Avere una carta regalo, un buono o un voucher da utilizzare quando un negozio annuncia la sua chiusura può lasciare il consumatore in una situazione complicata. L'esito dipenderà da cosa accade realmente con l'azienda: non è la stessa cosa che scompaia solo un esercizio, che l'attività continui attraverso altri canali o che la società entri in insolvenza. Se l'attività smette definitivamente di fornire il servizio o di consentire l'acquisto per cui era stato pagato in precedenza, il cliente può richiedere l'importo pendente, anche se recuperare il denaro sarà più difficile quando esiste una procedura di insolvenza. Le organizzazioni dei consumatori raccomandano di conservare contratti, fatture, giustificativi e qualsiasi documento che permetta di attestare il denaro consegnato.
La chiusura di un negozio non invalida automaticamente la carta
La prima cosa da fare è verificare che tipo di chiusura si è verificata. Che scompaia un locale specifico non implica necessariamente che l'azienda abbia smesso di esistere.
Se la catena continua a operare in altri negozi o tramite Internet, sarà necessario rivedere le condizioni della carta per verificare se può essere utilizzata in quei canali. Può anche succedere che un'altra società continui con l'attività, anche se ciò non significa automaticamente che debba assumersi tutti gli impegni della precedente azienda: dipenderà da come è stata articolata l'operazione.
Per questo motivo, prima di dare per perso il saldo conviene contattare la compagnia e richiedere per iscritto una soluzione, sia essa utilizzare la carta in un altro esercizio, cambiarla con prodotti o richiedere l'importo versato quando non sarà più possibile ricevere ciò per cui si è pagato.
Cosa fare se l'azienda smette di fornire il servizio
Quando la chiusura impedisce definitivamente di utilizzare il buono, il consumatore deve raccogliere tutte le prove possibili: carta regalo, scontrino, fattura, email di conferma o giustificativo bancario, tra le altre.
OCU raccomanda che, di fronte a chiusure inaspettate di aziende che hanno incassato somme in anticipo, i soggetti interessati presentino una richiesta scritta e conservino tutta la documentazione relativa alla contrattazione. Se non ricevono risposta, possono anche rivolgersi agli organismi pubblici di Consumo per richiedere i danni subiti.
La richiesta scritta risulta particolarmente importante perché consente di attestare successivamente che il consumatore ha tentato di recuperare il denaro o di esigere il rispetto di quanto contrattato.
Il problema si complica se c'è un concorso di creditori
La situazione cambia sostanzialmente quando l'azienda non solo chiude, ma entra in concorso di creditori. In questo scenario, chi ha una carta regalo pagata e in attesa di utilizzo può diventare creditore dell'azienda per l'importo che corrisponde. La Legge Fallimentare stabilisce che i crediti esistenti prima della dichiarazione del concorso passano a integrarsi nella massa passiva del procedimento.
Il consumatore dovrà quindi prestare attenzione al procedimento concorsuale e comunicare il proprio credito all'amministrazione concorsuale nella forma e nei termini stabiliti. L'amministrazione deve informare individualmente i creditori la cui identità e domicilio figurano nella documentazione del concorso.
Richiedere non garantisce di recuperare tutto il denaro
Entrare nel concorso come creditore non implica che l'importo verrà restituito automaticamente. La possibilità reale di recuperare il saldo dipenderà, tra gli altri fattori, dal patrimonio disponibile dell'azienda, dai suoi debiti e dalla classificazione che spetta al credito all'interno del procedimento. La legislazione fallimentare distingue tra crediti privilegiati, ordinari e subordinati, che non hanno la stessa posizione al momento di riscuotere.
OCU avverte precisamente che, quando un'azienda entra in concorso, i consumatori interessati devono rivolgersi all'amministrazione concorsuale e che il recupero delle somme anticipate può risultare difficile.
Conservare lo scontrino può fare la differenza
Una carta regalo conservata per mesi in un cassetto può diventare un problema se non esiste più alcuna prova di quando è stata acquistata o di quanto denaro conteneva.
Per questo motivo, è consigliabile conservare la ricevuta di acquisto e le condizioni applicabili alla carta, oltre a una fotografia o copia del buono quando possibile. Se il saldo viene gestito tramite un'applicazione o un conto online, è anche utile conservare screenshot o email che permettano di dimostrare l'importo pendente.
Queste prove saranno particolarmente utili se l'azienda nega successivamente l'esistenza del saldo o se il consumatore deve attestare il proprio credito all'interno di un procedimento concorsuale.
Utilizzare i buoni prima di una chiusura annunciata può evitare problemi
Se un'azienda annuncia una liquidazione o la prossima chiusura dei suoi stabilimenti e consente ancora di utilizzare le sue carte regalo, spenderle prima della cessazione dell'attività è di solito l'opzione meno rischiosa.
Aspettare fino all'ultimo momento può fare in modo che il consumatore passi dall'avere un saldo utilizzabile a dover avviare una richiesta il cui risultato dipenderà dalla situazione economica dell'azienda.
La chiusura di un negozio, quindi, non cancella da sola i diritti del consumatore, ma quanto più grave sarà la situazione finanziaria della compagnia, tanto più difficile può risultare recuperare il denaro. Richiedere rapidamente e conservare la documentazione sono i due principali strumenti per difendere l'importo che rimane ancora pendente.