La condonazione di parte del debito delle comunità autonome, insieme alla legge sulla funzione pubblica e alla nuova legge sull'industria, figurava tra le principali iniziative in fase di trattazione parlamentare che sono rimaste carta straccia dopo l'anticipo elettorale annunciato dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, per il prossimo 29 novembre.
In questa legislatura non arriverà nemmeno a essere discusso il progetto di legge per incorporare nella normativa spagnola una parte della nuova Direttiva europea sull'IVA nel campo dell'economia digitale, né il testo che modificava varie leggi tributarie sulla responsabilità patrimoniale dello Stato legislatore per danni derivanti dalla violazione del Diritto dell'Unione Europea.
In ambito lavorativo, rimarranno senza approvazione lo Statuto delle persone in formazione pratica lavorativa, la riforma per consentire pensionamenti anticipati senza tagli a lavoratori con più di 40 anni di contributi o la norma destinata a recuperare la bonificazione dei contributi aziendali della Sicurezza Sociale per i datori di lavoro di Ceuta e Melilla.
Sono stati altresì interrotti il progetto di riforma della Legge sui Porti dello Stato e della Marina Mercantile, la norma sul controllo, ispezione e regime sanzionatorio della pesca marittima, così come i cambiamenti previsti nelle assicurazioni agricole combinate e la revisione del funzionamento della catena alimentare. La Legge sull'Industria, in attesa di essere completata dalla legislatura precedente, torna a rimanere senza approvazione.
In materia di consumo, decadono ugualmente iniziative con impatto economico come la proposta di legge per combattere la reduflazione e quella che intendeva regolare le clausole "Redito Ad Libitum" nei contratti di prestiti e mutui.
Addio all'Autorità del Cliente Finanziario e alla Commissione Nazionale dell'Energia
Tra le norme promosse dall'Esecutivo che non vedranno la luce figura la creazione dell'Autorità del Cliente Finanziario, un progetto che era già stato sul punto di essere approvato nella legislatura precedente e che allora è crollato anch'esso a causa dell'anticipo elettorale.
All'interno della Commissione Economia sono rimasti anch'essi accantonati il progetto per modificare diverse leggi al fine di digitalizzare e modernizzare il settore finanziario, l'iniziativa per il buon uso dell'Intelligenza Artificiale (IA), la riforma dei criteri di dimensione delle imprese ai fini dell'informazione finanziaria e la nuova regolamentazione per amministratori e acquirenti di crediti.
In quella stessa commissione è stata bloccata la proposta di legge proveniente dal Parlament de Catalogna per garantire la presenza di sportelli automatici nei comuni a rischio di esclusione finanziaria.
In ambito energetico, uno dei testi più rilevanti che non porterà a termine la sua trattazione è il progetto per la creazione della Commissione Nazionale dell'Energia.
Abitazione: affondano le riforme del PP e dei partner del Governo
In politica abitativa, decadono tutte le iniziative legislative del PP registrate in Congresso e Senato, che includevano misure per accelerare lo sgombero degli 'okupas' nelle abitazioni fino a riduzioni fiscali per l'acquisto di immobili e modifiche della Legge sul Suolo.
Rimane anche in sospeso la legge di EH Bildu per controllare e regolare la pubblicità degli appartamenti turistici illegali e la proposta promossa da Sumar, ERC, Bildu, Podemos e BNG per regolare i contratti di affitto temporanei e di stanze.
Bilanci e finanziamento autonomico, in attesa
Il Governo chiude la legislatura senza aver raggiunto due dei suoi grandi obiettivi economici: l'approvazione di nuovi Bilanci Generali dello Stato e la riforma del sistema di finanziamento autonomico.
Per la prima volta nell'era democratica, la legislatura si conclude dopo la dissoluzione delle Corti e la convocazione di elezioni generali per il 29 novembre senza che siano stati approvati nuovi Bilanci Generali dello Stato (PGE).
La riforma del finanziamento autonomico rimane anch'essa in sospeso a causa dell'anticipo elettorale. Anche se all'inizio di settembre il Consiglio di Politica Fiscale e Finanziaria ha dato "luce verde" al progetto — con il sostegno della Catalogna e delle Canarie —, il Consiglio dei Ministri non è riuscito a ratificarlo né a inviarlo alle Corti per la sua convalida.
La riforma del registro orario potrebbe ancora andare avanti
In ambito lavorativo, la riforma del registro orario, uno dei principali impegni della vicepresidente e ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, potrebbe ancora essere approvata nonostante la chiamata alle urne.
L'idea dell'Esecutivo è di portare avanti questa riforma mediante Decreto Reale, il che eviterebbe la necessità di convalida in Plenaria del Congresso o nella Deputazione Permanente, organo che assume le funzioni della Camera quando le Corti sono sciolte o il loro mandato è scaduto.
Invece, non è assicurato che il Governo affronti un nuovo aumento del salario minimo interprofessionale (SMI) prima delle elezioni, anche se questo incremento si articola anche attraverso un Decreto Reale.
Rimane ugualmente in sospeso la riforma per impedire che i bonus e i supplementi salariali assorbano gli aumenti del SMI, un cambiamento normativo che doveva essere incorporato nella trasposizione della direttiva europea sui salari minimi adeguati.
Ciò che non avrà tempo di completare prima delle elezioni è la riforma della Legge sulla Prevenzione dei Rischi Lavorativi, approvata alla fine di aprile in Consiglio dei Ministri sotto forma di progetto di legge.
Non sarà nemmeno approvata la riforma del licenziamento per adattarla alle esigenze della Carta Sociale Europea, a meno che il Governo non decida di introdurre questi cambiamenti tramite Decreto Reale o Decreto-Legge, assumendosi il rischio che la Deputazione Permanente possa bocciare la norma.
Un altro argomento all'ordine del giorno del Ministero del Lavoro prima della convocazione elettorale era la trasposizione della direttiva comunitaria sulla trasparenza retributiva, il cui testo normativo è già delineato nei suoi aspetti essenziali.
Gigafactory di IA e regolamentazione dei centri di dati
Era ugualmente previsto approvare in seconda lettura il progetto di legge che regola il contratto di aggiustamento reciproco di interessi. Il CARI è uno strumento finanziario di supporto all'internazionalizzazione dell'impresa spagnola che facilita la concessione di crediti a medio e lungo termine, in condizioni di mercato e a tasso di interesse fisso, a clienti di esportatori spagnoli. L'Istituto di Credito Ufficiale (ICO) si occupa di formalizzare i contratti del CARI per conto dello Stato.
Nel campo della Trasformazione Digitale, il dipartimento diretto da Óscar López aveva in agenda per ottobre un nuovo decreto reale per regolamentare i centri di dati in Spagna — elaborato insieme a Transizione Ecologica ed Economia —, che obbligherà le installazioni a sostenere con nuova generazione rinnovabile, almeno, l'80% del loro consumo energetico ogni ora, secondo criteri di sostenibilità, resilienza e sovranità digitale.
D'altra parte, il consorzio pubblico-privato spagnolo, formato dal Governo, dalla Generalitat della Catalogna, da Banco Santander, ACS, Telefónica e Multiverse Computing, ha tempo fino al 12 novembre per presentare la sua candidatura a una delle sette gigafactory europee di intelligenza artificiale (IA).