori e gli stessi uffici consolari, che devono conciliare la revisione straordinaria delle pratiche con la loro attività amministrativa abituale.
Con il termine giudiziario in scadenza, Esterni cerca di accelerare la consegna dei dati mediante rinforzi di personale e turni straordinari di lavoro. Il prossimo 28 ottobre sarà una data decisiva per determinare se il Governo riesce a soddisfare l'esigenza della Corte Suprema o si espone a nuove misure giudiziarie in piena precampagna elettorale.