I periti chiedono di chiarire i compiti di Adif sulla linea prima e dopo il sinistro di Adamuz

I periti chiedono più documentazione ad Adif e di chiarire i loro lavori di manutenzione sulla linea di Adamuz prima e dopo l’incidente mortale.

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I tre periti designati dal tribunale hanno chiesto alla giudice della Sezione Civile e d’Istruzione del Tribunale di Istanza di Montoro (Córdoba), Plaza número 2, responsabile dell’indagine sul sinistro ferroviario di Adamuz, in cui domenica 18 gennaio sono morte 46 persone e sono rimasti feriti più di 120, di richiedere ad Adif i rapporti di auscultazione effettuati nel tratto di Adamuz prima e dopo l’incidente, nell’ambito di una serie di azioni che ritengono sia “necessario chiarire”.

Allo stesso modo, chiedono tutta la documentazione relativa al fascicolo dell’opera di emergenza con la quale è stata ricostruita l’infrastruttura, di cui affermano di non disporre di “nessuna documentazione”, nonché di completare le informazioni già consegnate da Adif sul fascicolo di fornitura e trasporto di ballast per la Renovación de Desvíos (fase 2) sulla Linea de Alta Velocidad Madrid-Sevilla. Si tratta di tre lotti, ma, sebbene dispongano del fascicolo madre, è stata loro inviata documentazione relativa al lotto scorporato Lotto 2: Base de Calatrava, mentre quello che riguarda il tratto oggetto dell’indagine è il Lotto 3: Base de Hornachuelos.

Nello scritto dei periti, a cui ha avuto accesso Europa Press e datato 28 ottobre, viene dettagliato che, per quanto riguarda quest’ultima documentazione, chiedono il fascicolo amministrativo integrale; il capitolato delle prescrizioni tecniche della fornitura; il Piano di Controllo della Qualità richiesto al fornitore, e le prove di ricezione dei materiali effettuate su tale fornitura, sia dalla UTE, sia da Adif o dalla ACO.

Per quanto riguarda i rapporti di auscultazione tra i punti chilometrici 321,098 e 315,974 nelle vie 1 e 2, i tecnici chiedono “con particolare enfasi” quelli effettuati prima della ricezione dei lavori, cioè durante l’esecuzione dell’opera, poiché risultano solo i risultati di ottobre 2025 --precedenti alla firma dell’atto di ricezione dei lavori, il 19 dicembre 2025, 30 giorni prima del sinistro-- e mancano i controlli preliminari durante lo svolgimento dei contratti. Parimenti, chiedono i rapporti che giustificano l’intervento successivo all’opera di emergenza realizzata nel tratto dopo l’incidente del 18 gennaio 2026.

Queste richieste sono formulate in seguito all’atto presentato dalla rappresentanza processuale di Adif il 20 ottobre 2026, con il quale si chiedeva l’autorizzazione giudiziaria per eseguire determinate attività di manutenzione comprese in tale documento, nel contesto di nuove operazioni di battitura sulla linea. La giudice decise allora di trasmettere l’atto ai periti giudiziari affinché si pronunciassero entro un termine di tre giorni.

I periti ritengono che i lavori di manutenzione richiesti da Adif, collegati all’infrastruttura al livello IL (Limite di Intervento), siano di “ineludibile attenzione, soprattutto se si collegano ad altri AL (Limite di Allerta) per svolgere l’attività di manutenzione correttiva -- la battitura della linea -- nella stessa esecuzione”. A loro avviso, “poiché si sviluppano nella testata nord della Stazione di Adamuz -- tra i chilometri 316,900 e 317,500, deviatoi di binario 631, 632 e deviata -- non interferiscono con lo svolgimento della perizia”, per cui intendono che “possono essere eseguite”.

