Il Governo esclude la partenza di Óscar Puente dal Ministero dei Trasporti dopo l'incidente ferroviario di Urda (Toledo). Fonti dell'Esecutivo assicurano che il ministro non si dimetterà, che Pedro Sánchez non lo rimuoverà e che conserverà il suo posto come numero uno del PSOE per Valladolid nelle elezioni del 29 novembre, secondo quanto riportato da EFE.
Il sostegno si estende alla direzione di Adif: le stesse fonti respingono che sia sul tavolo la rimozione del suo presidente. La posizione del Governo è mantenere gli attuali responsabili per gestire le azioni successive al sinistro e recuperare la fiducia nell'alta velocità.
La precisazione arriva dopo l'intervento di Puente questo martedì nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri. Il titolare dei Trasporti ha distinto tra le richieste di dimissioni di Ada Colau, capolista di Frente Amplio, e quelle formulate dal PP e dal suo presidente, Alberto Núñez Feijóo.
Il Governo esclude che Puente stia preparando le sue dimissioni
Puente ha affermato di poter comprendere che persone come Colau chiedano la sua uscita, anche se ha respinto le richieste del PP. Fonti governative hanno precisato poi che queste parole non devono essere interpretate come un segnale che il ministro stia considerando di lasciare l'incarico.
Secondo la sua spiegazione, nessuna delle due vie per la sua uscita è prevista: né una rinuncia dello stesso Puente né una destituzione per decisione del presidente del Governo.
L'Esecutivo sostiene che la responsabilità del ministro in questo momento consiste nel dirigere la risposta all'incidente, fornire informazioni su quanto accaduto e adottare le misure necessarie per rafforzare la fiducia dei viaggiatori. Le fonti consultate da EFE difendono che Puente è colui che meglio può assumere tale compito.
Manterrà il numero uno del PSOE per Valladolid
La continuità del ministro riguarda anche la sua candidatura per le generali. Il Governo esclude che rinunci a guidare la lista socialista per Valladolid il prossimo 29 novembre e assicura che tale decisione non è in discussione.
La sua permanenza nella candidatura non definisce, tuttavia, quale partecipazione avrà nella campagna. Interrogate su questa possibilità, le fonti governative indicano che la sua priorità attuale è continuare a guidare le azioni richieste dall'incidente di Urda.
L'Esecutivo separa così la conferma del suo incarico nelle liste dall'attività elettorale che possa sviluppare durante le prossime settimane. Per ora, colloca il suo lavoro nella gestione del Ministero e nella risposta al sinistro.
Moncloa difende la sua continuità e mantiene il presidente di Adif
Il Governo sostiene che Puente non ebbe responsabilità nell'incidente per azione né per omissione. Si tratta della posizione che trasmettono le fonti dell'Esecutivo per giustificare la sua continuità alla guida dei Trasporti.
Con questo criterio, respingono che la risposta debba passare dalla sostituzione del ministro. Difendono che i cittadini si aspettano che i loro responsabili pubblici si facciano carico dei problemi e adottino decisioni per risolverli.
Lo stesso sostegno raggiunge il presidente di Adif, la cui destituzione non si contempla neppure, secondo tali fonti.
Misure di sicurezza senza attendere il risultato elettorale
Puente ha annunciato questo martedì misure per rafforzare la sicurezza dell'alta velocità. Gran parte della loro applicazione resterebbe per dopo le elezioni, quando la composizione del prossimo Governo dipenderà dal risultato del 29N.
Di fronte a tale circostanza, l'Esecutivo difende che le decisioni devono essere adottate ora. Le fonti sostengono che l'obiettivo è recuperare la fiducia nel sistema ferroviario e che l'obbligo di rispondere ai cittadini non può restare in sospeso per il calendario elettorale.