Il Parlamento Europeo approva di rinviare di tre anni le norme sul metano per gli importatori di gas e petrolio

Il Parlamento Europeo sostiene di posticipare di tre anni i requisiti sulle emissioni di metano agli importatori per proteggere l'approvvigionamento energetico dell'UE.

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Il Parlamento Europeo ha dato questo giovedì il suo sostegno a ritardare di tre anni varie obbligazioni relative alle emissioni di metano che riguardano gli importatori di gas naturale, petrolio e carbone. Questo margine aggiuntivo, che rappresenta due anni in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione Europea la settimana scorsa, si giustifica per "garantire l'approvvigionamento energetico" dell'Unione Europea di fronte alle tensioni nei mercati e all'aumento dei costi dell'energia derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

La posizione dell'Eurocamera, adottata in plenaria a Strasburgo (Francia) con 341 voti favorevoli, 225 contrari e sei astensioni, propone di estendere fino al 2031 il termine per le compagnie per dimostrare che i combustibili che importano soddisfano requisiti di controllo delle emissioni equivalenti a quelli vigenti nell'UE. Estende anche il tempo per inviare determinati rapporti sul metano, sebbene escluda da questa proroga le forniture provenienti da paesi sanzionati dall'Unione.

La proposta parlamentare supera così la flessibilità presentata il 14 ottobre da Bruxelles, che prevedeva solo un anno extra per alcune obbligazioni del regolamento approvato nel 2024. Gli eurodeputati propongono che fino al 31 maggio 2031 si possa dimostrare che i contratti di fornitura firmati o rinnovati da agosto di quello stesso anno includono petrolio, gas e carbone soggetti a sistemi di misurazione e verifica equivalenti a quelli comunitari.

Quello stesso orizzonte temporale si applicherebbe all'obbligo di comunicare le misure adottate per adattare i contratti precedenti, mentre produttori e importatori avrebbero tempo fino ad agosto 2031, invece del 2029, per presentare i loro primi rapporti sull'intensità di metano dei combustibili che commercializzano, cioè la quantità di questo gas che viene rilasciata durante la sua produzione e fornitura.

L'Eurocamera propone inoltre di concedere tre anni aggiuntivi agli operatori europei di petrolio e gas per presentare rapporti verificati che integrino le misurazioni effettuate in ogni focolaio di emissione e nell'insieme delle loro installazioni. I nuovi termini sono fissati a febbraio 2030 per le estrazioni che gestiscono direttamente e ad agosto 2031 per quelle su cui non hanno quel controllo diretto.

Tuttavia, i eurodeputati puntano a mantenere il calendario attuale per le importazioni di petrolio, gas e carbone provenienti da Stati soggetti a sanzioni europee che impediscano o limitino l'ingresso di questi prodotti, sia che vengano inviati direttamente sia che arrivino tramite intermediari in paesi terzi.

Al fine di impedire che vengano eluse queste restrizioni, il Parlamento vuole che le aziende debbano dichiarare separatamente i volumi importati da quelle origini, anche quando facciano parte di carichi mescolati con combustibili di altri paesi. Inoltre, incarica la Commissione di elaborare un elenco orientativo degli Stati interessati.

Il testo richiede anche all'Esecutivo comunitario che, prima del 1 luglio 2029, presenti un rapporto sull'applicazione della normativa e il suo impatto potenziale sulla sicurezza dell'approvvigionamento. Tale analisi dovrà affrontare, tra l'altro, i regimi nazionali di sanzioni, i meccanismi di verifica e i progressi nel calcolo delle emissioni.

A partire da quella valutazione, gli eurodeputati aprono la porta affinché Bruxelles proponga nuove modifiche se persistono ostacoli al rispetto degli obblighi o si rilevano rischi per l'approvvigionamento energetico europeo.

La revisione dovrà ora essere negoziata tra il Parlamento e il Consiglio dell'UE, che rappresenta i governi dei Ventisette, prima della sua adozione definitiva. L'Eurocamera ha fatto ricorso alla procedura d'urgenza per trattare il fascicolo e accelerare così la modifica dei termini previsti.