Varie domande rilevanti sulle attività di Adif

Nondimeno, i tre periti avvertono che questi lavori di Adif “sollevano varie questioni” che, nell’ambito del loro incarico, considerano “rilevanti” e ritengono “necessario chiarire -- con l’opportunità di questa intervento --”. In questo senso, qualificano come “quanto meno curioso il fatto che proprio i deviatoi di binario 631 e 632, sui quali si interviene in questo momento, siano stati oggetto allo stesso tempo della medesima attività di Esecuzione di Lavori corrispondenti al Progetto di Rinnovo di Deviazioni (fase 2) nella LAV Madrid-Sevilla, così come il deviatoio A645 coinvolto nell’incidente -- nel cui punto di saldatura di unione al binario esistente del filo 1 della via 1 al chilometro 318,681 si produce la rottura verificatasi --”.

Sottolineano inoltre che “in questa attività di manutenzione sulle deviazioni 631 e 632 ciò che si intende è battere, dunque, rinivelare e regolare la livelletta del binario che ha raggiunto in almeno tre punti deformazioni che si catalogano in due punti di livello IL e in uno di livello AL”. “Questa circostanza è analoga -- in quel caso, Livello di Allerta (AL) con valori di deformazione molto vicini alla catalogazione di Livello di Intervento IL -- a quella richiamata nelle analisi del controllo del profilo di ottobre 2025 del filo 2 della via 1 nelle vicinanze del chilometro 318,681 dove si verifica la rottura della saldatura”, aggiungono gli esperti.

Tutto ciò porta i periti a mettersi in discussione l’operato di Renovación de Desvíos eseguito da Adif: "poiché l’atto di ricezione della stessa viene firmato il 19 dicembre 2025, cioè appena 30 giorni prima dell’incidente, e inoltre attualmente si trova ancora nel periodo di garanzia --essendo trascorso, alla data, meno di due anni dalla sua ricezione, secondo il Capitolato di Clausole Amministrative Particolari del Contratto". Per questo motivo, reiterano alla giudice le richieste documentali già menzionate.

Antecedenti e restrizioni alla manutenzione sulla via

La magistrata aveva già trasmesso ai periti giudiziari l’atto di Adif del 20 ottobre, in cui l’ente chiedeva l’autorizzazione per eseguire lavori di manutenzione sulla via. Il Tribunale ha chiesto ai tecnici di redigere una relazione entro tre giorni, ricordando che a marzo la giudice aveva ordinato all’Amministratore delle Infrastrutture Ferroviarie di "astenersi dal svolgere attività di manutenzione e altre che incidano sulla rete ferroviaria" nel tratto di Adamuz, salvo comunicazione preventiva all’organo giudiziario con 15 giorni di anticipo e con la condizione di ottenere un’autorizzazione espressa.

Tale decisione è stata adottata dopo un’e-mail inviata da Adif il 2 marzo, nella quale si informava di lavori di manutenzione previsti per la notte tra il 3 e il 4 marzo, "consistenti nella sostituzione di una tratta di binario lunga 36 metri nel punto chilometrico 317,264 della via 2 (direzione Madrid)".

In quello scritto, Adif precisava che le attività erano localizzate "a più di un chilometro dal luogo in cui il 18 gennaio si è verificato l’incidente ferroviario tra Iryo 6189 e Alvia 2384, sebbene si tratti di lavori che verranno eseguiti in una zona prossima all’area del Posto Banalizzato di Adamuz". La società ha informato il Tribunale dell’intervento con un giorno di anticipo, indicando che "il binario che verrà rimosso sarà debitamente custodito presso la base di manutenzione di Hornachuelos a disposizione di qualsiasi autorità o indagine che possa richiederlo".

Questa richiesta giudiziaria è stata emessa dopo che la stessa giudice aveva ordinato ad Adif di astenersi dal «porre in essere qualsiasi operazione tendente all’estrazione e al trasferimento del materiale relativo e di interesse per l’istruzione della causa» in relazione al sinistro. Così è stato recepito in un’ordinanza del 10 febbraio, dopo la comunicazione della Guardia Civil secondo cui personale di Adif aveva rimosso materiale dalla zona quattro giorni dopo l’incidente e aveva effettuato varie prove «senza accorgersene, né richiederlo».