Gli incendi boschivi che colpiscono in questi giorni la Comunità di Madrid e la provincia di Ávila hanno costretto all'evacuazione di centinaia di residenti per garantire la loro sicurezza. Questi ordini pongono un dubbio abituale tra la popolazione: chi decide un'evacuazione per incendio, in quale momento viene adottata e se le autorità possono legalmente obbligare ad abbandonare un'abitazione.
La risposta si trova nella legislazione di Protezione Civile e nei piani speciali contro gli incendi boschivi di ogni comunità autonoma. La priorità di questi protocolli è preservare la vita delle persone, anche se ciò implica evacuare abitazioni prima che le fiamme arrivino ad esse.
L'evacuazione è ordinata dal direttore dell'emergenza
La decisione di evacuare una popolazione non spetta direttamente al sindaco, alla Guardia Civil o ai vigili del fuoco che operano sul campo.
L'ordine è adottato dal direttore dell'emergenza o dal direttore del piano di protezione civile che si trova attivato in quel momento, basandosi sulle informazioni tecniche fornite dal direttore di estinzione dell'incendio e dagli altri responsabili operativi.
Quando l'incendio rimane sotto la gestione della comunità autonoma, la direzione spetta al responsabile designato dal piano autonomico di incendi boschivi. Tuttavia, se viene dichiarata l'emergenza di interesse nazionale (livello 3), come è accaduto negli incendi di Madrid e Ávila, la direzione superiore passa al Ministero dell'Interno, che coordina tutti i mezzi delle diverse amministrazioni.
Non esiste una distanza minima per ordinare un'evacuazione
Un'evacuazione non viene decisa perché il fuoco ha raggiunto un determinato numero di ettari né perché le fiamme si trovano a una distanza concreta dalle abitazioni.
I servizi di emergenza effettuano una valutazione costante del rischio tenendo conto di fattori come la velocità di propagazione dell'incendio, la direzione e la forza del vento, l'orografia del terreno, la prossimità del fronte a zone abitate, le previsioni meteorologiche o la possibilità che le strade vengano bloccate dal fumo o dal fuoco.
In molte occasioni le evacuazioni vengono ordinate in modo preventivo, anche prima che le fiamme arrivino alle abitazioni, per evitare che i residenti debbano abbandonare la zona quando le vie di evacuazione non sono più sicure.
Possono obbligarti ad abbandonare casa tua?
Sì. La legislazione spagnola in materia di protezione civile consente alle autorità di adottare le misure necessarie per proteggere la popolazione durante un'emergenza, inclusa l'evacuazione obbligatoria delle zone minacciate da un incendio boschivo.
Questi ordini hanno come obiettivo evitare danni personali e facilitare il lavoro dei servizi di estinzione. Permanere in un'abitazione situata in una zona a rischio non solo può mettere in pericolo chi vi rimane, ma anche le squadre di soccorso che potrebbero essere costrette a intervenire successivamente.
Per questo motivo, le autorità insistono affinché tutte le persone interessate seguano le istruzioni dei servizi di emergenza e abbandonino la zona quando richiesto.
Il ritorno è autorizzato solo quando scompare il rischio
Allo stesso modo in cui l'evacuazione spetta ai responsabili dell'emergenza, il ritorno dei residenti non dipende nemmeno da una decisione individuale.
Il ritorno alle abitazioni è autorizzato solo quando i tecnici ritengono che l'incendio non rappresenti più una minaccia per la popolazione e che ci siano condizioni di sicurezza sufficienti. A tal fine si verifica che il fronte principale sia controllato, che non ci siano riattivazioni prossime, che le strade possano essere utilizzate normalmente e che le forniture di base, come acqua, elettricità o gas, possano essere ripristinate senza pericolo.
Per questo motivo è comune che alcune urbanizzazioni rimangano sgomberate per ore o addirittura diversi giorni dopo che l'incendio è stato stabilizzato.
Il caso degli incendi di Madrid e Ávila
La dichiarazione di emergenza di interesse nazionale per gli incendi che colpiscono la Comunità di Madrid e la provincia di Ávila ha comportato che il coordinamento dell'emergenza passi al Ministero dell'Interno, anche se sul campo continuano ad agire congiuntamente i servizi autonomici, l'Unità Militare di Emergenza (UME), la Guardia Civile, le Forze e Corpi di Sicurezza e il resto degli organismi coinvolti.
In questo tipo di situazioni, gli ordini di evacuazione fanno parte dei protocolli di protezione civile previsti per minimizzare il rischio sulla popolazione e garantire che le squadre di estinzione possano svolgere il loro lavoro con le massime garanzie di sicurezza.