Foment chiede di rendere obbligatoria per legge l’aggiornamento dell’IRPF per evitare ulteriore pressione fiscale dovuta all’inflazione

Foment propone di aggiornare per legge l'IRPF, riformare il finanziamento e gli accordi in materia di alloggi, infrastrutture e mercato del lavoro per acquisire competitività.

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Foment del Treball ha trasferito alle formazioni che concorrono alle elezioni generali la richiesta che incorporino nella legge un sistema automatico di revisione annuale della tariffa statale dell'IRPF e dei minimi personali e familiari «per evitare che un reddito che aumenta solo nominalmente per compensare l'inflazione sopporti una maggiore imposizione reale».

Questa iniziativa fa parte delle 729 proposte che l'associazione datoriale presieduta da Josep Sánchez Llibre ha reso note questo venerdì in conferenza stampa, insieme alla vicepresidente dell'organizzazione, Mar Alarcón; al direttore degli Studi, Salvador Guillermo, e al responsabile delle Relazioni Istituzionali con le Cortes Generales, Toni Picó.

Il documento propone che gli scaglioni statali dell'IRPF e i minimi personali e familiari vengano aggiornati applicando «la stessa percentuale di rivalutazione generale annuale delle pensioni contributive», con l'obiettivo di recuperare il potere d'acquisto perso dall'assenza di aggiornamento.

Oltre a questo blocco, Alarcón ha dettagliato altre proposte fiscali, tra cui la soppressione delle imposte sul Patrimonio e dei grandi patrimoni, nonché una riduzione di Imposte di Successioni e Donazioni.

L'associazione datoriale sostiene inoltre revisioni pluriennali della spesa pubblica e dei benefici fiscali, con analisi dei risultati e soppressione della spesa inefficiente, mantenendo l'investimento che generi ritorno economico e sociale.

Infrastrutture e finanziamento per la Catalunya

Nel campo delle infrastrutture, Foment chiede una pianificazione pluriennale, progetti tecnicamente maturi e una capacità reale di esecuzione, tramite un consorzio di investimenti tra lo Stato e la Generalitat, e un ulteriore contributo minimo congiunto di 1.500 milioni di euro all'anno, complementare agli impegni ordinari, per ridurre il deficit di investimenti in Catalunya.

Le somme non eseguite, sostengono, dovrebbero essere riprogrammate per le azioni pendenti con finanziamento garantito e scadenze verificabili e, quando opportuno, concordare il trasferimento di risorse e della gestione alle amministrazioni catalane competenti, cosa che considerano fondamentale in progetti come Rodalies, la Sagrera, il raddoppio della R3 e la ristrutturazione della stazione di Sants.

Inoltre, sottolineano l’urgenza di concretizzare il calendario e la gestione per l’ampliamento dell’Aeroporto di Barcellona - El Prat e di portare a compimento gli accessi ferroviari e stradali, nonché le connessioni alle aree terminal dei porti di Barcellona e Tarragona.

Casa e politica energetica

Per quanto riguarda l’edilizia abitativa, l’organizzazione imprenditoriale indica come priorità un grande Patto di Stato, con la partecipazione dei municipi e del settore privato, che stabilisca obiettivi pluriennali e risorse stabili, garantisca continuità oltre i cicli politici, includa tutte le modalità (libera, accessibile, protetta e sociale, sia nell’acquisto sia nell’affitto) e contempli la riabilitazione del patrimonio edilizio già esistente.

Per aumentare l’offerta, propongono di rivedere le regolamentazioni attuali e di analizzare in anticipo l’impatto delle nuove norme, al fine di scartare quelle che riducano l’offerta, rendano più difficile l’accesso o facciano aumentare i prezzi.

"La produzione di abitazioni richiede licenze prevedibili, fiscalità adeguata e strumenti di finanziamento sostenibili", affermano nel documento, nel quale puntano a rafforzare la collaborazione pubblico-privata, sfruttare le risorse dell’ICO e della BEI e rivedere le condizioni della riserva del 30% di abitazioni protette a Barcellona.

Nel campo energetico, la controparte padronale si dichiara favorevole a prorogare l’attività delle centrali nucleari in funzione e a recuperare e potenziare la captazione, il riutilizzo e lo stoccaggio della CO2 come strumenti alternativi o complementari nei processi di decarbonizzazione, tra altri aspetti.

Mercato del lavoro e assenteismo

Un altro blocco del testo si concentra sul mercato del lavoro. Foment chiede di regolare il diritto di sciopero mediante una legge organica che ne specifichi l’esercizio, i limiti e le garanzie ai sensi della Costituzione, e che venga riconosciuta alle mutue collaboratrici la competenza per emettere attestazioni di alta medica in tutti i casi, rafforzando il loro ruolo nell’assistenza sanitaria, nella riabilitazione e nel monitoraggio dei periodi di malattia.

Dopo aver indicato l’assenteismo come uno dei principali problemi per le imprese, la controparte padronale propone di eliminare l’obbligo imprenditoriale di versare la prestazione tra il 4° e il 15° giorno di congedo per malattia, esentare le società dal versare i contributi durante i periodi di incapacità temporanea per eventi comuni e ripristinare il licenziamento per cause oggettive per mancanze di assistenza al lavoro, lasciando fuori i casi collegati alla disabilità.

Riforma del finanziamento e modernizzazione amministrativa

Per quanto riguarda il finanziamento regionale, il documento sostiene che la riforma del modello debba garantire adeguatezza delle risorse, trasparenza, ordinalità, corresponsabilità e maggiore autonomia, prendendo come riferimento il modello e i risultati del concerto basco. Propone inoltre di incorporare il costo della vita nel calcolo della popolazione corretta e di pubblicare i bilanci fiscali e l’investimento territorializzato.

Infine, Foment propone misure per accelerare e semplificare i procedimenti dell’amministrazione pubblica e include sezioni specifiche sull’applicazione dell’IA e della robotica per il miglioramento della produttività, tra altri ambiti.