Il Consiglio dei Ministri ha respinto le richieste di incompetenza sollevate dalle comunità di Andalusia ed Estremadura in relazione al Piano Statale per l'Abitazione 2026-2030.
Entrambi i governi autonomi sostenevano che il contenuto del Regio Decreto 326/2026, del 22 aprile, con cui si regola il Piano Statale per l'Abitazione, violava la ripartizione delle competenze, in particolare per il modello di finanziamento previsto. Nel caso dell'Estremadura, inoltre, si mettevano in discussione i paragrafi relativi alle zone di mercato residenziale teso.
Tuttavia, il Consiglio dei Ministri ha risposto questo martedì ai due governi autonomi difendendo che il Piano "non regola con carattere generale la politica autonoma per l'abitazione", ma si limita a articolare lo strumento statale di finanziamento, secondo quanto riportato nelle referenze diffuse questo martedì.
In questo contesto, l'Esecutivo centrale ha richiamato la sentenza della Corte Costituzionale che, lo scorso 9 luglio, ha respinto il ricorso promosso dalla Generalitat della Catalogna, in cui si impugnavano in modo specifico i precetti della legge relativi ai sussidi in materia di abitazione.
Il Governo sottolinea che "la sentenza respinge che i precetti impugnati privino di capacità di decisione le comunità" e difende che il legislatore statale "ha attribuite competenze per definire i fini e gli obiettivi prioritari del finanziamento statale".
"Ciò non impedisce che le comunità stabiliscano i propri obiettivi e priorità nel configurare le loro politiche per l'abitazione", ha aggiunto l'Esecutivo, che enfatizza anche che la sentenza della Corte Costituzionale tiene conto che l'approvazione dei piani statali richiede la partecipazione delle comunità autonome attraverso la Conferenza Settoriale per l'Abitazione e il Suolo.